Il rientro a casa nel cuore della notte si è trasformato in un incubo. Prima gli insulti e le provocazioni, poi il passaggio sbarrato davanti al cancello e, infine, il rumore secco di uno pneumatico che esplode. È quanto racconta di aver vissuto nei giorni scorsi una residente del lungolago di Vercurago, protagonista suo malgrado di un episodio che ha riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza nella zona.
Aggredita sul lungolago da una «baby gang»
La donna, arrivata a casa intorno alle 2 di notte, si è trovata davanti un gruppo di ragazzi, indicativamente tra i 16 e i 20 anni: «Ho detto loro che non potevano stare lì e che dovevo passare per andare a casa – racconta – Uno di loro ha iniziato a fare lo slalom col monopattino davanti alla macchina, poi mi hanno ricoperto di insulti e minacce. Infine, mi hanno tagliato una gomma facendola esplodere».
Spaventata, ha quindi cercato aiuto al bar Boomerang, dove il gestore si è attivato chiamando le forze dell’ordine. Stando a quanto riferito alla donna dalla Polizia stradale, la gomma sarebbe stata incisa con un coltello e alcuni dei ragazzi coinvolti sarebbero stati rintracciati nelle vicinanze. La residente ha successivamente presentato denuncia ai Carabinieri, affinché l’accaduto venga ricostruito e siano valutate eventuali responsabilità.
La Polizia locale inquadra l’episodio come un caso di disturbo della quiete pubblica e riferisce che le immagini del sistema di videosorveglianza sono state trasmesse all’autorità giudiziaria. La vicenda riporta l’attenzione sulla sicurezza nelle ore notturne, soprattutto nelle aree frequentate dai giovani e lungo i percorsi di rientro verso casa. Saranno gli accertamenti a chiarire la dinamica e a stabilire se vi siano collegamenti tra le persone individuate e il danneggiamento dell’auto.
Il sindaco Roberto Maggi spiega di essere venuto a conoscenza dell’episodio in via informale e sottolinea l’efficacia dell’intervento, che avrebbe consentito di individuare alcune persone sospettate. «Vercurago più sicura», il progetto avviato dal Comune sul lungolago, prevede anche pattugliamenti aggiuntivi con agenti provenienti da altri municipi. Un presidio che, tuttavia, non può essere esteso fino alle ore più tarde della notte e nei festivi.
«Anche durante l’estate non abbiamo ricevuto segnalazioni rilevanti», osserva Maggi, ricordando il recente incontro con il nuovo comandante della stazione dei Carabinieri di Calolziocorte. Il sindaco auspica che si tratti di un episodio isolato, ma non esclude che gruppi di giovani possano spostarsi dai territori vicini, dove i controlli sono più stringenti. Il riferimento è anche alla stazione ferroviaria di Calolziocorte e alla richiesta del sindaco Marco Ghezzi di istituire una «zona rossa».
Maggi esprime vicinanza alla donna e assicura che, dopo gli approfondimenti con le forze dell’ordine, l’Amministrazione valuterà quali misure adottare.
Luca De Cani