C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi altro quanto il trasporto sociale sia diventato un servizio essenziale per il territorio lecchese: in tre anni sono stati effettuati oltre 256 mila accompagnamenti. Dietro quel numero ci sono anziani che devono raggiungere visite specialistiche, persone con disabilità che necessitano di spostamenti quotidiani, cittadini fragili che senza l’aiuto dei volontari rischierebbero di restare esclusi da cure e servizi. Questi i dati presentati martedì mattina, 3 novembre 2026, a Officina Badoni a Lecco.
Trasporto sociale, cresce la domanda ma aumentano anche i costi: sostegno da 70 mila euro alla rete lecchese
Una rete capillare e spesso poco visibile che oggi si trova però a fronteggiare una sfida complessa: garantire risposte a un bisogno in crescita mentre i costi di gestione continuano ad aumentare. Per questo la Fondazione Comunitaria del Lecchese, insieme all’Impresa Sociale Girasole, ha deciso di intervenire con un sostegno economico complessivo di 70 mila euro destinato alle associazioni e alle cooperative impegnate nel servizio di accompagnamento sociale sul territorio provinciale.
L’iniziativa nasce dalla richiesta avanzata dagli stessi enti che ogni giorno operano sulle strade della provincia e che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con il rincaro dei carburanti, l’aumento delle spese assicurative e costi di manutenzione sempre più elevati. Un insieme di fattori che rischia di mettere sotto pressione un sistema fondato in larga parte sul volontariato e sulla solidarietà diffusa.
La misura economica è stata accompagnata da un’analisi approfondita del settore, realizzata coinvolgendo diciannove realtà che operano nel Lecchese. Il quadro che emerge restituisce l’immagine di un servizio in continua espansione. Oggi il trasporto sociale raggiunge 75 comuni su 84 della provincia, garantendo una copertura vicina al 90 per cento del territorio.
Tra il 2023 e il 2025 le richieste sono aumentate in modo costante. La crescita è legata soprattutto all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle situazioni di fragilità, ma anche a un cambiamento più generale del contesto sociale. Sempre meno famiglie riescono infatti a garantire direttamente gli accompagnamenti di parenti anziani o malati, mentre l’organizzazione dei servizi sanitari porta spesso gli utenti a doversi spostare tra ospedali, ambulatori e centri specialistici diversi.
L’attività svolta dalle associazioni è imponente. Nel triennio sono stati percorsi oltre 4,6 milioni di chilometri grazie a una flotta di 151 veicoli. Un patrimonio indispensabile che però mostra evidenti segni di invecchiamento: quasi un mezzo su due ha più di dieci anni e richiederà nei prossimi anni importanti investimenti per il rinnovo.
Accanto alla questione economica emerge poi quella dei volontari. Le organizzazioni segnalano infatti la necessità di coinvolgere nuove persone disponibili a dedicare tempo e competenze a un’attività che rappresenta uno dei pilastri del welfare territoriale. Senza la presenza quotidiana di centinaia di volontari sarebbe infatti impossibile garantire un servizio così esteso e personalizzato.
L’operazione promossa dalla Fondazione Comunitaria e da Girasole non si limita quindi a un semplice contributo economico. L’obiettivo è anche quello di rafforzare una rete provinciale che negli ultimi anni ha imparato sempre più a lavorare insieme, condividendo dati, problemi e prospettive future. Una collaborazione che potrebbe diventare decisiva per affrontare le sfide dei prossimi anni e per consolidare un servizio destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale in una provincia caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione.
Perché dietro ogni viaggio c’è molto più di uno spostamento. C’è la possibilità di raggiungere una terapia, sottoporsi a una visita, partecipare alla vita della comunità. In altre parole, c’è la concreta possibilità di non restare indietro.
