Costruire un rapporto più stretto tra il carcere e la comunità, dando spazio all’ascolto e al confronto tra persone con esperienze e ruoli differenti. È questo il senso di: Cerchi di Voci: visioni di convivenza in carcere e in città, il progetto che nell’ultimo anno ha coinvolto detenuti, agenti di Polizia penitenziaria, operatori, volontari, giovani e cittadini in un percorso di dialogo all’interno della casa circondariale di Lecco, a Pescarenico.
Lecco, Cerchi di Voci avvicina il carcere alla città: un anno di dialogo e confronto
L’iniziativa è stata presentata oggi lunedì 2 novembre 2026 2026 nella sala consiliare del Comune di Lecco, alla presenza del sindaco Filippo Boscagli, di Lucio Farina, direttore del Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio e garante dei diritti delle persone private della libertà personale, e di Bruna Dighera, psicoterapeuta e componente del Tavolo lecchese per la Giustizia Restorativa, che ha seguito il percorso sul piano scientifico.
Il progetto è nato nell’autunno del 2024, quando dalla direzione della casa circondariale è arrivata la richiesta di rafforzare il legame con il territorio, coinvolgendo la società civile in un’esperienza condivisa. Da questa esigenza ha preso forma un’iniziativa promossa insieme a L’Innominato – Tavolo lecchese per la Giustizia Restorativa e al Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio ETS.
Nel corso dell’anno sono stati realizzati 14 cerchi di confronto, per un totale di 27 incontri. Un percorso articolato in momenti di dialogo inizialmente distinti per gruppi e successivamente aperti al confronto tra persone appartenenti a realtà diverse. L’obiettivo è stato creare uno spazio nel quale condividere esperienze e riflessioni sul significato della detenzione, sul rispetto reciproco e sulle possibilità di reinserimento sociale.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è il sindaco Filippo Boscagli, che ha evidenziato come il progetto abbia permesso di mettere in relazione esperienze e sensibilità differenti. «Il valore di Cerchi di Voci sta nell’aver creato, nel corso di circa un anno, occasioni concrete di incontro e confronto su un tema complesso e importante per la nostra comunità», ha dichiarato, rimarcando l’importanza di coinvolgere cittadini, operatori penitenziari, volontari, istituzioni e persone che hanno conosciuto direttamente o indirettamente la realtà carceraria.
Un dialogo che, nelle intenzioni dei promotori, non si esaurisce negli incontri organizzati, ma può contribuire a modificare il modo in cui la città guarda al carcere. La detenzione, infatti, non riguarda soltanto chi si trova all’interno dell’istituto e chi vi lavora: coinvolge anche la comunità nella quale le persone detenute potranno tornare a vivere. Per questo, creare occasioni di conoscenza reciproca significa interrogarsi sulle responsabilità collettive e sulle condizioni che possono favorire percorsi di cambiamento.
Il progetto si colloca nell’ambito della riflessione sulla giustizia riparativa, pur non configurandosi come un percorso di giustizia riparativa in senso stretto. Il suo contributo consiste soprattutto nell’aver promosso un confronto tra persone che, nella quotidianità, raramente hanno la possibilità di incontrarsi in un contesto dedicato all’ascolto e alla condivisione.
Il lavoro svolto sarà raccontato alla cittadinanza giovedì 19 novembre all’auditorium della Casa dell’Economia di Lecco, in via Tonale 28/30, nell’ambito della Settimana internazionale della giustizia riparativa. L’appuntamento permetterà di ripercorrere le tappe dell’esperienza attraverso testimonianze e momenti di restituzione pubblica.
Particolarmente significativo sarà il collegamento in diretta tra il pubblico presente in auditorium e le persone che si troveranno all’interno della casa circondariale. Una modalità pensata per mettere in comunicazione le due realtà e dare spazio anche alla voce di chi vive quotidianamente l’esperienza della detenzione.
«L’evento del 19 novembre sarà l’occasione per condividere con la città i risultati di questo percorso», ha spiegato Boscagli, richiamando l’importanza delle testimonianze e del dialogo tra i partecipanti. Il sindaco ha inoltre sottolineato come il lavoro realizzato abbia lasciato un contributo significativo alla comunità, favorendo nuove relazioni e una maggiore consapevolezza sul tema del carcere.
La prospettiva è quella di non disperdere quanto costruito durante l’anno, mantenendo aperto il confronto tra istituzioni, associazioni, operatori e cittadini. L’esperienza di: Cerchi di Voci, mostra infatti come il dialogo possa diventare uno strumento per avvicinare mondi apparentemente lontani e per affrontare questioni complesse attraverso la partecipazione.
Il reinserimento sociale resta una sfida che non riguarda esclusivamente la persona che ha scontato una pena, ma anche la disponibilità della comunità a riconoscere nuove possibilità. In questa prospettiva, il progetto rappresenta un’occasione per riflettere sul rapporto tra responsabilità individuale e collettiva, ricordando che il carcere è parte della città e che il futuro di chi ne uscirà coinvolgerà inevitabilmente anche il territorio.
