Regione Lombardia

Approvato il PDL 63 contro le specie invasive nei laghi, Piazza e Spelzini (Lega): “Modello Garda per Como e Lecco”

Le specie invasive si diffondono facilmente nei bacini lacustri, anche attraverso le carene delle imbarcazioni, compromettendo gli equilibri naturali

Approvato il PDL 63 contro le specie invasive nei laghi, Piazza e Spelzini (Lega): “Modello Garda per Como e Lecco”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi il PDL 63, promosso dal gruppo della Lega e sottoscritto dai consiglieri Mauro Piazza Gigliola Spelzini, insieme allOrdine del Giorno collegato, anch’esso approvato e firmato dai due consiglieri.

Approvato il PDL 63 contro le specie invasive nei laghi

Il provvedimento aggiorna le leggi regionali per proteggere il Lago di Garda dalle specie aliene invasive, salvaguardando la pesca e la biodiversità lacustre. Tra le misure previste: sanificazione di carene e motori delle imbarcazioni e utilizzo di vernici antivegetative ecologiche, pratiche già adottate dai Comuni aderenti al “Contratto di Lago” siglato a Peschiera del Garda nel 2019.

“Difendere le specie autoctone e l’equilibrio ecologico dei laghi è fondamentale – dichiarano Piazza e Spelzini –. Un ecosistema sano significa lavoro, turismo, tradizioni e qualità della vita.”

Il provvedimento nasce da una collaborazione tra Lombardia, Veneto e Provincia autonoma di Trento per uniformare le regole sul bacino gardesano. L’Ordine del Giorno approvato impegna ora il Consiglio e la Giunta regionale a estendere le misure preventive anche al Lago di Como, in coordinamento con le Province di Como, Lecco e Sondrio, attraverso un percorso analogo a quello avviato per il Lago di Garda. L’obiettivo è valutare strumenti normativi e amministrativi idonei a prevenire l’introduzione e la diffusione di specie invasive anche negli altri principali bacini lacustri lombardi.

Le specie invasive si diffondono facilmente nei bacini lacustri, anche attraverso le carene delle imbarcazioni, compromettendo gli equilibri naturali. Studi recenti evidenziano come possano danneggiare la fauna autoctona e incidere sulla qualità delle acque, con effetti diretti sull’ecosistema e sulle attività economiche legate al lago.

“Questo modello virtuoso rappresenta una soluzione efficace non solo per tutelare le specie autoctone e il patrimonio ittico, ma anche per garantire la qualità del pescato, sostenere il turismo e rafforzare l’economia locale – proseguono Piazza e Spelzini –. La salute del lago è strettamente legata a quella delle comunità che lo vivono.”

“Auspichiamo che questo modello diventi un riferimento anche per il Lago di Como e per i laghi minori della provincia di Lecco – concludono i consiglieri –. Difendere le specie autoctone e l’equilibrio ecosistemico non è solo una questione ambientale, ma un impegno politico a tutela della pesca, del turismo e del paesaggio unico dei nostri territori, per uno sviluppo sostenibile e duraturo.”