Riceviamo e pubblichiamo la nota di CAI Lecco e Commissione Sentieri CAI Lecco in merito al tratto lecchese del percorso “trans-orobico” in corso di realizzazione tra la Bonacina di Lecco e e il Passo del Lupo.
CAI Lecco contro la Transorobica: “Una ferita sul Monte Due Mani, così non si valorizza la montagna”
Dove il Caldone torna placidamente a scorrere a valle della forra del Passo del Lupo, solo la chiesa medievale di Sant’Egidio sembra ricordare quando da qui passava una delle più antiche vie di comunicazione per la Valsassina. Oggi essa è ancor più sola; un escavatore ha aperto sulle pendici del Monte Due Mani, alle sue spalle, una profonda ferita dai molti tornanti: il collegamento “Trans – Orobico”.
L’obiettivo del progetto – finanziato da Regione Lombardia – è il “recupero della viabilità storica e la valorizzazione identitaria delle comunità transorobiche, per promuovere un nuovo turismo sportivo legato alle e-bike e alle escursioni a cavallo, valorizzando il territorio con infrastrutture sostenibili e accessibili”. Purtroppo, ci tocca constatare che l’opera in via di realizzazione è molto lontana dall’obiettivo prefissato.
Le perplessità generali sul progetto erano state già espresse dal CAI Lecco negli anni passati, ma dopo aver digerito certe operazioni, pur problematiche, ma che effettivamente si muovevano su tracciati esistenti più o meno storci, questa “manutenzione sentiero”, perché così riporta il cartello a inizio cantiere, non poteva lasciarci in silenzio.
Sabato 23 maggio rappresentanti il CAI Lecco hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere della “Trans – orobica” nel tratto lecchese, fra Sant’Egidio (Bonacina) e il “Passo del lupo”.
Erano presenti: il Comune di Lecco, la Comunità Montana Valsassina come Committente dell’opera, la Direzione Lavori e la Ditta esecutrice.
Molte le criticità condivise in termini soprattutto di calibri e pendenze per le quali si rendono necessarie opere di miglioramento, concordate e già in corso. Anche se, la realizzazione di tratti interamente cementati e di altre opere di sostegno del terreno (ormai necessarie), lasciano molti interrogativi aperti.
Desideriamo condividere anche il pensiero del gruppo sezionale “Saltafòss” che proprio nella mountain-bike vede un modo diverso per vivere la montagna, anche con il ripristino di tracciati realmente storici:
“Le pendenze introdotte appaiono eccessive e difficilmente compatibili con una percorrenza sostenibile in mountain-bike. Alcune modifiche al tracciato si discostano sensibilmente dalla linea originaria del sentiero, alterandone le caratteristiche storiche e naturali senza apportare evidenti benefici in termini di fruibilità.
Emergono inoltre dubbi sull’effettiva sostenibilità dell’intervento nel lungo periodo e sulla sua capacità di resistere ai fenomeni erosivi che inevitabilmente interesseranno i tratti più ripidi. Siamo
convinti che la valorizzazione della montagna passi attraverso opere di qualità, condivise e durature.
Per questo continueremo a promuovere una cultura del sentiero fondata sulla sostenibilità, sulla competenza tecnica e sul rispetto delle caratteristiche che rendono unico il nostro territorio”
La Commissione Sentieri del CAI Lecco da sempre ha a cuore i tracciati storici della nostra città, e la loro manutenzione e valorizzazione, come ampiamente dimostrato negli ultimi anni; purtroppo, non ci sembra che l’opera in questione vada nella direzione giusta.
Accogliamo con favore la buona volontà, espressa dalla Ditta e dalla Committenza in sede di sopralluogo, di rimettere mano all’opera per apportare tutte le possibili correzioni; tuttavia, rimaniamo molto perplessi sulla sua reale utilità e sul generale “investimento” pubblico per opere simili. La nostra Sezione e la sua Commissione Sentieri continueranno a vigilare, presidiare e valorizzare realmente la nostra montagna con il rispetto, la conoscenza e l’attenzione necessari.
In particolare, invitiamo la cittadinanza, gli escursionisti e i Comuni coinvolti nel Progetto a vigilare su quanto è in programma nella zona del Passo del Toro e della “Valle dei Mughi” dietro lo Zuccone Campelli, in contesti paesaggistici di grande pregio e di estrema delicatezza ambientale.
Come cittadini e volontari che periodicamente operano con fatica sui Sentieri per amore del loro Territorio e della sua Storia, ci sentiamo un po’ come il Giona raffigurato nella Chiesa di Sant’Egidio: inghiottiti! Inghiottiti da progetti di “valorizzazione del territorio montano” non adeguatamente rispettosi del contesto storico, ambientale e culturale nel quale abbiamo la fortuna di vivere.
Rimane la speranza, come Giona, di riemergere presto, grazie alla buona volontà di tutti.
CAI Lecco
Commissione Sentieri CAI Lecco
