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Regolamento edilizio, riparte l’iter: recepite le osservazioni di ATS e riscritte alcune di norme

A illustrare lo stato dell'arte è stato il vicesindaco Carlo Piazza, che ha ripercorso le tappe dell'iter amministrativo ereditato dalla precedente amministrazione

Regolamento edilizio, riparte l’iter: recepite le osservazioni di ATS e riscritte alcune di norme
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Non un semplice aggiornamento, ma una revisione profonda del testo. È questa la strada intrapresa dall’amministrazione comunale di Lecco sul nuovo regolamento edilizio, tornato al centro del confronto nella Quinta Commissione consiliare riunitasi giovedì sera, 15 ottobre 2026. Un percorso che, dopo le osservazioni arrivate da enti, professionisti e cittadini, ha portato gli uffici a mettere mano in modo sostanziale al documento adottato nei mesi scorsi, con l’obiettivo dichiarato di costruire uno strumento più completo, coordinato e condiviso.

Regolamento edilizio, riparte l’iter: recepite le osservazioni di ATS e riscritte alcune di norme

A illustrare lo stato dell’arte è stato il vicesindaco Carlo Piazza, che ha ripercorso le tappe dell’iter amministrativo ereditato dalla precedente amministrazione. Il cronoprogramma prevedeva infatti l’adozione del regolamento in Consiglio comunale il 30 marzo, seguita dal deposito degli atti, dalla richiesta del parere ad ATS Brianza e dalla fase dedicata alla presentazione delle osservazioni.

Proprio durante questo periodo sono arrivati numerosi contributi: quelli di Ance Lecco e Sondrio, dello Sportello Unico per l’Edilizia, di ATS Brianza e undici osservazioni presentate da privati cittadini. Un insieme di rilievi che ha evidenziato criticità tali da rendere necessaria una revisione complessiva del testo.

Determinante, in particolare, il parere favorevole espresso da ATS Brianza il 7 luglio scorso, subordinato però all’accoglimento di osservazioni che interessavano ben 28 articoli del regolamento. Le indicazioni riguardavano temi molto diversi tra loro: dalle dichiarazioni di inagibilità alle indagini ambientali preliminari, dalle regole per scavi e demolizioni alle misure di prevenzione del gas radon, fino agli aspetti legati alla qualità dei suoli, alla raccolta differenziata, all’approvvigionamento idrico e alle caratteristiche degli edifici residenziali.

Tra i punti maggiormente interessati dalle modifiche figurano la definizione dei locali destinati ad abitazione, le altezze minime degli ambienti, i parametri di ventilazione e aerazione, scale, ascensori, parapetti, piani interrati, seminterrati e sottotetti.

A seguito delle osservazioni, lo Sportello Unico per l’Edilizia, guidato dall’architetto Visco Gilardi, ha avviato un confronto con gli uffici Urbanistica, Ambiente e Viabilità, arrivando a una rielaborazione organica del documento. Il nuovo testo, ha spiegato Piazza, è stato allineato alle disposizioni igienico-sanitarie del regolamento locale d’igiene e al decreto ministeriale del 1975, introducendo inoltre una serie di norme di carattere ambientale e un riordino generale della disciplina.

L’obiettivo è quello di concentrare in un unico strumento tutte le disposizioni di riferimento, evitando sovrapposizioni e rendendo più agevole la consultazione delle regole per professionisti e cittadini.

I numeri danno la dimensione del lavoro svolto: sono stati introdotti undici nuovi articoli, modificati ventisei articoli esistenti ed eliminati nove articoli ritenuti superati o ridondanti.

Tra gli interventi più significativi figurano le norme relative a scavi e demolizioni, ritrovamenti archeologici e ordigni bellici, caratteristiche degli alloggi, aerazione e ventilazione degli ambienti, soppalchi, canne fumarie, tutela del suolo e del sottosuolo, bonifiche, allacciamenti tecnologici e sistemi di raccolta differenziata. Ulteriori modifiche hanno riguardato le pratiche edilizie, il certificato di destinazione urbanistica, i pareri preventivi, la comunicazione di inizio lavori, il contenimento dei consumi idrici, le recinzioni, il verde pubblico e privato, le coperture e i sistemi di smaltimento delle acque meteoriche.

Il percorso verso l’approvazione definitiva è però ancora aperto. Come spiegato dal vicesindaco, dopo l’avvio del nuovo confronto lo scorso 8 ottobre, il prossimo passaggio sarà l’incontro in programma il 22 ottobre con Ance e gli ordini professionali. Successivamente il testo tornerà in Consiglio comunale per la riadozione, dando il via a una nuova fase di partecipazione e raccolta delle osservazioni.

«Abbiamo scelto questo percorso perché volevamo che fosse il nuovo Consiglio comunale a essere protagonista di un atto approvato alla fine della precedente legislatura», ha spiegato Piazza, sottolineando la volontà della giunta di mantenere aperto il confronto sia con i gruppi consiliari sia con tutti i soggetti interessati. L’auspicio è quello di arrivare alla conclusione dell’iter nei primi mesi del prossimo anno.

Nel dibattito è intervenuta anche la vicepresidente della Commissione, Renata Zuffi, che ha chiesto chiarimenti sulle osservazioni formulate da ATS e sulle modalità di controllo e applicazione delle nuove disposizioni, sia per i futuri interventi edilizi sia rispetto alle situazioni esistenti.

Piazza ha confermato che tutte le 28 osservazioni formulate dall’azienda sanitaria sono state recepite e che l’amministrazione sarà chiamata a vigilare sulla loro effettiva applicazione.

Un chiarimento è arrivato infine anche sulla mancata accettazione delle undici osservazioni presentate dai privati cittadini. Sollecitato dal consigliere Fausto Crimella, il vicesindaco ha richiamato le motivazioni contenute nella delibera, spiegando che molti dei rilievi risultavano sovrapposti ad aspetti già affrontati nella revisione complessiva del regolamento. Con ATS, ha precisato, non vi è stata alcuna trattativa specifica: la scelta condivisa è stata quella di rimettere mano all’intero impianto normativo, adeguandolo alle indicazioni ricevute.

Ora la partita entra nella sua fase più delicata. Dopo mesi di osservazioni e correzioni, il Comune punta a dotarsi di un regolamento edilizio aggiornato e coerente con le normative vigenti. Un testo destinato a incidere concretamente sulla trasformazione della città e che, proprio per questo, l’amministrazione intende costruire attraverso il più ampio confronto possibile.