sviluppo economico

Lecco un polo per riabilitazione e longevità con la nuova ZIS

Il progetto HRL, guidato da La Nostra Famiglia, è la seconda Zona di Innovazione e Sviluppo riconosciuta da Regione Lombardia: in rete sanità, università e imprese del territorio

Lecco un polo per riabilitazione e longevità con la nuova ZIS
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Riabilitazione, biomeccanica e ingegneria applicata allo sport sono da tempo un tratto distintivo del Lecchese, e ora diventano la base di un ecosistema riconosciuto dalla Regione. Il progetto HRL – Healthcare, Rehabilitation and Longevity, con capofila l’associazione La Nostra Famiglia, è infatti la seconda Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) lombarda, dopo quella dedicata alla meccatronica nel Bergamasco (B.R.I.D.g.E.). Come quest’ultima, entra nella fase 2, quella che prepara la realizzazione concreta dell’ecosistema. L’obiettivo è mettere in relazione competenze cliniche, ricerca, imprese e trasferimento tecnologico in settori che vanno dal medtech alla salute digitale, fino al wellness avanzato e alla cosiddetta longevity economy.

Una rete tra sanità, università e imprese

Il territorio di Lecco è indicato come hub scientifico, clinico e sperimentale, attorno al quale si muovono soggetti pubblici e privati. Accanto a La Nostra Famiglia partecipano la Congregazione delle Suore infermiere dell’Addolorata, l’ASST di Lecco, la Fondazione Don Carlo Gnocchi ETS – IRCCS, l’Associazione Univerlecco Sondrio, la Fondazione Politecnico di Milano e il Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Lecco. Per il mondo produttivo ci sono OPIQUAD, Elemaster, DIGITEC, Permedica e Gf4biz, mentre Provincia di Lecco, Confindustria Lecco e Sondrio e Confcommercio Lecco completano il quadro. Per l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, il punto di partenza è la vocazione dell’area: ù

“Il Lecchese ha una competenza riconosciuta nella riabilitazione, nella biomeccanica e nella ricerca applicata. Con HRL vogliamo valorizzare questo patrimonio, mettendo ‘a sistema’ sanità, università, centri di ricerca e imprese. È così che una specializzazione territoriale può diventare una filiera competitiva e generare nuove opportunità di lavoro e di crescita economica. Questa è la direzione della nostra politica industriale: rafforzare ciò che la Lombardia sa già fare e confermare la propria forza attrattiva, oggi da Lecco per essere riferimento Europeo”.

Un hub di ricerca e un laboratorio diffuso

Il Masterplan prevede un hub per ricerca, sperimentazione e validazione clinica, collegato a quattro ambiti: Industriale e Tecnologico, Data Driven e Policies, Wellness Avanzato e Turismo, Finance & Scaling. L’idea è seguire le soluzioni lungo tutto il percorso, dal prototipo alla validazione, fino all’industrializzazione e all’ingresso sul mercato. A questo si affianca un Living Lab diffuso, che collega laboratori, centri di riabilitazione, strutture sanitarie e contesti reali di utilizzo, e in cui trovano spazio anche Villa Beretta e l’IRCCS Eugenio Medea. Il progetto prevede inoltre strumenti condivisi per raccogliere e utilizzare dati clinici, riabilitativi e funzionali, anche a supporto di modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale.

Imprese, formazione e politica industriale

La ZIS vuole rendere più continuativo l’accesso di imprese e startup a competenze, infrastrutture e percorsi di sperimentazione, con attività di formazione, accompagnamento imprenditoriale e collegamento con investitori. Anche la formazione, universitaria e continua, sarà legata alle figure richieste da medtech, salute digitale e sistemi assistenziali innovativi. Sullo sfondo c’è la strategia regionale sulle ZIS, che Guidesi inquadra così:

“Con le Zone di Innovazione e Sviluppo Regione Lombardia sta facendo una precisa scelta di politica industriale – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi –: partire dai territori, dalle loro competenze e dalle loro imprese per costruire ecosistemi capaci di generare innovazione, talenti e maggiore competitività. La scommessa delle ZIS è proprio questa: non limitarci a sostenere singoli progetti, ma creare le condizioni perché ricerca, innovazione e capitale umano possano trasformarsi in qualità, imprese, investimenti e innovazione”.