Un’inaugurazione speciale per un evento che, per la prima volta, ha varcato la soglia del Teatro della Società. Con i lecchesi che hanno risposto all’invito riempiendo la «culla della cultura» cittadina.
La cerimonia di apertura di giovedì è stata dedicata al tema di questa edizione «Con tutte le sue creature», inserita nel percorso dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Grande apertura del Lecco film fest 2026
Il sindaco di Lecco, Filippo Boscagli, ha ricordato il legame tra la città e la tradizione francescana: «Il titolo scelto per questa edizione del Lecco Film Fest richiama una figura che nel tempo ha continuato a interrogare le arti e il cinema. E’ una figura legata all’identità della nostra città: penso al convento di Pescarenico di Fra Cristoforo e i frati del viale Turati, segno di una forte presenza francescana». Il sottosegretario regionale Mauro Piazza ha rivolto un ringraziamento a Confindustria e a chi ha creduto fin dall’inizio nella manifestazione confermandosi «come grande patrocinatore della cultura lecchese» e a monsignor Davide Milani «che non ha interrotto questo filo forte che lo lega alla nostra città».
Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, ha sottolineato la crescita della manifestazione: «Diventa sempre più parte del territorio e crea osmosi con tutte le componenti. Non ho dubbi che nei prossimi anni ci sarà un legame ancora più forte. Il Lecco Film Fest è nato quasi per sfida: il livello è rimasto alto, si è consolidato ed è cresciuto».
Don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, ha offerto una riflessione sul momento della morte di San Francesco, sofferenza fisica e spirituale che apre interrogativi ancora attuali: «Questa sera stiamo assistendo a qualcosa che vuole avere un disegno preciso, sentendo voci diverse: artisti, cantanti, attori e registi. Ci poniamo la stessa domanda: noi, sulle creature e su questo tempo, che sguardo abbiamo? Mai come ora siamo immersi nella civiltà delle immagini. È possibile ancora vedere il bene?».
L’artista Velasco Vitali, autore della locandina del festival, ha raccontato il proprio coinvolgimento con un invito al pubblico: «Un artista non deve mai cercare di spiegare l’opera. Dico solo che non potevo non accettare questo invito. L’invito lo passo a voi, con la premessa che “queste: con tutte le sue creature” doveva essere un’altra cosa, rivolto a qualcuno di preciso, ovvero Dio. Basta cambiare una vocale e cambia la posizione del creato o della creazione. Vi chiedo di immaginare il momento in cui ti viene consegnato questo tema come compito per immaginare qualcosa di figurativo».
La serata è proseguita con l’intervento teatrale «Francesco, polvere di Dio. La rivoluzione di uno sguardo»; l’intervento della docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università Cattolica, Elena di Raddo, con la riflessione «L’amò più forte», e quello del regista Stephane Brizè, che ha offerto una provocazione sul nostro tempo e sul modo in cui guardiamo il mondo e le sue creature.
Il momento più atteso è stato la proiezione del corto «Il poverello di Assisi» (1911) di Enrico Guazzoni, primo film dedicato a San Francesco nella storia del cinema, accompagnato dalle musiche originali del Maestro Rossella Spinosa, eseguite dal vivo. L’introduzione è stata affidata a Gianluca Arnone della Rivista del Cinematografo. Il pubblico ha salutato la conclusione con lunghi applausi. Alle 19.00 il festival è proseguito con l’incontro con Simona Ventura e il giornalista Giovanni Terzi, chiudendo una giornata inaugurale ricca di contenuti, voci e prospettive. La settima edizione del Lecco Film Fest si conferma così un crocevia di arte, cinema e territorio, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.