La comunità non è rimasta a guardare dopo il furto che nei giorni scorsi ha colpito il Rifugio Bietti Buzzi, mettendo in difficoltà il gestore Marco Madama, da oltre un decennio punto di riferimento per escursionisti e alpinisti del Grignone. Nel deposito del Vò di Moncodeno, in alta Val d’Esino, ignoti hanno forzato l’ingresso e portato via gran parte dei materiali destinati al rifornimento del rifugio: generi alimentari, attrezzature e bombole del gas.
Al Bietti Buzzi parte una raccolta fondi dopo i furti
Un danno stimato in più di 2.500 euro, arrivato proprio alla vigilia dell’avvio della stagione estiva, quando ogni carico trasportato in quota è essenziale.
La reazione del territorio è stata immediata. Nel giro di poche ore è partita una raccolta fondi online, che ha rapidamente superato quota 2.800 euro avvicinandosi all’obiettivo fissato a 3.500. Decine di persone hanno scelto di contribuire, permettendo di coprire sia il valore della merce sottratta sia i costi aggiuntivi del volo in elicottero necessario per riportare in quota ciò che è stato perduto.
Il gestore e i volontari che lo affiancano hanno voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che stanno dando una mano. “Grazie di cuore per la solidarietà che avete mostrato – scrivono sui canali social –. Le vostre donazioni ci permettono di ripartire subito, acquistare ciò che è stato rubato e affrontare le spese impreviste di questi giorni.”
La cifra obiettivo è stata calcolata per coprire in modo realistico l’intero danno economico e garantire la piena operatività del rifugio nelle prossime settimane. Un gesto collettivo che conferma, ancora una volta, quanto forte sia il legame tra la montagna e chi la vive ogni giorno.
