Lecco è stata ed è una città industriale, con una storia produttiva profondamente legata al corso del Gerenzone e all’acqua che per secoli ha alimentato ruote, macchinari e fabbriche. Una memoria fatta di dighe, paratie, antichi opifici e luoghi di lavoro che oggi rischiano di scomparire, ma che la fotografia può contribuire a preservare e tramandare. È da questa consapevolezza che nasce “Ferro e Acqua. La Valle del Gerenzone a Lecco tra memoria e trasformazione”, la mostra fotografica di Alessio Volontè, inaugurata ieri sera, venerdì 23 ottobre 2026, alla Torre Viscontea di Lecco, dove resterà allestita fino al 15 novembre.
Lecco, il Gerenzone racconta la sua storia industriale: le fotografie di Volontè alla Torre Viscontea
L’esposizione è promossa e curata dall’associazione Officina Gerenzone APS, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, nell’ambito del programma espositivo 2026 dell’Amministrazione comunale.
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All’inaugurazione erano presenti, oltre al fotografo Alessio Volontè, il presidente di Officina Gerenzone Paolo Colombo, l’assessore alla Cultura e al Turismo Cinzia Bettega, Barbara Cattaneo, Nicolò Donati, l’ex sindaco di Lecco Virginio Brivio e la storica e critica d’arte Anna Caterina Bellati.
Il progetto è il risultato di un lavoro durato circa due anni, durante i quali Volontè ha attraversato la valle per documentarne i luoghi, le tracce del passato industriale e le trasformazioni intervenute nel tempo. Un percorso reso possibile anche dalla collaborazione con l’associazione, che gli ha consentito di approfondire la conoscenza del territorio e di entrare in contatto con realtà produttive e testimonianze altrimenti difficili da raggiungere.
«Devo dire che è stato un grande lavoro di squadra con Officina Gerenzone, che mi ha consentito di avere una profondità di sguardo all’interno del territorio», ha spiegato Alessio Volontè, raccontando la genesi dell’esposizione. Alla base del progetto c’è anche una motivazione personale: «Il mio interesse per la valle è nato da una connessione personale, in quanto mio nonno era proprietario di una galvanica».
La ricerca fotografica si è così intrecciata con la storia familiare e con l’interesse professionale per il mondo industriale. «Questo progetto combina la mia passione per la fotografia con l’interesse professionale per l’ambito industriale, occupandomi di gestione aziendale», ha aggiunto l’autore, soddisfatto di aver potuto raccontare, attraverso le proprie immagini, una parte delle origini produttive della città e della loro eredità.
Il cuore dell’esposizione è proprio la volontà di riportare l’attenzione su un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a rappresentare una componente importante dell’identità lecchese.
«Il motivo principale della mostra è stato raccontare i manufatti di archeologia industriale della nostra valle, ma soprattutto l’eredità produttiva di tante aziende che hanno contribuito e continuano a contribuire al benessere economico del nostro territorio», ha sottolineato Paolo Colombo, presidente dell’associazione Officina Gerenzone.
Il percorso espositivo segue il corso del Gerenzone da Laorca fino alla foce, attraversando luoghi di produzione dismessi e realtà ancora attive, comprese quelle che nel tempo si sono trasferite in aree più adatte alle esigenze dell’industria contemporanea. Gli scatti si soffermano sulle tracce lasciate dall’attività umana: resti di dighe, paratie, ruote e fiumicelle, elementi che raccontano il rapporto profondo tra acqua e lavoro, determinante per la nascita e lo sviluppo della tradizione siderurgica lecchese.
In alcuni casi, l’obiettivo è entrato anche negli ambienti di fabbriche ormai abbandonate, dove macchinari e attrezzature inutilizzati da decenni restituiscono l’immagine di un passato industriale che rischia di andare perduto. Non una ricostruzione esaustiva di tutte le attività che un tempo animavano le rive del fiume, ma una selezione di realtà rappresentative dei diversi settori della lavorazione del ferro, per comporre uno sguardo d’insieme su un’eredità che ha contribuito a definire l’identità economica e sociale di Lecco.
Le fotografie diventano così testimonianze preziose, capaci di documentare luoghi e strutture il cui futuro appare incerto. Un lavoro che assume anche un significato culturale, perché permette di riconoscere il valore di ciò che rimane e di riflettere sulle possibilità di conservazione e valorizzazione.
Secondo il censimento realizzato nel 1994 dai Musei Civici di Lecco, il patrimonio di archeologia industriale si è ridotto di quasi l’80%. Un dato che rende ancora più urgente conoscere e documentare le testimonianze sopravvissute, prima che ulteriori trasformazioni cancellino altre tracce della storia produttiva locale.
L’attività di Officina Gerenzone si inserisce in questo percorso di ricerca e valorizzazione, con l’intenzione di proseguire il dialogo anche con le aziende che hanno le proprie origini lungo il fiume. L’obiettivo è mantenere vivo il legame tra passato e presente, rafforzando la consapevolezza di una tradizione che ha contribuito allo sviluppo economico e sociale della comunità.
«Mi piace sottolineare l’importanza di ricordare che la nostra Lecco è stata ed è una città industriale. Abbiamo un presidente giovanissimo, che è stato il motore di questo evento, e questo rappresenta una garanzia per il futuro», ha dichiarato Cinzia Bettega, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Lecco.
L’assessore ha inoltre ringraziato Officina Gerenzone per il lavoro svolto, sottolineando il valore di un’iniziativa che permette di riscoprire luoghi, storie e testimonianze meritevoli di essere conosciuti e preservati. La mostra offre infatti l’occasione di guardare con occhi nuovi un paesaggio nel quale natura e archeologia industriale continuano a dialogare, restituendo una parte significativa della storia cittadina.
Al termine della serata sono state donate due pinze, una al fotografo Alessio Volontè e una all’assessore Cinzia Bettega.
La mostra sarà visitabile alla Torre Viscontea fino al 15 novembre. Durante il periodo espositivo sono inoltre previste due visite guidate gratuite, a cura di Officina Gerenzone, sabato 7 e sabato 14 novembre, con partenze alle 15 e alle 16.
Mario Stojanovic