Monitoraggio digitale

Gestione rischio idro geologico: da Arpa un gemello digitale sulla frana di Bindo

Il digital twin consiste in una ricostruzione virtuale estremamente dettagliata del versante interessato dal movimento franoso.

Gestione rischio idro geologico: da Arpa un gemello digitale sulla frana di Bindo

Un modello digitale capace di “replicare” una frana e prevederne l’evoluzione. È questa l’idea alla base del nuovo progetto avviato da ARPA Lombardia, che punta a utilizzare tecnologie avanzate e intelligenza artificiale per migliorare il monitoraggio del rischio idrogeologico in alcune delle aree più delicate della regione.

Gestione rischio idro geologico: da Arpa un gemello digitale sulla frana di Bindo

L’iniziativa prevede la realizzazione di un “digital twin”, ovvero un gemello digitale, applicato a tre frane attive in Lombardia: quella di Bindo-Rossiga a Cortenova, la frana del Ruinon nel territorio di Valfurva (in provincia di Sondrio) e quella di Pal a Sonico nel Bresciano. Il programma, dal valore complessivo di oltre 210 mila euro (IVA esclusa), avrà una durata di 36 mesi e rappresenta un investimento strategico nella prevenzione dei dissesti.

Il digital twin consiste in una ricostruzione virtuale estremamente dettagliata del versante interessato dal movimento franoso. Questo modello tridimensionale viene aggiornato continuamente grazie ai dati raccolti dai sistemi di monitoraggio, consentendo di simulare il comportamento del terreno e di analizzarne l’evoluzione nel tempo. Integrando rilievi topografici ad alta precisione, informazioni provenienti dai sensori installati sul territorio e previsioni meteorologiche a breve termine, il sistema potrà offrire scenari utili a comprendere come una frana potrebbe reagire a piogge intense o altri fattori ambientali.

Le tre aree individuate sono considerate tra le più complesse dal punto di vista della stabilità dei versanti. La frana del Ruinon, ad esempio, negli anni ha registrato movimenti anche superiori alla decina di metri all’anno. Il dissesto di Pal coinvolge invece una massa stimata di circa 10 milioni di metri cubi, con fasi alternate di stasi e spostamenti significativi. In Valsassina, infine, resta ben noto il caso della frana di Bindo-Rossiga, il cui parziale crollo nel novembre 2002 interessò abitazioni e la viabilità provinciale. Comprendere l’evoluzione di questi fenomeni è quindi fondamentale per la sicurezza del territorio.

Alla base del progetto ci sarà un imponente lavoro di acquisizione e integrazione dei dati. I rilievi topografici consentiranno di costruire modelli digitali del terreno e rappresentazioni tridimensionali dei corpi di frana, strumenti utili sia per l’analisi scientifica sia per visualizzare nel tempo i cambiamenti del versante. Il gemello digitale sarà inoltre calibrato utilizzando l’ampio patrimonio di informazioni raccolte da Arpa negli ultimi anni grazie alla propria rete di monitoraggio.

Il sistema si aggiornerà in modo automatico incrociando i dati provenienti dai sensori installati sul territorio con le informazioni meteorologiche e con le previsioni elaborate dal modello europeo ICON-D2, utilizzato per ottenere dati previsionali in tempi molto rapidi. In questo modo i tecnici potranno stimare in anticipo gli effetti di piogge intense o altre condizioni che potrebbero influenzare la stabilità dei versanti.

Attraverso una piattaforma web dedicata sarà possibile consultare grafici, simulazioni e indicatori di rischio. Qualora venissero superate determinate soglie di pericolosità, il sistema potrà attivare automaticamente avvisi, permettendo ai tecnici di confrontare i dati reali con quelli previsti dal modello e di valutare con maggiore precisione l’evoluzione dei fenomeni.

L’obiettivo è mettere a disposizione strumenti sempre più efficaci per la prevenzione del rischio idrogeologico: un campo in cui la combinazione tra tecnologia, dati ambientali e ricerca scientifica può fare la differenza nella tutela del territorio e della sicurezza delle comunità.