L’aggressione di uno studente avvenuta venerdì 18 settembre 2026 all’esterno dell’istituto Badoni ha acceso i riflettori sul tema della sicurezza e, più in generale, sul disagio e sui fenomeni di violenza che possono coinvolgere gli adolescenti anche negli spazi attorno alle scuole. Un episodio che ha rappresentato uno dei punti di partenza del confronto promosso dall’assessorato all’Istruzione del Comune di Lecco, riunendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, dirigenti scolastici, rappresentanti dei genitori e forze dell’ordine.
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L’incontro si è svolto nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre 2026 in sala consiliare con l’obiettivo non soltanto di analizzare quanto sta accadendo nelle scuole lecchesi, ma soprattutto di individuare possibili azioni condivise di prevenzione ed educazione. Presenti il sindaco di Lecco Filippo Boscagli, l’assessore all’Istruzione, educazione e famiglia Angela Fortino, l’assessore alla Polizia Locale Marco Caterisano, la consigliera comunale Greta Gianola, membro della commissione III, il consigliere provinciale delegato all’Istruzione Antonio Pasquini, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Adamo Castelnuovo e l’ispettore della Questura di Lecco Pietro Aiello, insieme ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti dei genitori degli istituti cittadini.
Aggressione fuori dal Badoni, a Lecco il Comune chiama a raccolta scuole, famiglie e istituzioni
L’aggressione davanti al Badoni, così come gli altri episodi di violenza che hanno coinvolto ragazzi e giovani, ha quindi fatto emergere la necessità di un confronto che non si limiti alla gestione dell’emergenza. Il tema è stato affrontato cercando di allargare lo sguardo alle difficoltà che possono precedere i comportamenti violenti, ai segnali di disagio e alla necessità di costruire una rete capace di intervenire prima che le situazioni degenerino.
Tre i principali filoni sui quali si è sviluppato il confronto. Il primo riguarda l’analisi della situazione attuale, per comprendere meglio bisogni e criticità delle scuole cittadine. Il secondo è quello della prevenzione, con la necessità di creare una rete stabile tra istituti e istituzioni locali, in grado di riconoscere tempestivamente segnali di disagio, conflitto o rischio e di mettere in campo interventi coordinati. Il terzo riguarda invece l’educazione, con la costruzione di un percorso condiviso tra le scuole per promuovere una cultura del rispetto, della convivenza e della tutela dell’integrità fisica e psicologica, oltre che della dignità di tutti gli studenti.
A sottolineare il senso dell’iniziativa è l’assessore all’Istruzione, educazione e famiglia Angela Fortino, che rivendica la necessità di un lavoro comune tra tutti i soggetti che hanno una responsabilità educativa.
«Questo incontro nasce dalla volontà di condividere un percorso tra tutte le realtà che hanno una responsabilità educativa nella nostra città, affinché ciascuno, per la propria parte e secondo le proprie competenze, possa contribuire con azioni concrete ad affrontare l’emergenza educativa. Gli episodi di violenza avvenuti intorno alle scuole ci hanno sollecitato a questo primo confronto. Sono fatti che richiedono attenzione e risposte tempestive, ma il lavoro che vorremmo avviare oggi ha un orizzonte più ampio: dare continuità all’ascolto, alla prevenzione e all’accompagnamento dei nostri ragazzi, sostenendo anche le famiglie e chi ogni giorno è impegnato nella loro crescita.
La delega alle Politiche educative rappresenta una novità assoluta per il Comune di Lecco. Il metodo con cui intendo esercitarla è proprio questo: costruire un’alleanza tra istituzioni, scuola, famiglie e forze dell’ordine, valorizzando il ruolo e l’esperienza di ciascuno. Il Comune ha il compito di favorire questo confronto, raccordare le iniziative e creare le condizioni perché le diverse responsabilità possano tradursi in un impegno condiviso. Nessuno può affrontare da solo una sfida così complessa: insieme possiamo riconoscere prima le difficoltà, individuare le priorità e rendere più efficaci le nostre azioni. Vorrei quindi che oggi fosse anzitutto un’occasione di ascolto e di lavoro, dalla quale far emergere bisogni, proposte e primi passi concreti. Con un obiettivo comune: aiutare i nostri ragazzi a crescere nella responsabilità e nel rispetto degli altri, e rendere la città più sicura e più attenta alla loro crescita».
Sul tema è intervenuto anche il consigliere provinciale delegato all’Istruzione Antonio Pasquini, che invita a evitare letture allarmistiche o strumentali degli episodi, concentrandosi invece sulle responsabilità delle istituzioni e sugli strumenti da mettere in campo.
«Questo incontro nasce dalla necessità di affrontare senza strumentalizzazioni, ma con concretezza, l’episodio che ha coinvolto alcuni ragazzi delle scuole superiori. Al di là delle responsabilità individuali dobbiamo chiederci cosa fare come istituzioni per prevenire simili situazioni e accompagnare con consapevolezza i nostri ragazzi. L’obiettivo non è quello di creare allarmismo, ma costruire strumenti concreti di prevenzione, ascolto e, soprattutto, di educazione alla responsabilità e al rispetto».
Il confronto di venerdì rappresenta dunque un primo passo. L’obiettivo indicato dal Comune è dare continuità al dialogo tra scuola, famiglie, istituzioni e forze dell’ordine, trasformando l’analisi delle criticità in azioni concrete. Non soltanto per rispondere agli episodi di violenza quando si verificano, ma per intercettare prima le situazioni di disagio e rafforzare attorno agli studenti una rete educativa capace di accompagnarli nella crescita.