«Sono rimasta colpita dalla straordinaria capacità di questo territorio di lavorare sui temi dell’economia sociale in maniera coordinata, professionale e sostenuta da competenze». È una delle considerazioni affidate dalla sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano al termine dell’incontro ospitato all’Officina Badoni, nel pomeriggio di lunedì 19 ottobre 2026, dove il Governo ha presentato il Piano nazionale dell’economia sociale e dove, al tempo stesso, Lecco ha avuto l’occasione di mostrare una delle sue peculiarità più radicate.
Economia sociale, da Lecco un modello che guarda al futuro: il territorio si presenta al Governo
L’appuntamento ha riunito amministratori, cooperative, fondazioni, associazioni e operatori del Terzo settore attorno a un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso sempre maggiore nel dibattito pubblico: il contributo dell’economia sociale allo sviluppo dei territori. Una realtà particolarmente significativa nel Lecchese, dove la collaborazione tra istituzioni e mondo associativo rappresenta da tempo un elemento distintivo.
A sottolinearlo è stato il sindaco Filippo Boscagli, che ha scelto di mantenere personalmente la delega all’Economia sociale. «È una grande occasione per raccontare a tutta Italia e anche al Governo quello che è un patrimonio della nostra città», ha affermato il primo cittadino. «La nostra cooperazione, gli enti, le associazioni e le fondazioni sono da sempre parte dell’identità di Lecco e rappresentano una componente importante sia del welfare sia della nostra economia».
Più che una semplice presentazione istituzionale, l’incontro si è trasformato in un momento di confronto sul valore prodotto da una rete composta da realtà differenti ma capaci di condividere obiettivi comuni. Un aspetto che non è passato inosservato alla stessa Albano, che ha indicato proprio nella collaborazione tra soggetti diversi uno degli elementi più interessanti emersi dalla giornata lecchese. «Sono rimasta colpita dalla presenza e dalla capacità di questo territorio di lavorare sui temi dell’economia sociale in maniera coordinata», ha spiegato la sottosegretaria, evidenziando l’importanza di mettere a sistema competenze e progettualità.
Nel corso del suo intervento la rappresentante del Governo ha anche insistito sulla necessità di superare una visione che riduca l’economia sociale alla sola dimensione assistenziale. I numeri, del resto, raccontano un settore con una rilevanza crescente: in Italia comprende circa 398 mila organizzazioni, coinvolge un milione e mezzo di lavoratori e può contare sull’impegno di oltre quattro milioni di volontari.
«La collaborazione si sviluppa soprattutto a livello territoriale, dove le necessità vengono individuate e possono trovare risposte concrete», ha aggiunto Albano, indicando nella capacità di fare rete una delle chiavi per affrontare le sfide sociali dei prossimi anni.
In questo contesto è stato richiamato anche l’esempio della stessa Officina Badoni, citata come esperienza capace di generare valore che va oltre l’aspetto economico, producendo ricadute culturali e sociali per la comunità.
La giornata si è così conclusa con un messaggio condiviso: l’economia sociale non è una realtà marginale, ma un tassello sempre più importante nelle strategie di sviluppo dei territori. E Lecco, forte di una tradizione costruita nel tempo da cooperative, fondazioni e associazioni, punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista in questo percorso.
