Un viaggio nella storia del Circolo Libero Pensiero di Rancio e, insieme, nella memoria della Lecco operaia del Novecento. È questo il cuore di: Trafilieri e partigiani.
A Lecco un libro per raccontare la storia del Circolo Libero Pensiero
Circolo Libero Pensiero Annibale Molinari Lecco, il libro realizzato dal lecchese Michele Piatti e presentato nei giorni scorsi alla Festa dell’Unità. Classe 1996, insegnante, laureato in Cinema e Filosofia e volontario del circolo, Piatti ha sviluppato il volume a partire da un reading storico-musicale nato per celebrare il 75° anniversario della struttura.
L’idea è maturata dopo un principio d’incendio che aveva reso necessari alcuni lavori durante i quali sono emersi fotografie, documenti e ritagli di giornale d’epoca. «Ci siamo resi conto di quanta storia fosse custodita all’interno di quell’edificio», racconta l’autore. Da qui la decisione di ricostruire le origini del Libero Pensiero, fondato nel 1951 da ex partigiani e lavoratori, ma le cui radici affondano negli anni Venti.
Il libro raccoglie immagini storiche, tra cui alcune fotografie originali che mostrano i soci fondatori intenti a costruire materialmente il circolo. «Raccontano una Lecco che non c’è più, quella delle fabbriche e dei quartieri operai, ma anche un forte senso di comunità che oggi rischia di andare perduto». Secondo Piatti, il valore del Circolo Libero Pensiero va oltre la sua storia politica. «Oggi è soprattutto un luogo di aggregazione e socialità. In una società sempre più individualista, spazi come questo sono fondamentali perché ricordano che insieme si possono costruire cose importanti». Alla presentazione hanno partecipato anche Mauro Crimella dello Spi Cgil, che ha sostenuto il progetto editoriale, ed Emilio Villa, presidente del circolo.