Commemorazione

Una targa dedicata ai deportati a Calolziocorte

Alla cerimonia presenti il sindaco Ghezzi, il vicesindaco Valsecchi, l'assessore Gandolfi e alcuni alunni dell'istituto Rota di Calolziocorte

Una targa dedicata ai deportati a Calolziocorte

È stata inaugurata nella mattinata di oggi, sabato 23 maggio, a Calolziocorte, una targa dedicata ai deportati che hanno vissuto i periodi bui dell’ultima guerra mondiale senza fare ritorno: Ernesto Cattaneo, Oscar Zannini, Giovanni Ripamonti e i fratelli calolziesi Giuseppe e Giovanni Rosa.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Marco Ghezzi, il vicesindaco Aldo Valsecchi, l’assessore Dario Gandolfi e alcuni alunni dell’istituto Rota di Calolziocorte.

Una targa dedicata ai deportati a Calolziocorte

Dopo i saluti iniziali delle autorità civili, è intervenuto il presidente dell’Anpi Enrico Avagnina.

«Ringrazio a nome dell’Anpi per aver dato continuità e visibilità in questo territorio alla costruzione e difesa della memoria resistenziale – ha dichiarato Enrico Avagnina – che significa continuare nella costruzione di una cultura costituzionale. Un percorso di resistenza, di cittadinanza, di democrazia, quali furono le varie e differenti resistenze che si opposero al fascismo e all’occupante nazista».

Il presidente ha poi proseguito richiamando l’importanza della consapevolezza per le nuove generazioni.

«Nel tragico ed odierno teatro mondiale di 57 guerre, ci preme accompagnare queste ragazze e ragazzi lungo questo monumento diffuso – ha spiegato Avagnina – affinché questo non sia un momento di doveroso tributo, ma un racconto di fatti di guerra che si trasformi in presa di coscienza e conoscenza contro tutte le guerre. Perché come disse Calamandrei, a loro, donne e uomini della resistenza, è toccato il lavoro più duro anche a costo della vita per portarci nella democrazia e nella libertà. A noi spetta un lavoro infinitamente più semplice: tradurre in leggi chiare gli ideali e i valori per i quali sono caduti nell’opporsi al fascismo. Non dobbiamo deluderli».

Al termine dell’inaugurazione è stata cantata coralmente la canzone del partigiano Bella ciao.

Mario Stojanovic