un supporto concreto

Lecco nella morsa del gelo: Comune ed Enti in campo in aiuto dei senza fissa dimora

Grazie al "Patto per l'inclusione" è possibile garantire un luogo caldo e sicuro per le persone senza fissa dimora, offrendo un supporto concreto contro le temperature rigide

Lecco nella morsa del gelo: Comune ed Enti in campo in aiuto dei senza fissa dimora

Arrivata proprio in tempo la firma del “Patto per l’inclusione” dello scorso 15 dicembre 2025, vista l’ondata di freddo che in queste settimane sta investendo il Lecchese. Grazie a questo accordo, elaborato a più mani, è possibile garantire un luogo caldo e sicuro per le persone senza fissa dimora, offrendo un supporto concreto contro il gelo e le difficoltà delle temperature rigide. La città si trova, come tutto il nord Italia, investita da una corrente di aria molto fredda da circa dieci giorni, destinata ad esaurirsi nell’arco della prossima settimana.

Lecco nella morsa del gelo: Comune ed Enti in campo in aiuto dei senza fissa dimora

“L’accordo tra Comune di Lecco, Ambito Territoriale Sociale e tredici realtà del territorio dimostra la volontà della nostra comunità di sostenere le persone più fragili che vivono in condizioni di grave marginalità – spiega l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni– I processi collaborativi tra gli aderenti al patto, insieme ai nuovi servizi sperimentali diurni e notturni, permettono di offrire percorsi di inclusione sempre più ‘su misura’. Servizi come pasti caldi, igiene personale, lavanderia, pernottamento, orientamento ai servizi del territorio e supporto medico sono messi a disposizione di chi vive la marginalità. La strada, in alcuni casi, è una scelta, in altri un inciampo; restare umani rimane la missione di tutti”.

A destra l’assessore Emanuele Manzoni

In questi giorni particolarmente rigidi, Caritas e City Angels sono in prima linea per offrire sostegno concreto. “Il freddo è un tema centrale – spiega Luciano Gualzetti di Caritas – Il Comune ha coinvolto tutte le realtà che fanno assistenza in città per far fronte a queste settimane difficili. Tendenzialmente cerchiamo di offrire i posti a chi può avviare un percorso di reinserimento, trovare lavoro e una sistemazione stabile: non vogliamo assistenza fine a se stessa. Alcuni nostri ospiti, negli ultimi tre anni, hanno trovato casa e lavoro grazie ai percorsi avviati”.

Luciano Gualzetti

La Casa della Carità, inaugurata tre anni fa, dispone di circa trenta posti letto. In inverno, non devono rimanere vuoti: attualmente la struttura è praticamente piena, con due posti liberi, uno per un uomo e uno per una donna. “Purtroppo, alcune persone inviate dal Comune rifiutano l’ingresso, perché le regole di convivenza non sono accettate da tutti – prosegue Gualzetti – Chi entra, invece, segue le regole e può avviare un percorso di autonomia. Durante il giorno, la mensa offre fino a 80 pasti, garantendo assistenza anche a chi non utilizza il pernottamento. Il nostro obiettivo è mantenere aperta una porta sempre disponibile, creando opportunità concrete di reinserimento nella vita quotidiana”.

Dal canto loro, i City Angels, guidati da Paola Corti, intensificano le uscite serali. “Distribuiamo pasti caldi, tè, indumenti e supporto a chi è in strada – spiega Corti – Alcuni accettano di dormire al caldo, altri no: la collaborazione tra enti rende efficace il nostro lavoro. Insieme agli assistenti sociali, individuiamo le priorità e cerchiamo di convincere le persone senza dimora a entrare nelle strutture, pur rispettando la loro libertà personale. Alcuni rifiutano per motivi legati agli animali che posseggono o al senso di autonomia, ma la rete cittadina garantisce comunque un aiuto costante su tutto il territorio”.

I City Angels

L’obiettivo è offrire il miglior supporto possibile, creando percorsi di autonomia per chi vive in condizioni di fragilità. Oggi la rete conta circa 20 volontari, con numerosi giovani che chiedono di avvicinarsi alla realtà dell’assistenza cittadina, contribuendo con energia e nuove idee. Il lavoro coordinato tra istituzioni e associazioni dimostra che anche in situazioni estreme come le ondate di freddo, la comunità lecchese può garantire supporto e speranza a chi ne ha più bisogno, confermando che la solidarietà e la collaborazione rappresentano le armi più efficaci per affrontare la marginalità e la povertà in città.

Andrea Gianviti