Come si trasforma il capitale territoriale in un motore di attrattività e sviluppo concreto per il futuro delle nostre comunità? A questa domanda ha cercato di rispondere il convegno di Acinque «L’Ecosistema del Valore», tenutosi oggi, mercoledì 17 giugno, al centro espositivo Lariofiere di Erba. L’evento, pensato per fare il punto su investimenti, innovazione e sfide della sostenibilità, ha richiamato oltre cento presenze tra sindaci, amministratori locali, partner e rappresentanti del terzo settore.
Acinque, operatore chiave nella gestione integrata delle risorse energetiche, ambientali e idriche nelle province di Como, Lecco, Monza, Sondrio e Varese, ha ribadito la propria missione: il progresso nasce dall’energia delle province e dalla capacità di muoversi al passo con le persone.
Lo studio di Althesys
Il cuore della mattinata è stata la presentazione dello studio sul Valore Condiviso curato da Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys. Il report applica alla realtà di Acinque il modello dello shared value elaborato ad Harvard, che misura le ricadute dirette, indirette e indotte di un’azienda osservando la filiera a monte e a valle.

Il valore condiviso generato nel 2025 è stato stimato in 459,4 milioni di euro, una cifra pari allo 0,1 per cento del Pil della Lombardia (ed equivalente alla spesa annua di 14mila famiglie). Il totale si compone di:
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197,8 milioni di ricadute dirette, legate all’attività del gruppo sul sistema socio-economico;
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124,7 milioni di ricadute indirette, generate dalla filiera di fornitori e partner;
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136,9 milioni di ricadute indotte, frutto di consumi, investimenti e gettito fiscale.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Matteo Barbera, il quale ha definito l’incontro «uno spunto per guardare al futuro e capire come migliorare» attraverso un piano decennale e linee guida ferme sull’integrazione tra sostenibilità e business. All’evento è intervenuto con un videomessaggio anche l’assessore regionale Massimo Sertori, che ha sottolineato il ruolo strategico del gruppo nei settori dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente.

I quattro pilastri della multiutility di prossimità
Secondo l’analisi di Althesys, il valore di Acinque nasce da un duplice fattore: il presidio territoriale capillare e la capacità di creare sinergie integrate tra i cinque territori in cui opera. Lo studio ha individuato quattro pilastri fondamentali:
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La connessione con il territorio: si traduce in 70 milioni di euro di investimenti nell’ultimo anno e 305 milioni di acquisti da fornitori nazionali.
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La natura di multiutility integrata: il gruppo serve 103mila abitanti nella raccolta dei rifiuti e gestisce ben 1.726 chilometri di rete idrica.
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L’attenzione alla sostenibilità: sono previsti ben 657 milioni di euro di investimenti nei prossimi dieci anni, un orizzonte temporale non comune per i piani industriali tradizionali.
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La condivisione dei risultati: oltre il 93 per cento del valore stimato viene distribuito all’esterno dell’azienda tra contribuzione fiscale, fornitori e salari.
Notevole anche l’impatto sull’occupazione: lo studio calcola un effetto moltiplicatore di 1 a 3. Agli 846 dipendenti diretti del gruppo si aggiungono infatti 482 occupati nella filiera e 2.067 nell’indotto, per un totale di 3.395 posti di lavoro generati.
Il dibattito: sostenibilità, burocrazia e intelligenza artificiale
I dati del report sono stati al centro di una tavola rotonda che ha visto il confronto tra diverse realtà d’eccellenza. Stefano Cetti, amministratore delegato di Acinque, ha definito la sostenibilità «imprescindibile», indicandola come pilastro del piano decennale insieme alle infrastrutture, alla semplificazione burocratica e alla fiducia con gli enti locali.

Durante il dibattito sono emersi spunti cruciali per lo sviluppo locale:
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Giovanni Azzone (presidente di Fondazione Cariplo) ha illustrato il metodo con cui la fondazione individua le priorità per distribuire 200 milioni di euro di fondi all’anno su un bacino di 11 milioni di abitanti.
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Stefano Besseghini (ricercatore Cnr, già presidente Arera) ha avvertito che la regolazione corre spesso più veloce delle imprese e che serve «uno scatto di coraggio» per trasformare le startup in servizi utili alla collettività.
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Cristina Lubinski (head of ESG business synergies di Intesa Sanpaolo) ha spiegato come la sostenibilità sia oggi un driver di crescita e resilienza contro i rischi climatici, annunciando che la banca ha stanziato un miliardo per la crescita sociale dei territori.
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Matteo Parravicini (presidente sede di Monza e Brianza Assolombarda) ha fotografato una Brianza multisettoriale da 34 miliardi di Pil che oggi sfida la carenza di personale e scommette sulla produttività legata all’intelligenza artificiale.
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Stefano Soliano (AD di C.Next) ha insistito sulla fiducia come collante territoriale e su come sia fondamentale trasformare i territori attraverso la rigenerazione urbana e la digitalizzazione.
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Marco Tarabini (Prorettore Delegato del Polo di Lecco del Politecnico di Milano) ha raccontato l’introduzione dell’IA nei corsi di ingegneria a Lecco per mantenere attrattivo il capitale umano.
Bonomi: verso un capitalismo coalizionale
A seguire l’intervento del sociologo Aldo Bonomi, che ha letto i dati presentati come il frutto di un lavoro capace di produrre fiducia, una merce che «più la si produce più aumenta». Bonomi ha invitato le imprese a non limitarsi a stare in mezzo ai grandi flussi economici mondiali, ma a guardare alla “terra”, intesa contemporaneamente come questione ecologica e costruzione sociale.
Analizzando le economie fondamentali (abitare, comunicare, formarsi e spostarsi) sostenute dalle reti di Acinque, il sociologo ha concluso con un monito per il futuro: in un’epoca di forte turbolenza globale «o si fa capitalismo coalizionale o non si va da nessuna parte». La transizione ecologica si può accompagnare solo unendo le reti corte dei territori alle reti lunghe dell’economia: ed è esattamente in questo spazio di mezzo che si posiziona l’azione di Acinque.

Tavola rotonda “Scambi d’energia”: la voce degli stakeholder
A chiudere l’evento “Scambi d’energia”, un momento interamente dedicato alla restituzione dell’ascolto degli stakeholder, moderato da Cristiana Rogate, presidente di Refe. Rogate ha evidenziato come l’ascolto sia un pilastro della governance: «I suggerimenti e le priorità raccolti ci hanno restituito l’immagine di un’Acinque radicata, un player responsabile dello sviluppo delle comunità».
L’amministratore delegato Stefano Cetti ha confermato la centralità di questo approccio: «Volevamo essere letti dall’esterno attraverso il valore condiviso e non solo tramite i numeri, che pure dicono che facciamo bene il nostro lavoro. Mantenere la capacità di ascolto è fondamentale per capire i bisogni dei territori». Cetti si è detto fiero delle ottime valutazioni ricevute sull’apporto ambientale, sociale ed economico del gruppo, ricordando gli investimenti nel teleriscaldamento e la grande attenzione alle persone sul fronte del welfare e dell’occupazione.
Valentina Minetti, responsabile Sostenibilità di Acinque, ha poi illustrato i progetti concreti nati per rispondere alle esigenze della cittadinanza: «Il nostro programma di impianti aperti registra sempre il sold out, a dimostrazione del forte interesse del territorio. Facciamo inoltre rete partecipando a iniziative terze come il programma Green School di Varese, un progetto di educazione allo sviluppo sostenibile che ha ormai travalicato i confini locali coinvolgendo ben 400 scuole in tutta la Lombardia».
Proprio per rispondere al crescente bisogno di informazione e trasparenza emerso dalle aziende del territorio riguardo a investimenti e governance, Rogate ha ricordato la nascita di Openreport: un portale digitale nato appositamente per permettere a chiunque di comprendere, in modo chiaro e accessibile, come Acinque generi valore giorno dopo giorno.