Lecco

Allerta a Lecco per possibili proteste: messaggi su TikTok nel mirino

Diversi screenshot con messaggi differenti annunciano un possibile ritrovo per martedì 20 ottobre alle 16. La Prefettura convoca il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo le segnalazioni circolate in rete.

Allerta a Lecco per possibili proteste: messaggi su TikTok nel mirino
Aggiungi Prima Lecco alle tue fonti preferite

L’ipotesi di una protesta a Lecco nella giornata di martedì 20 ottobre 2026  è al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. Nelle ultime ore, infatti, sui social network stanno circolando diversi screenshot di messaggi che fanno riferimento a un possibile appuntamento in città. Le schermate riportano testi differenti, ma tra gli elementi che ricorrono c’è il richiamo alla Francia, dove recenti manifestazioni sono degenerate in episodi di violenza.

La diffusione dei contenuti ha spinto le autorità ad approfondire la situazione. Per il pomeriggio di oggi è stata convocata in Prefettura una riunione straordinaria del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica (COSP), chiamato a esaminare le segnalazioni e a valutare le eventuali misure preventive.

Resta da chiarire se gli annunci corrispondano a un’iniziativa concreta, chi li abbia diffusi e quale potrebbe essere la partecipazione. Al momento, infatti, non è stata accertata l’esistenza di un’organizzazione alle spalle del possibile ritrovo.

Allerta a Lecco per possibili proteste: messaggi su TikTok nel mirino

Tra le espressioni che hanno attirato l’attenzione compare la frase «A Lecco come in Francia», accompagnata dal riferimento a martedì 20 ottobre alle 16. Il materiale condiviso online comprende più screenshot, con formulazioni non identiche

Saranno gli accertamenti delle autorità a dover chiarire l’origine delle schermate e l’attendibilità delle informazioni riportate. La preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità che un eventuale raduno possa degenerare in disordini, con conseguenze per la sicurezza pubblica e per le attività commerciali del centro.

A rendere più delicato il quadro sono i disordini registrati a Milano sabato 17 ottobre. Una manifestazione legata al costo della vita, all’aumento dei prezzi dei carburanti e alla pressione fiscale è degenerata in scontri con le forze dell’ordine e danneggiamenti nel centro cittadino.

Durante gli episodi sono stati lanciati oggetti contro gli agenti e sono state danneggiate attività commerciali e strutture urbane. Tensioni sono state segnalate anche in altre città, mentre il riferimento alla Francia presente nei messaggi diffusi a Lecco ha contribuito ad accrescere l’attenzione.

La riunione in Prefettura servirà a fare il punto sulle informazioni disponibili e a stabilire se siano necessari interventi specifici in vista di martedì.

Il centro di Lecco è già sottoposto a particolare attenzione sul fronte della sicurezza. Dalla fine di marzo è in vigore una zona a vigilanza rafforzata nell’area compresa tra la stazione ferroviaria e il centro storico, misura prorogata fino al 7 gennaio 2027 dal prefetto Paolo Ponta.

Proprio DOMANI, martedì 20 ottobre il Consiglio regionale è inoltre chiamato a discutere la mozione della Lega per estendere a Lecco l’operazione «Strade sicure», dopo il rinvio della seduta prevista il 6 ottobre.

Una vicenda distinta riguarda Como, dove stanno circolando screenshot di una presunta conversazione WhatsApp relativa a un ritrovo fissato per sabato 24 ottobre alle 15 in piazza Vittoria. Nei messaggi comparirebbero riferimenti a possibili assalti ai negozi, danneggiamenti e modalità di partecipazione finalizzate a provocare disordini. Le immagini sono state segnalate alle forze dell’ordine e sono in corso le verifiche.

Sulla questione è intervenuto il deputato erbese della Lega Eugenio Zoffili, che ha riferito di aver contattato personalmente il questore di Como, Filippo Ferri, per esprimere la propria preoccupazione.

«Le notizie sulle chat in cui si organizzerebbero assalti ai negozi, saccheggi e devastazioni a Como per sabato 24 ottobre sono di una gravità assoluta – il commento del deputato erbese della Lega Eugenio Zoffili – A chi minaccia di seminare caos e paura nella nostra città, assaltare negozi, aggredire cittadini e Forze dell’Ordine, diciamo forte e chiaro: Como non vi vuole e non sarà terra di conquista per violenti e delinquenti, siano essi maranza, estremisti di sinistra, Antifa, ProPal, anarchici o antagonisti che si presentano con l’immancabile bandiera della Palestina. Dopo le vergognose scene di guerriglia urbana viste a Milano, in altre città italiane, in Francia e all’estero, nessuno pensi di poter fare altrettanto a Como. Chi verrà a Como per commettere reati dovrà risponderne davanti alla legge e passerà seri guai. Nessuna tolleranza per la violenza, nessuna impunità per i responsabili. Ho già sentito personalmente il Questore di Como, Filippo Ferri, al quale ho espresso la mia forte preoccupazione per quanto emerso dalle chat che stanno circolando e ribadito la piena fiducia nel suo operato e in quello di tutte le Forze dell’Ordine, anche in relazione all’indispensabile attività di prevenzione già in corso. La sicurezza dei cittadini, dei commercianti, delle famiglie comasche e dei turisti viene prima di tutto. Giù le mani dalla nostra città. Como non si tocca!».

Per Lecco, il punto centrale resta dunque la verifica dei messaggi diffusi online e delle segnalazioni raccolte. Solo gli accertamenti potranno chiarire se l’appuntamento annunciato si concretizzerà e quale sarà la sua effettiva portata.