«Basta silenzi, vogliamo risposte». Con questo messaggio si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio 2026 il presidio davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Lecco, promosso da Unione Sindacale di Base (USB) Bergamo per denunciare le condizioni di lavoro nell’appalto rifiuti della città, che coinvolge Econord come società affidataria e Silea in qualità di azienda appaltante.
La protesta, iniziata alle 15.30, arriva dopo mesi – secondo il sindacato – di segnalazioni rimaste senza risposta. Al centro delle contestazioni presunte aggressioni verbali e fisiche, un clima definito intimidatorio, comportamenti ritenuti antisindacali e mezzi per la raccolta dei rifiuti giudicati pericolosi e privi di adeguata manutenzione. Tra gli episodi segnalati anche un incidente stradale che ha coinvolto un lavoratore, poi finito in ospedale.
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Appalto rifiuti, USB in protesta a Lecco: «Clima intimidatorio e lavoratori a rischio»
«Sono anni che stiamo facendo questa lotta in difesa dei lavoratori di Econord – ha dichiarato Davide Canto, segretario sindacale USB – Da tempo chiediamo all’azienda di sistemare le questioni interne che non funzionano, a partire dai mezzi non funzionanti e dal comportamento di alcuni responsabili che trattano i lavoratori come degli animali. Dopo tutte le denunce fatte, almeno sette o otto, non è stato preso alcun provvedimento».
Il sindacato riferisce di un tavolo in Prefettura avvenuto circa un anno fa, che però non avrebbe prodotto risultati concreti. «Da quell’incontro non si è risolto assolutamente niente – ha aggiunto Canto – Ora c’è stata una seconda aggressione pochi giorni fa e abbiamo deciso di denunciare ancora. Vogliamo parlare direttamente con l’Ispettorato del lavoro e stiamo pensando seriamente di rivolgerci alla magistratura. Abbiamo la sensazione che questa persona sia intoccabile».
Secondo quanto riportato dai sindacalisti, le tensioni riguarderebbero in particolare un responsabile interno. «Non si può più permettere di andare avanti così – ha proseguito Canto – I lavoratori vengono offesi con parolacce e insulti, fino ad arrivare a mettersi le mani addosso se fanno notare che un mezzo non funziona».
Al presidio erano presenti anche alcuni dipendenti della società, che hanno raccontato condizioni di lavoro definite precarie. «Stiamo lavorando in condizioni che mettono a rischio la nostra salute – ha riferito un lavoratore – I finestrini non si abbassano, i sedili sono sfondati. Se un giorno va male, finiamo in ospedale. È una situazione che va avanti da due o tre anni».
Sulla stessa linea Elisa Fornoni, di USB, che ha sottolineato come la società sia partecipata tramite il Comune di Lecco: «Da almeno due o tre anni denunciamo un clima di tensione costante. Ci sono stati insulti quotidiani, vessazioni e urla. In due casi si è arrivati a sporgere denuncia formale ai carabinieri per aggressioni fisiche. In uno di questi episodi un lavoratore ha riportato anche una lesione a un dito».
Il sindacato ha inoltre evidenziato l’aumento del carico di lavoro negli ultimi anni, anche in relazione alla crescita turistica della città di Lecco. «I cestini sono aumentati e sono molti di più rispetto a dieci anni fa, ma le ore di lavoro sono rimaste le stesse. I lavoratori sono stanchi e faticano a reggere questi ritmi», è stato spiegato durante l’iniziativa.
Fornoni ha infine riferito dell’incontro con l’Ispettorato del Lavoro: «Il direttore ci ha comunicato che non aveva ricevuto nessuna comunicazione precedente. Noi abbiamo mostrato le PEC con le ricevute e, a suo dire, c’è stato un problema di comunicazioni, quindi non risultano pervenute». Ha aggiunto che sarebbe stato effettuato un sopralluogo all’interno di Econord, probabilmente da ATS, e che per la questione dei mezzi sarà richiesto un confronto con l’ente competente.
L’Ispettorato, secondo quanto riportato, avrebbe mostrato piena disponibilità ad approfondire la situazione, con l’impegno del sindacato a presentare ulteriori segnalazioni e a chiarire la problematica di comunicazione riscontrata, affinché non si ripeta.
Lucia Avallone