taglio del nastro

Inaugurata la nuova scuola dell’infanzia Vincenzo Bonacina: un investimento da 3 milioni di euro, sostenuto dal Pnrr

Uno spazio moderno, accogliente, curato, luminosissimo e progettato secondo i più avanzati standard di sostenibilità ambientale che accoglie sezione Primavera e materna

Inaugurata la nuova scuola dell’infanzia Vincenzo Bonacina: un investimento da 3 milioni di euro, sostenuto dal Pnrr
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Nella mattinata di sabato 24 ottobre 2026, a Dolzago, è stata inaugurata la nuova struttura della scuola dell’infanzia “Vincenzo Bonacina” in viale Montecuccoli, un momento significativo per la comunità e per le famiglie del territorio. “Questo è un traguardo storico e di straordinaria rilevanza per il nostro paese: un’opera fortemente voluta e strategica per il futuro di Dolzago, realizzata grazie al prezioso cofinanziamento dei fondi del PNRR e delle risorse comunali, e sostenuta dal cuore pulsante dei nostri volontari e delle associazioni del territorio. Nasce così un presidio educativo d’eccellenza, una vera e propria casa della comunità pensata per custodire, educare e fare crescere le generazioni di domani. Uno spazio moderno, accogliente, curato, luminosissimo e progettato secondo i più avanzati standard di sostenibilità ambientale, concepito non solo come luogo di apprendimento, ma come uno spazio vivo, sicuro e stimolante, capace di mettere al centro il benessere, la meraviglia e il futuro delle bambine e dei bambini di Dolzago”: così ha esordito il sindaco di Dolzago Paolo Lanfranchi, durante la cerimonia iniziata alle 10 nell’adiacente Parco degli Alpini.

Inaugurata la nuova scuola dell’infanzia Vincenzo Bonacina: un investimento da 3 milioni di euro, sostenuto dal Pnrr

Il costo complessivo dell’opera, nata da zero, in un’area dismessa e abbandonata, ammonta a circa 3,4 milioni di euro. L’intervento è stato reso possibile grazie a un contributo di circa 2,47 milioni di euro ottenuto attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR. La parte restante è stata finanziata dal Comune di Dolzago. Ma come hanno spiegato tutto gli intervenuti alla cerimonia per il taglio del nastro, per costruire un edificio non bastano i mattoni: la vera costruzione è fatta dalle persone e da tutti coloro che si sono impegnati in questi anni per realizzare il progetto, permettendo all’asilo di avere una sede funzionale, spostandosi dagli spazi parrocchiali utilizzati da sempre. Il nuovo asilo, attivo dall1 settembre 2026, che parte della sezione Primavera, ha una cucina interna, un ampio atrio,  soffitti alti e vetrate grandi e luminose, uno spazio polifunzionale che può essere utilizzato anche da realtà esterne, spazi comuni e aule divise, ognuna con i propri armadietti, i bagni, la zona pranzo, la zona nanna e la zona giochi, oltre a un accesso diretto in giardino.

“L’inaugurazione di un’opera pubblica di questa portata non è mai il frutto dell’operato di una stagione amministrativa, bensì il risultato di una visione lungimirante, fondata sulla continuità dell’impegno civico e sulla responsabilità verso il nostro piccolo grande paese – ha proseguito il sindaco Lanfranchi – Oggi non ci accingiamo a un semplice taglio del nastro, né ci accontentiamo della sola inaugurazione di un edificio moderno ed efficiente e sicuro dal punto di vista strutturale ed ambientale. Il momento che viviamo rappresenta un investimento sul futuro e sulla crescita civile di Dolzago. Dotiamo i cittadini più giovani di uno spazio pedagogico all’avanguardia”. Poi lo spazio ai ringraziamenti: alle insegnanti, al presidente dell’asilo Paolo Frigerio, alla coordinatrice Eleonora Anzani, oltre alle maestranze, ai progettisti e ali uffici comunali per aver portare avanti il progetto con competenza e passione. Il grazie anche a coloro che sono intervenuti durante il taglio del nastro, come Silvia Bosio, consigliere della Provincia di Lecco che nel suo intervento ha parlato in modo ampio del mondo scuola e come questo sia strettamente legato all’aspetto culturale e alla capacità di creare senso critico e una mente aperta per le generazioni future; Giampiero Redaelli in rappresentanza della Fism Lecco (Federazione Italiana Scuole Materne) che ha sottolineato la stretta collaborazione tra pubblico e privato e come questo dialogo abbia portato al grande risultato della nuova scuola: e infine Raffaele Cesana in rappresentanza dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecco, che ha posto l’accento sull’importanza tra tempo-scuola e tempo-casa, facendo un appello anche alle famiglie e a i genitori verso i propri piccoli proseguendo a casa gli insegnamenti e i valori imparati in aula.

I ringraziamenti e i discorsi istituzionali prima del taglio del nastro

“Vorrei ringraziare la parrocchia di Dolzago, qui rappresentata dal nuovo parroco, don Diego,  perché ci ha ospitati nel vecchio asilo, gratis, sino ad ora, per molti anni e con grande affetto – ha spiegato Frigerio, presidente dell’asilo – Poi chiaramente l’Amministrazione comunale di Dolzago, che con questa costruzione ha voluto guardare al futuro  creando servizi per i cittadini e in particolare per le
giovani coppie che intendono venire o restare ad abitare qui a Dolzago, perché la prima necessità che avranno le indaffaratissime coppie moderne sarà quella di avere a disposizione una scuola materna che possa accogliere i loro figli anche per molte ore al giorno. Questo è
importante. Questo è quello che abbiamo, intendo come scuola materna, cercato sempre di ampliare e fare in questi anni. Ma prima di arrivare ad avere una struttura come questa non bisogna dimenticare tutto il lavoro fatto per poter accedere ai finanziamenti e ringrazio tutti quelli che si sono spesi nell’ombra per molti anni e che qui oggi sono rappresentati”.

Dopo i discorsi, intervallati da alcuni momenti musicali con i bimbi che hanno preso direttamente parte alla celebrazione cantando accompagnati dalle loro insegnanti, la benedizione da parte di don Diego Arfani, poi il momento istituzionale del taglio del nastro, e la visita dell’asilo accompagnati dalle insegnanti, con gli alunni che hanno omaggiato le autorità presenti con un piccolo lavoretto che rappresentava simbolicamente le chiavi di ingresso alla struttura.