Erano circa le 6 di ieri mattina, lunedì 12 ottobre 2026, quando alla stazione ferroviaria di Lecco si è sfiorata la tragedia. Un giovane si era arrampicato su un palo semaforico, a circa cinque metri d’altezza, vicino ai cavi dell’alta tensione del binario 1, e minacciava di lasciarsi cadere sui binari. A salvarlo sono stati sei poliziotti della Questura di Lecco, intervenuti con coraggio e grande professionalità per impedirgli di precipitare.
Lecco, minaccia di lasciarsi cadere sui binari: sei poliziotti salvano un giovane
L’allarme è scattato dopo alcune segnalazioni al Numero unico di emergenza 112. Sul posto sono arrivate le Volanti Zara 41 e Volante 1. Un cittadino stava già cercando di trattenere il ragazzo, mentre gli agenti si sono immediatamente organizzati per affrontare una situazione estremamente pericolosa, nella quale ogni movimento poteva rivelarsi decisivo.
Il vice ispettore Francesco Airò Farulla ha raggiunto il giovane in quota, mentre l’agente Vincenzo Vella si è procurato una scala per consentire al collega di intervenire. L’agente Matthias Vazzana ha richiesto l’interruzione dell’alimentazione elettrica della linea ferroviaria, così da aumentare la sicurezza delle operazioni. Vella e l’agente Martina Piraino, rimasti sotto la struttura, erano pronti a intervenire e continuavano a cercare di rassicurare il ragazzo.
Con l’arrivo della Volante Zara 40, anche l’ispettore Domenico Rocco Libertella è salito in quota per sostenere i colleghi, utilizzando una scala recuperata grazie alla collaborazione del personale tecnico ferroviario. Il giovane opponeva resistenza e gli agenti stavano compiendo uno sforzo considerevole per impedirgli di cadere.
Intanto, a terra, gli agenti Giada Cicerone, Martina Piraino e Vincenzo Vella cercavano di instaurare un dialogo con il ragazzo, rassicurarlo e conquistare la sua fiducia. Perché in un momento simile non basta riuscire a raggiungere fisicamente una persona: bisogna anche tentare di arrivare alla sua sofferenza, con parole misurate, pazienza e umanità.
Dopo circa venti minuti di tensione, grazie alla collaborazione di tutti, il giovane è stato finalmente riportato a terra e affidato ai sanitari, attivati insieme ai Vigili del Fuoco.
Il soccorso, però, non si è concluso alla stazione. Una volta arrivato al pronto soccorso, il giovane ha manifestato nuovi comportamenti autolesivi, allontanandosi dalla struttura e iniziando a colpirsi con un oggetto raccolto da terra.
Il vice ispettore Francesco Airò Farulla e l’agente Martina Piraino sono intervenuti immediatamente per fermarlo e metterlo nuovamente in sicurezza. La Volante 1 li ha raggiunti in ausilio, collaborando fino al nuovo affidamento al personale sanitario.
Il Coisp: «Dietro ogni uniforme c’è una persona»
Per l’intervento, il Coisp, attraverso il segretario generale provinciale di Lecco Antonio Rinaldi, ha espresso profondo apprezzamento per i sei operatori, chiedendo all’Amministrazione di valutare il conferimento di un riconoscimento premiale.

«Quello che hanno fatto non è soltanto un intervento riuscito. È la dimostrazione concreta di cosa significhino professionalità, spirito di squadra e senso del dovere quando vengono messi alla prova nelle condizioni più difficili», sottolinea Rinaldi.
Il segretario ha voluto ringraziare personalmente Domenico Rocco Libertella, Giada Cicerone, Francesco Airò Farulla, Martina Piraino, Matthias Vazzana e Vincenzo Vella, evidenziando il valore umano del loro intervento.
«La professionalità di un poliziotto si misura anche in questo: nella capacità di usare la forza quando necessario, ma anche nella sensibilità di capire quando una parola, un tono di voce o un gesto possono contribuire a salvare una vita».
Rinaldi richiama anche il significato più profondo del motto della Polizia di Stato: «Noi spesso diciamo “Esserci sempre”. Ma quelle parole acquistano il loro significato più profondo proprio in situazioni come questa. Esserci significa non arretrare davanti alla difficoltà e non considerare mai una persona in pericolo come un problema di qualcun altro».
Il sindacato chiede quindi che venga riconosciuto il merito dei sei agenti, protagonisti di un intervento complesso, affrontato prima alla stazione e poi nuovamente in ospedale.
«Valorizzare questi colleghi significa riconoscere il merito di chi ha saputo affrontare un’emergenza con coraggio, preparazione e umanità. Significa dare il giusto valore a un lavoro che, troppo spesso, viene raccontato soltanto quando qualcosa va storto, mentre merita di essere conosciuto anche quando produce il risultato più importante: proteggere una vita», conclude Rinaldi.
Ieri mattina, alla stazione di Lecco, sei poliziotti hanno dimostrato che dietro una divisa ci sono persone capaci di affrontare il pericolo, lavorare insieme e continuare a tendere una mano anche quando la situazione sembra disperata. Perché, qualche volta, il coraggio significa proprio questo: non smettere di cercare un modo per salvare una vita.