Ambiente

Parchi naturali più sicuri, accordo tra Federparchi e Soccorso Alpino

Un’intesa triennale per rafforzare la prevenzione e il soccorso nelle aree protette

Parchi naturali più sicuri, accordo tra Federparchi e Soccorso Alpino
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La Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) hanno stipulato un protocollo d’intesa per migliorare la sicurezza di chi frequenta le aree naturali protette e agevolare le attività di soccorso e addestramento. Un accordo che interessa profondamente anche il territorio meratese, compreso tra Parco del Curone e Parco Adda Nord.

L’accordo, di durata triennale con possibilità di proroga, è stato firmato dal presidente Federparchi, Luca Santini, e dal presidente nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dell’Antonio.

Cosa prevede l’intesa: prevenzione, formazione e soccorso

Obiettivo del protocollo è quello di conciliare le esigenze operative delle due realtà con la tutela dell’ambiente, rafforzare la loro collaborazione, nella consapevolezza che la salvaguardia della vita umana e la conservazione del patrimonio naturale siano obiettivi complementari.

La crescente presenza di visitatori nelle aree protette rende infatti sempre più necessario investire nella prevenzione e assicurare un servizio di soccorso qualificato.

Sono diversi gli ambiti di collaborazione stabiliti dal protocollo: dalla valutazione della sicurezza di sentieri, itinerari e grotte aperte al pubblico alla formazione delle guide ufficiali dei parchi su autoprotezione, allertamento e primo soccorso.

Per i visitatori, che assumono un ruolo centrale, sono previste campagne informative, anche attraverso i centri visita e iniziative per diffondere l’app GeoResQ, il sistema di geolocalizzazione e allertamento sviluppato in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile.

Dove l’affluenza è maggiore, gli Enti Parco avranno la possibilità di attivare presidi di soccorso del CNSAS sul modello della Guardia Attiva, in aggiunta al servizio ordinario.

Federparchi riconosce il CNSAS come riferimento tecnico per le attività legate alla sicurezza dei visitatori delle aree protette, favorendone il coinvolgimento nelle iniziative di prevenzione e tutela.

Il protocollo ribadisce inoltre il ruolo del Soccorso Alpino e Speleologico negli interventi di emergenza e nelle operazioni di ricerca delle persone scomparse, per i quali non sono richieste comunicazioni preventive

Per le esercitazioni nei siti o nei periodi individuati dagli Enti Parco come particolarmente sensibili, si prevede una comunicazione che abbia 15 giorni di anticipo, in modo che sia possibile una valutazione delle esigenze di conservazione e concordare e, se necessario, concordare date o sedi alternative.

Federparchi e CNSAS, un’intesa per la sicurezza e la tutela dei territori

«Con questo protocollo rafforziamo una collaborazione che mette al centro le persone e i territori. Mettiamo a disposizione dei parchi l’esperienza dei nostri tecnici per la prevenzione, la formazione delle guide e l’organizzazione di presidi nei periodi di maggiore affluenza – dichiara Maurizio Dellantonio – La conoscenza degli ambienti in cui operiamo e il confronto con chi li gestisce sono fondamentali per rendere il soccorso sempre più efficace e programmare le attività addestrative nel rispetto delle esigenze di tutela. Ringrazio il presidente Santini e Federparchi per il lavoro condiviso: ora l’impegno è dare concretezza all’intesa attraverso gli accordi sui territori».

«Federparchi è da sempre impegnata per la libera fruizione delle bellezze naturali delle aree protette, una fruizione che, oltre ad essere sostenibile, deve essere svolta anche in sicurezza» ha aggiunto Luca Santini, presidente di Federparchi. «Il protocollo siglato con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico va esattamente in questa direzione, per diffondere la  consapevolezza dei rischi che si possono correre in natura e mettere in campo tutte le misure possibili di prevenzione,  sia quelle per i frequentatori delle aree protette che quelle in carico agli enti parco».

Il protocollo verrà messo in atto attraverso accordi tra i singoli Enti Parco e i Servizi regionali del CNSAS, che sarà possibile estendere anche ai parchi regionali e ai siti della Rete Natura 2000. L’applicazione dell’accordo sarà verificata da un tavolo tecnico permanente. Un Tavolo tecnico permanente seguirà l’attuazione dell’intesa. Le due organizzazioni chiederanno inoltre al Ministero dell’Ambiente, al Dipartimento della Protezione Civile e alla Conferenza Stato-Regioni un atto di indirizzo nazionale sulle attività del CNSAS nelle aree protette. L’accordo potrà essere rinnovato e non prevede costi a carico delle organizzazioni.