furto

Razzia di computer al campus del Politecnico

Dalle telecamere spunta un sospetto che si muoveva a colpo sicuro

Razzia di computer al campus del Politecnico
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Un blitz rapido, studiato nei dettagli ed eseguito sfruttando con cinica precisione il momentaneo e fisiologico svuotamento delle aule nell’ora di pranzo. È l’episodio di microcriminalità che si è consumato lunedì 5 ottobre 2026 all’interno del Polo territoriale di Lecco del Politecnico, lasciando sgomenti e amareggiati diversi giovani universitari a cui sono stati sottratti i propri dispositivi personali.

Razzia di computer al campus del Politecnico

I fatti si sono svolti all’incirca nella finestra temporale compresa tra le 13 e le 14. Un gruppo di studenti iscritti al terzo anno di corso si era allontanato dall’aula didattica per concedersi la consueta pausa pranzo, lasciando i propri zaini e notebook riposti sui banchi e sulle cattedre. Un gesto d’abitudine e di fiducia condivisa che, all’interno del campus lecchese, ha sempre rappresentato la norma, considerando che in passato non si erano mai registrati episodi di questo genere o situazioni di allarme legate alla sicurezza degli spazi interni.

Al rientro in classe al termine della pausa, tuttavia, la sgradita sorpresa: circa cinque notebook di ultima generazione erano svaniti dai banchi, senza che nessuno dei presenti nelle aree limitrofe si accorgesse di movimenti sospetti. Sull’accaduto sono scattate immediatamente le indagini condotte dalla Polizia di Stato, allertata dai diretti interessati. Gli agenti intervenuti hanno avviato gli accertamenti di rito e stanno analizzando con scrupolo le immagini registrate dal circuito chiuso di videosorveglianza installato all’interno e all’esterno del complesso universitario, con l’obiettivo di ricostruire i passaggi dell’incursione e risalire all’identità del responsabile.

Dai primi riscontri sull’esame dei filmati, a mettere a segno il colpo sarebbe stato un uomo. I suoi movimenti all’interno dell’edificio appaiono lucidi e ponderati Un dettaglio che sembra far pensare a una conoscenza dei luoghi.

Oltre al danno economico, considerando l’elevato valore commerciale dei computer rubati, resta per gli studenti coinvolti un fortissimo disagio pratico legato alla perdita di appunti, tesi, file di progetto e materiali di studio accumulati nel tempo, proprio in una fase cruciale del loro percorso accademico. Mentre le Forze dell’ordine proiettano le loro verifiche sui dettagli emersi dai nastri per identificare il sospetto, tra i frequentatori del Polo cresce l’invito alla massima prudenza nell’attesa che venga fatta piena luce sulla vicenda.