ORDINANZA

Calolziocorte: cucina senza agibilità, pizze ai tavoli, stop al ristorante abusivo

Ordinanza per il Bar Tabacchi da Max di via Mazzini: chiusura definitiva di ristorante e pizzeria e licenza di bar sospesa per 10 giorni dopo il nuovo controllo della Polizia locale.

Calolziocorte: cucina senza agibilità, pizze ai tavoli,  stop al ristorante abusivo
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Cessazione definitiva dell’attività abusiva di ristorazione e pizzeria e sospensione per 10 giorni della licenza di bar. È quanto prevede l’ordinanza emessa dal Comune di Calolziocorte nei confronti del Ristorante Bar Tabacchi da Max, in via Mazzini 23, gestito da Liu Mei, dopo che un nuovo controllo della Polizia locale ha accertato la prosecuzione dell’attività senza le necessarie autorizzazioni. Disposto anche il divieto di utilizzare la cucina per le attività connesse all’esercizio pubblico fino alla regolarizzazione della situazione edilizia.

Calolziocorte: cucina senza agibilità, pizze ai tavoli, stop al ristorante abusivo

La vicenda era emersa il 15 settembre, quando un primo sopralluogo aveva verificato che il locale, autorizzato esclusivamente come bar e tabaccheria, offriva anche servizi di ristorante e pizzeria senza i necessari titoli. Nella stessa giornata, la titolare aveva presentato due pratiche per regolarizzare la situazione: una richiesta di autorizzazione per avviare l’attività di ristorazione e pizzeria e una Scia, la segnalazione certificata di inizio attività, per la produzione e la vendita di pizze da asporto. Entrambe, tuttavia, erano state sospese il primo ottobre a causa di problemi di conformità edilizia e urbanistica, che ne avevano determinato l’inefficacia.

Nonostante lo stop alle procedure, durante il sopralluogo dell’8 ottobre gli agenti del comando guidato da Andrea Gavazzi hanno trovato il locale ancora operativo. La cucina, risultata priva di agibilità, veniva utilizzata per preparare e riscaldare i pasti. Le pizze erano inoltre prodotte e servite direttamente ai clienti ai tavoli, seppure all’interno dei cartoni destinati all’asporto.

L’autorizzazione originaria consentiva infatti soltanto la somministrazione di tavola fredda, con alimenti preconfezionati o riscaldati, ed escludeva l’utilizzo della cucina. Oltre ai provvedimenti comunali, gli agenti hanno informato l’Ats dell’impiego di un locale privo dei necessari presupposti urbanistici e sanitari.

 

Luca de Cani