Un rifiuto alla richiesta di visitare una conoscente ricoverata nel reparto di Psichiatria sarebbe bastato a far scattare l’aggressione. Protagonista un 67enne originario di Bellano, residente in Centro Valle Intelvi, arrestato dalla Polizia di Stato dopo aver aggredito il personale sanitario dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.
Minacce e aggressioni in ospedale, arrestato un 67enne originario di Bellano
L’episodio è avvenuto nella mattinata di domenica 25m ottobre 2026. Intorno alle 7.45 l’uomo si è presentato nel reparto di Psichiatria chiedendo insistentemente di poter fare visita a una conoscente ricoverata. Di fronte al diniego degli operatori sanitari, si è allontanato dalla struttura, salvo poi tornare verso le 10 con la stessa richiesta.
Questa volta, però, il nuovo rifiuto avrebbe provocato la sua reazione violenta. Il 67enne, che si trovava in compagnia di un’altra persona, avrebbe aggredito i sanitari, facendo scattare l’allarme antiviolenza collegato alla Questura di Como.
Sul posto è intervenuta una Volante della Polizia di Stato. Gli agenti hanno trovato l’uomo in stato di alterazione, lo hanno immobilizzato e accompagnato negli uffici della Questura. Qui è stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio direttissimo.
Quello avvenuto domenica mattina è il secondo episodio registrato al Sant’Anna nell’arco di poche ore. Nella notte tra venerdì e sabato, infatti, la Polizia aveva arrestato un 30enne milanese residente a Monguzzo, già noto alle forze dell’ordine, che si trovava al Pronto soccorso in seguito a uno stato di alterazione legato all’abuso di sostanze stupefacenti.
Intorno alla mezzanotte, l’allarme antiviolenza aveva segnalato il suo comportamento aggressivo. I poliziotti, intervenuti in ospedale, lo avevano immobilizzato e, dopo aver raccolto le testimonianze del personale sanitario e degli addetti alla sicurezza, lo avevano accompagnato in Questura. Per il 30enne sono scattati l’arresto per l’aggressione e le minacce ai danni dei sanitari e la denuncia per interruzione di pubblico servizio. Successivamente è stato trasferito alla casa circondariale del Bassone di Como.