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Adda, oltre il 40% di deficit idrico: il lago di Como sostenuto dagli invasi alpini per salvare il primo raccolto

Regione Lombardia: situazione critica ma meno grave del 2022. Accordo con i gestori degli impianti idroelettrici per garantire acqua all'Adda e all'irrigazione almeno fino alla terza settimana di luglio.

Adda, oltre il 40% di deficit idrico: il lago di Como sostenuto dagli invasi alpini per salvare il primo raccolto

La situazione resta critica, soprattutto nel bacino dell’Adda, dove il deficit di risorse idriche supera il 40% rispetto alla media del periodo di riferimento. È questo uno dei dati principali emersi dal Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura, riunito ieri, giovedì 2 luglio 2026 a Palazzo Lombardia sotto il coordinamento degli assessori Massimo Sertori e Alessandro Beduschi, insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria, degli enti gestori e dei consorzi di bonifica.

Pur trattandosi di una situazione di oggettiva difficoltà, Regione Lombardia sottolinea come il quadro sia meno grave rispetto all’emergenza del 2022, quando il deficit delle risorse idriche aveva superato il 60%.

I dati illustrati durante l’incontro evidenziano una condizione di «severità idrica media» su scala regionale, in linea con le valutazioni dell’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici nel Distretto del fiume Po. In Lombardia il deficit medio è oggi del 36%, mentre nei bacini di Ticino, Adda, Oglio e Brembo supera di poco il 40%. Meno critica, invece, la situazione del sistema Garda-Mincio, che registra un deficit del 20%.

Adda, oltre il 40% di deficit idrico: il lago di Como sostenuto dagli invasi alpini per salvare il primo raccolto

Particolare attenzione è stata dedicata proprio al bacino dellAdda e al lago di Como, per il quale è già stato raggiunto un accordo con le principali società idroelettriche che gestiscono i serbatoi alpini. L’intesa consentirà di sostenere il lago e, di conseguenza, i prelievi irrigui necessari all’agricoltura.

«Si tratta – ha aggiunto Massimo Sertori – di una evoluzione purtroppo attesa, legata ad una stagione invernale con poca neve, già sciolta a causa delle alte temperature, e una primavera con poca acqua».

L’assessore ha ricordato che, anche quest’anno, Regione Lombardia, con il supporto di Arpa Lombardia, ha condiviso con tutti i soggetti coinvolti i dati sul monitoraggio delle risorse idriche, sull’andamento delle temperature, sulle previsioni meteorologiche, sulle riserve disponibili e sui fabbisogni irrigui, «con lo scopo di concordare azioni e strategie da attuare al fine di contrastare le condizioni di carenza di acqua e di crisi idrica».

Rispetto all’ultimo tavolo regionale, riunitosi il 12 giugno, la situazione dei laghi è cambiata. Le riserve si sono ridotte per soddisfare le esigenze irrigue della pianura, duramente colpita dal caldo e dalla scarsità di precipitazioni, ma la diminuzione è stata parzialmente compensata dalla successiva riduzione delle erogazioni e dai temporali che hanno interessato Alpi e Prealpi lombarde.

«Bene abbiamo fatto – ha proseguito Massimo Sertori – a chiedere di ridurre le erogazioni, dopo un primo periodo in cui i grandi laghi hanno potuto garantire il soddisfacimento delle richieste irrigue».

Determinante, secondo Regione, anche l’accordo raggiunto con i gestori dei bacini idroelettrici, che consentirà di sostenere non solo il lago di Como, ma anche il lago d’Iseo e i prelievi irrigui dai fiumi Brembo e Serio. Parallelamente è in fase di definizione un’intesa con la Provincia autonoma di Trento per supportare il lago d’Idro e l’irrigazione della valle grazie ai serbatoi dell’Alto Chiese.

«Tutte queste azioni da noi promosse e concordate nel Tavolo, consentiranno di sostenere l’irrigazione fino alla terza settimana di luglio, per salvare almeno il primo raccolto», ha spiegato Massimo Sertori.

Anche l’assessore Alessandro Beduschi ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra tutti gli enti coinvolti.

«L’agricoltura lombarda – ha detto l’assessore Beduschi – sta affrontando una stagione complessa, segnata da temperature elevate e da una disponibilità idrica inferiore alla media. Proprio per questo il lavoro di squadra tra tutti i soggetti coinvolti si sta rivelando fondamentale. Le decisioni condivise al tavolo regionale e la collaborazione con i gestori dei grandi laghi e degli invasi consentono oggi di guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane e di mettere in sicurezza il primo raccolto. Continueremo a monitorare quotidianamente l’evolversi della situazione, al fianco degli agricoltori, con l’obiettivo di garantire l’acqua necessaria alle colture e tutelare un comparto strategico per l’economia e la sicurezza alimentare della Lombardia».

In chiusura, Massimo Sertori ha annunciato che la Regione ha predisposto una delibera per aggiornare le procedure relative alle eventuali deroghe al deflusso minimo vitale o ecologico, precisando però che, allo stato attuale, «si tratta di un atto dovuto, ma al momento non prevediamo la necessità di un suo utilizzo, almeno nell’immediato. Nel caso dovesse servire, saremo pronti». L’assessore ha inoltre comunicato che nelle prossime settimane saranno intensificati i controlli lungo i fiumi lombardi per verificare il rispetto delle regole nei prelievi d’acqua.