C’è chi ha bisogno di attivare lo Spid, chi deve consultare il Fascicolo sanitario elettronico, chi incontra difficoltà nell’iscrivere i figli a scuola online o nell’accedere ai portali per la ricerca di un impiego. Dietro la corsa alla digitalizzazione della pubblica amministrazione resta infatti una fascia di popolazione che necessita ancora di supporto per utilizzare strumenti e servizi diventati ormai indispensabili nella vita quotidiana.
Oltre 5.400 lecchesi aiutati a orientarsi nei servizi digitali: la rete territoriale guarda al futuro
È il quadro emerso dal bilancio del progetto di facilitazione digitale sviluppato sul territorio lecchese, che nell’arco di un anno ha raggiunto 5.478 cittadini attraverso una rete composta da 61 punti di facilitazione distribuiti in 49 Comuni e dal lavoro di 46 facilitatori digitali. I risultati sono stati presentati nella sede della Provincia di Lecco la mattina di lunedì 26 ottobre 2026.
L’iniziativa, sostenuta dai fondi del Pnrr e coordinata dal Cpia “Fabrizio De André” di Lecco in collaborazione con Provincia, amministrazioni comunali, Centri per l’impiego e numerose realtà del Terzo settore, aveva come principale obiettivo quello di ridurre il divario digitale che interessa soprattutto anziani e cittadini stranieri.
Non si è trattato soltanto di fornire assistenza tecnica. Il modello scelto ha puntato soprattutto a trasmettere competenze, affinché gli utenti potessero diventare autonomi nell’utilizzo degli strumenti informatici e delle piattaforme pubbliche.
«La gente non va per usufruire di un servizio, ma per imparare e rendersi indipendente», è stato sottolineato nel corso della presentazione dei risultati.
Le richieste più frequenti hanno riguardato l’identità digitale, la Carta d’Identità Elettronica, il Fascicolo sanitario elettronico, il registro scolastico, le iscrizioni online e l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione. Nei Centri per l’impiego il supporto è stato particolarmente orientato alla ricerca di lavoro e all’utilizzo delle piattaforme dedicate ai candidati.
Accanto agli sportelli territoriali è cresciuta anche l’attività online. Oltre mille persone hanno seguito percorsi formativi a distanza basati su video lezioni, esercitazioni e test di verifica, una modalità che gli organizzatori intendono ulteriormente sviluppare nei prossimi mesi.
La conclusione del finanziamento non segnerà però la fine dell’esperienza. «Oggi siamo qui a presentare i risultati di un progetto talmente importante che abbiamo deciso di rilanciarlo», ha spiegato il dirigente del Cpia, Renato Cazzaniga. L’obiettivo è mantenere attiva la rete costruita in questi anni e dare continuità a quei servizi che si sono dimostrati particolarmente utili per la cittadinanza.
Per questo resteranno operativi diversi sportelli sul territorio provinciale e, parallelamente, verranno proposte nuove attività formative online dedicate a temi come sanità digitale, servizi scolastici, lavoro, previdenza e trasporti.
L’idea condivisa dagli enti coinvolti è quella di consolidare una vera rete permanente della facilitazione digitale, nella convinzione che l’inclusione passi oggi anche dalla capacità di accedere senza ostacoli ai servizi che sempre più spesso sono disponibili esclusivamente attraverso il web.
