Utilizzare il cohousing sociale per provare a risolvere il problema degli alloggi per universitari in città. la proposta arriva da Pinuccia Cogliardi, segretaria generale dello Spi Cgil Lecco che, anche dopo le diverse segnalazioni, interviene su un tema che riguarda gli studenti e al tempo stesso le persone anziane che vivono sole.
Alloggi per universitari? Serve il cohousing sociale intergenerazionale
“I costi degli affitti sono ormai proibitivi per molti universitari: una realtà che non possiamo ignorare – afferma Cogliardi – Si tratta di un tema che tocca aspetti profondi della vita di un territorio: la sua capacità di essere accogliente, di garantire il diritto allo studio e di offrire opportunità concrete ai giovani che scelgono di formarsi qui. Non pretendo di avere una soluzione esaustiva né immediata, ma voglio portare all’attenzione una proposta che ritengo meritevole di riflessione e approfondimento: il cohousing intergenerazionale”.
E aggiunge: “Come ha illustrato con grande chiarezza Giovanna Inannantuoni, economista ed ex rettrice dell’Università degli Studi Milano Bicocca, il problema dell’alloggio studentesco è strutturale. In Lombardia, prima regione universitaria d’Italia, a fronte di oltre 230.000 studenti fuorisede, i posti letto messi a disposizione dagli atenei sono circa novemila: un divario enorme, che richiede soluzioni creative e coraggiose, che vadano oltre i tradizionali investimenti in studentati.
Una di queste soluzioni è proprio il cohousing tra studenti e persone anziane. L’idea è semplice: mettere in contatto universitari in cerca di un alloggio accessibile con anziani che vivono soli e dispongono di spazio in casa. Un abbinamento — un matching — che non è solo una risposta pratica al problema degli affitti, ma che genera un valore umano e sociale ben più profondo”.
Pinuccia Cogliardi prosegue : “I rapporti intergenerazionali, come ci ricorda anche la nostra storia culturale, sono una risorsa preziosa. Eppure oggi assistiamo quotidianamente al loro indebolimento: la famiglia allargata si sta sgretolando, i legami tra generazioni si assottigliano. Il cohousing può diventare uno strumento per invertire questa tendenza, favorendo occasioni autentiche di conoscenza reciproca, di scambio e di arricchimento vicendevole. Per l’anziano significa avere accanto una presenza giovane, nuove idee, compagnia; per lo studente significa non solo un affitto sostenibile, ma anche una finestra su una storia, su una memoria, su un’umanità che vale la pena conoscere”.
La segretaria generale dello Spi Lecco ricorda anche esempi già attivi: “Non si tratta di un’idea astratta. Già le Università di Bergamo e di Milano stanno sperimentando iniziative in questa direzione, coinvolgendo attivamente le persone anziane. Sono esperienze positive, da cui Lecco può e deve imparare”.
E conclude: “Come Spi Cgil siamo convinti che il futuro di un territorio si costruisca insieme, con un gioco di squadra che coinvolga istituzioni, università, associazioni e cittadini. I problemi legati all’housing studentesco sono articolati e non si risolvono con un’unica misura, ma richiedono la partecipazione di una comunità coesa, capace di rispondere in modo efficace alla loro complessità. Il cohousing intergenerazionale è una di quelle risposte. Concreta, sostenibile, e profondamente umana. Lecco ha le risorse e la vocazione per farla propria”.