“Sulla vicenda del centro di raccolta rifiuti di Ballabio è necessario fare chiarezza, basandosi sui numeri e sui fatti. Il dato emergente è netto: il centro rappresenta uno dei casi più evidenti di spreco di risorse pubbliche degli ultimi anni, frutto di scelte politiche precise e condivise, rivendicate da Giovanni Bruno Bussola, prima come vicesindaco e poi come sindaco”: questo quanto dichiarato dal gruppo di minoranza Ballabio Futura in merito al centro raccolta rifiuti di Ballabio. La minoranza chiede infatti che il centro torni alla sua locazione originaria, ritenendo quello provvisorio “uno spreco di denaro”. Di seguito riportiamo il comunicato inviato alla redazione.
Centro raccolta rifiuti, Ballabio Futura: “Uno spreco di risorse pubbliche”
Nel 2018 il centro storico fu chiuso a causa della caduta di alcuni massi, decisione assunta dall’amministrazione di cui Bussola faceva parte. Tuttavia, già nel 2017 una perizia geologica indicava che, con un intervento di circa 240.000 euro, la struttura avrebbe potuto essere messa in sicurezza e riaperta nella sede originaria. La scelta dell’amministrazione fu diversa: si avviò una lunga campagna di comunicazione, sostenendo che il centro non avrebbe mai potuto tornare alla precedente collocazione e attribuendo le responsabilità alle gestioni passate. Emblematica in questo senso è una dichiarazione pubblica del 2020 di Bussola sul suo profilo Facebook: «Il centro di raccolta non potrà mai tornare in sicurezza nella precedente location».
Fu così realizzato un centro temporaneo, presentato come soluzione provvisoria. Questo “provvisorio” è costato, in otto anni di realizzazione e gestione, circa 90.000 euro. La realtà dei fatti ha però smentito le promesse: per rendere definitivo il centro temporaneo, si calcola che sarebbero necessari almeno 1 milione di euro. Di conseguenza, si è arrivati alla decisione inevitabile di riaprire il vecchio centro, ma per farlo servono almeno altri 390.000 euro.
Il conto complessivo è quindi chiaro: 90.000 euro già spesi per il centro temporaneo, più 390.000 euro necessari per il ripristino del vecchio centro, per un totale di circa 480.000 euro. Se si fosse seguito quanto indicato dalla perizia del 2017, sarebbero stati sufficienti 240.000 euro. La differenza è drammatica: il doppio di quanto sarebbe bastato otto anni fa. Nel frattempo, i cittadini hanno dovuto anche subire l’aumento della TARI.
Ballabio Futura ha sempre sostenuto, con coerenza e responsabilità, la necessità di tornare al centro di raccolta nella sede originaria, puntando fin dall’inizio sulla messa in sicurezza dell’area esistente. Oggi, otto anni dopo, si torna esattamente lì, ma con un costo raddoppiato. E mentre si tenta di presentare questa scelta come un risultato di programma, la realtà è sotto gli occhi di tutti: uno spreco di denaro pubblico che i cittadini di Ballabio continueranno a pagare attraverso le future bollette TARI.