Monte Marenzo, Cisano Bergamasco e Calolziocorte uniscono le forze per chiedere di dare priorità alla messa in sicurezza della SS639, nel tratto che collega Cisano al Ponte Cesare Cantù. Sul tavolo la pericolosità di una strada stretta e molto trafficata, la necessità di intervenire sulla carreggiata esistente e la prospettiva di realizzare una nuova infrastruttura, a partire da una progettazione risalente al 1999. Per passare dalle richieste ai fatti, però, servono dati, risorse e un progetto d’insieme.
Lecco-Bergamo, i sindaci alzano la voce: «Questa strada deve diventare una priorità»
Una sala gremita, a testimonianza di quanto il tema sia sentito dal territorio. Al centro, una richiesta condivisa: intervenire su una strada che, secondo gli amministratori locali, non è più adeguata al traffico che attraversa quotidianamente la zona. È da questa esigenza che è nato l’incontro pubblico di ieri sera, martedì 13 ottobre 2026, a Monte Marenzo, promosso dai sindaci Paola Colombo, Antonella Sesana e Marco Ghezzi, che hanno invitato al confronto i rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali per portare all’attenzione del territorio le criticità della SS639 e discutere delle possibili soluzioni per il tratto tra Cisano Bergamasco e il ponte Cesare Cantù, a Calolziocorte.
«La nostra richiesta è che questo tratto di strada diventi una priorità», ha spiegato la sindaca di Monte Marenzo, Paola Colombo, sottolineando l’importanza della SS639, che rappresenta un collegamento fondamentale tra i territori delle province di Lecco e Bergamo. «La carreggiata, pur essendo a norma, è particolarmente stretta rispetto al traffico che la percorre quotidianamente, compresi i numerosi mezzi pesanti. Per noi l’allargamento è necessario, così come la realizzazione di una pista ciclabile che possa garantire maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti», ha continuato. Una situazione che si fa critica quando due autoarticolati si incrociano: lo spazio ridotto può costringere i mezzi a spostarsi verso il margine della carreggiata, danneggiandolo. A questo si aggiungono le condizioni del manto stradale e le preoccupazioni per la sicurezza di chi percorre quotidianamente questo tratto. Nel corso dell’incontro sono stati ricordati anche i numerosi incidenti verificatisi negli anni, alcuni dei quali mortali, oltre alle difficoltà che possono incontrare ciclisti e pedoni, in assenza di percorsi protetti.
La richiesta dei sindaci, dunque, non si limita alla sistemazione dell’asfalto. L’obiettivo è arrivare a un allargamento del tratto esistente o, più in generale, alla realizzazione di un nuovo collegamento che migliori la viabilità tra la zona di Cisano e Calolziocorte. Un intervento già previsto in una progettazione risalente al 1999, ma mai realizzato: l’idea è ora recuperare quel progetto e verificarne l’attualità, per capire in che misura possa essere ripreso e aggiornato.
La questione si inserisce nel più ampio progetto della Lecco-Bergamo, articolato in diversi lotti e interventi, tra cui le varianti di Cisano Bergamasco, Vercurago e Calolziocorte. Il primo lotto della variante di Cisano è in corso di realizzazione, mentre per gli altri interventi manca ancora una parte dei fondi necessari. Proprio per questo, è stata avanzata la proposta di anticipare il tratto tra la Levata e il ponte Cesare Cantù, senza dover necessariamente attendere il completamento delle altre opere. Una possibilità che richiede però di individuare con precisione i costi e le risorse necessarie.
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Anticipare i lavori, ma servono risorse e progettazione
Sulla possibilità di dare priorità a questo tratto si sono concentrati gli interventi dei rappresentanti regionali e provinciali, che hanno indicato i passaggi necessari per portare avanti la richiesta. Il punto è fare una distinzione: intervenire sulla strada già esistente, con lavori di manutenzione, e realizzare un nuovo tracciato, che richiede una progettazione adeguata e risorse economiche più consistenti.
Il sottosegretario regionale Mauro Piazza ha richiamato il ruolo di Anas, società responsabile della gestione delle strade del territorio, indicando nel confronto con la società uno dei passaggi necessari per portare avanti l’intervento: «Quello che può fare Regione Lombardia è chiedere che venga inserita nel contratto di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e Anas la realizzazione di questa parte di infrastruttura». E poi, invece, «per quanto riguarda la manutenzione del tratto di strada esistente, si può avviare un confronto diretto con Anas per individuare gli interventi necessari».
Anche il vicepresidente della Provincia di Lecco, Mattia Micheli, ha confermato la disponibilità dell’ente a sostenere le richieste del territorio. Nel suo intervento ha ricordato come le modifiche alla viabilità legate ai lavori sul ponte di Brivio abbiano riversato ulteriore traffico sulle strade della zona, aggravando criticità già presenti: «L’obiettivo è far comprendere ai vertici di Anas l’importanza di questo collegamento e lavorare affinché il tratto possa essere realizzato anche prima degli altri lotti».
Sul fronte regionale, il consigliere Gian Mario Fragomeli ha indicato la possibilità di lavorare per anticipare l’intervento proprio perché il tratto presenta minori complessità di realizzazione rispetto ad altri lotti: «È meno oneroso dal punto di vista dei lavori e, proprio per questo, potrebbe diventare una priorità. Il primo passo è riuscire a inserirlo in un documento regionale, per poi avviare un percorso con Anas e individuare le risorse necessarie».
Una prospettiva sulla quale si è soffermato anche il consigliere regionale bergamasco Davide Casati. «È importante lavorare come area, essere uniti e compatti per intercettare le risorse disponibili», ha sottolineato, richiamando la necessità di una strategia condivisa tra i territori delle due province.
Per trasformare la richiesta in un progetto concreto, tuttavia, occorre uno studio tecnico che consenta di definire l’intervento e stimarne i costi. Il consigliere regionale Giacomo Zamperini ha invitato gli amministratori a fare fronte comune: «Create voi, dal basso, un progetto unitario che non guardi al colore politico o alle divisioni territoriali, ma agli interessi complessivi. E mantenete coinvolti i cittadini, perché la loro partecipazione è importante».
Il tema della sicurezza, come emerso dal confronto, può diventare la chiave per chiedere priorità sugli interventi. Tuttavia, «la richiesta deve essere documentata con dati e analisi capaci di dimostrare la necessità dell’opera», aggiungendo che sarà fondamentale raccogliere dati sull’incidentalità stradale.
Diversi anche gli interventi da parte dei cittadini. A richiamare la necessità di una visione complessiva è stato Paolo Cola, residente e presidente del comitato “Insieme, per una diversa Lecco-Bergamo”: «Non abbiamo ancora visto un progetto di massima dell’intera Lecco-Bergamo. Si sta frazionando un collegamento stradale che, invece, dovrebbe essere pensato come un’unica direttrice. Serve una visione d’insieme che coinvolga tutti i sindaci, da Lecco a Bergamo, e permetta di affrontare la viabilità nel suo complesso, senza limitarsi ai lotti». Il timore è che una pianificazione concentrata sui singoli tratti, ciascuno seguito dalle Amministrazioni interessate, finisca per disperdere gli sforzi senza garantire una strategia comune. Da qui l’appello a costruire una proposta unitaria, capace di rappresentare gli interessi dell’intero territorio.
La riunione si è chiusa con l’impegno a proseguire il confronto: l’obiettivo è ritrovarsi entro un mese, dopo aver coinvolto Anas e gli enti interessati, per verificare quali interventi siano possibili e come portare avanti la richiesta di dare priorità al tratto tra Cisano Bergamasco e il ponte Cesare Cantù.
Martina Brambilla
