grande onore

Robert Harris porta a Lecco la grande narrativa internazionale: a lui il Premio Manzoni alla Carriera 2026

Lo scrittore britannico, autore di «Fatherland», «Pompei» e «Conclave», sarà premiato il 7 novembre. Stefano Motta: «Uno dei più grandi scrittori del pianeta. E viene a Lecco, non a Milano, Londra o Roma»

Robert Harris porta a Lecco la grande narrativa internazionale: a lui il Premio Manzoni alla Carriera 2026
Aggiungi Prima Lecco alle tue fonti preferite

Lecco si prepara ad accogliere uno dei grandi nomi della narrativa internazionale. È Robert Harris il vincitore del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città di Lecco alla Carriera 2026, riconoscimento che quest’anno oltrepassa i confini italiani per arrivare a uno degli autori britannici più conosciuti e apprezzati a livello mondiale.

La consegna del Premio è in programma sabato 7 novembre alle 21 all’auditorium della Camera di Commercio Como-Lecco, in via Tonale. Sarà una serata-evento durante la quale Harris avrà l’occasione di incontrare il pubblico lecchese, raccontando il proprio percorso umano e letterario. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione attraverso il sito di Leggermente. 

A svelare il nome del prescelto oggi, giovedì 8  ottobre 2026, è stato Eugenio Milani, presidente dell’Associazione 50&Più Confcommercio Lecco, che ha spiegato il significato del riconoscimento : «Il Premio alla Carriera rappresenta un valore aggiunto per il Premio Letterario, perché offre al pubblico l’opportunità di riscoprire le opere e il percorso di un artista, attraverso un importante contributo di esperienza».

La scelta di Harris è stata compiuta dal presidente di 50&Più Lecco, Eugenio Milani, insieme alla Giuria Tecnica, presieduta da Ermanno Paccagnini e composta da Sara Chiappori, Mattia Conti, Stefano Motta e Mauro Novelli.

Non ha nascosto la propria gioia Stefano Motta, che ha raccontato anche l’attesa lunga dodici anni per vedere arrivare a Lecco un autore come Harris: «Sono 12 anni che faccio parte della giuria e da 12 anni aspetto questo momento. Harris ha un talento che soltanto i grandi scrittori hanno: quello di vedere al di là del proprio tempo. C’è molto di Manzoni in lui, nell’ironia e in quel garbo che probabilmente solo gli inglesi hanno. C’è una gradevolezza nella sua prosa che io, e tutti noi, invidiamo da sempre. Credo che tra tutti i vincitori questo sia uno dei più grandi scrittori del pianeta. E viene a Lecco, non a Milano, a Londra o a Roma: a Lecco».

A entrare nel cuore della narrativa di Harris è stato quindi Mattia Conti, anche lui componente della Giuria, soffermandosi sulla capacità dello scrittore britannico di parlare del presente attraverso la storia: «I suoi romanzi storici dicono molto dell’attualità. I suoi personaggi guardano, come guarderemmo noi, alle loro scelte, alle loro cadute, ai dilemmi morali. Si trovano invischiati nella grande storia, che procede sempre con una macchina quasi orologeria. Per questo spesso i suoi romanzi sono dei thriller: perché quando guardo la storia pubblica, quando guardo gli intrighi del potere, quando guardo gli uomini che hanno fatto la storia, di fatto è sempre un meccanismo da thriller. Ma ha anche la forza del grande narratore di romanzi storici, che non ci fa sentire il nozionismo fine a se stesso, ma ci fa entrare in momenti costruiti perfettamente».

 

Per il Premio Manzoni si tratta quindi di un’edizione dal respiro particolarmente internazionale. Harris, nato nel 1957 e laureato all’Università di Cambridge, prima di dedicarsi alla narrativa ha lavorato come giornalista alla Bbc, affermandosi anche come commentatore dell’«Observer» e del «Sunday Times». Il debutto letterario arriva nel 1992 con «Fatherland», romanzo che lo impone all’attenzione del pubblico e della critica. Da quel momento prende forma una carriera costellata di bestseller e opere capaci di intrecciare ricostruzione storica, politica, potere e suspense.

 

Tra i suoi libri più noti figurano «Enigma», pubblicato nel 1996, «Pompei» del 2003 e la trilogia ambientata nell’antica Roma composta da «Imperium», «Conspirata» e «Dictator». Nel suo percorso trovano spazio anche «Il Ghostwriter», dal quale è stato tratto il film «The Ghost Writer» diretto da Roman Polanski, e «L’ufficiale e la spia», portato anch’esso sul grande schermo dal regista polacco.

Un altro capitolo fondamentale della produzione di Harris è «Conclave», pubblicato nel 2016 e successivamente diventato un film diretto da Edward Berger, con Ralph Fiennes protagonista. La pellicola ha ottenuto importanti riconoscimenti, arrivando anche agli Oscar per la sceneggiatura ispirata al romanzo dello scrittore britannico.

A sottolineare il valore della cultura come strumento di crescita della comunità è stato Fabio Dadati, presidente di Confcommercio Lecco e padrone di casa della presentazione: «Cultura e lettura sono determinanti per il sostegno e la crescita della comunità. Crediamo moltissimo in Assocultura: in un momento in cui calano i negozi e, con essi, anche le relazioni, non abbiamo molti antidoti se non la cultura e quello spirito critico che nasce dalla lettura. Sono particolarmente contento del nome del vincitore. Nei suoi romanzi ha saputo anticipare temi che sono diventati centrali, tra cui alcuni dei grandi temi del nostro tempo».

Sulla stessa linea anche l’assessore alla Cultura di Palazzo Bovara Cinzia Bettega, che ha ribadito il convinto sostegno dell’Amministrazione all’iniziativa: «È un’iniziativa alla quale il Comune aderisce convintamente e che sosterrà, perché si inserisce perfettamente nella programmazione del Fuori Festival di Lecco Città dei Promessi Sposi. Il legame tra Lecco e Manzoni è indissolubile e va continuamente attualizzato e valorizzato. L’iniziativa si inserisce molto bene anche nel nostro programma di promozione della lettura, che portiamo avanti attraverso la Biblioteca. Il piacere di leggere è indescrivibile. La collaborazione con Confcommercio ci sarà sempre e la nostra intenzione è renderla ancora più strutturata, coinvolgendo sempre di più il territorio».

Anche Acinque, main sponsor del Premio, ha confermato il proprio sostegno alla manifestazione. A spiegarne le ragioni è stato Stefano Simonetti, presidente di Acinque Energia: «Acinque è orgoglioso di sostenere questa iniziativa perché la nostra società partecipa attivamente allo sviluppo economico, ma vuole avere un ruolo anche nella crescita culturale e sociale del territorio. La cultura è la forma di energia più importante, perché è quella che alimenta le persone. Non c’è progresso senza curiosità e, proprio per questo, investiamo in iniziative come questa».

L’arrivo di Harris a Lecco si inserisce nella storia di un Premio che da quasi vent’anni ha costruito un rapporto sempre più stretto tra letteratura, cultura e territorio. Il Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città di Lecco nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare la tradizione culturale lecchese e il legame profondo della città con la figura e l’opera di Alessandro Manzoni.

Il Premio è promosso dall’Associazione 50&Più Lecco, in collaborazione con Assocultura Confcommercio Lecco, il Centro Nazionale di Studi Manzoniani e il Comune di Lecco, con il contributo di Acinque, main sponsor, e della Camera di Commercio di Como-Lecco.

La storia della manifestazione comincia nel 2005, con l’istituzione del Premio Romanzo Storico, destinato a un’opera narrativa in lingua italiana pubblicata in volume. Nel corso degli anni il riconoscimento ha premiato autori come Antonia Arslan, Alessandro Barbero, Boris Pahor, Dacia Maraini, Luis Sepulveda, Carlo Lucarelli, Claudio Magris e Corrado Augias, confermando il peso assunto dalla manifestazione nel panorama culturale nazionale.

Nel 2008 arriva invece il Premio alla Carriera, pensato per rendere omaggio a personalità che abbiano saputo distinguersi per un significativo impegno culturale e civile. Nell’albo d’oro figurano, tra gli altri, Umberto Eco, Ermanno Olmi, Luca Ronconi, Mario Botta, Emanuele Severino, Paolo Conte, Dacia Maraini, Valerio Massimo Manfredi, Carlo Lucarelli, Claudio Magris, Liliana Cavani e Alessandro Barbero. Nel 2025 il riconoscimento è stato assegnato a Elisabetta Sgarbi.

L’edizione 2026 non si limita però al Premio alla Carriera. Il prossimo 10 ottobre alle 17, nella Sala Ticozzi di via Ongania, sarà infatti assegnato anche il Premio Romanzo Storico. A contenderselo saranno Giosuè Calaciura con «L’ammiraglio» (Sellerio), Eleonora Marangoni con «L’imperdibile» (Feltrinelli) e Piera Ventre con «Stella randagia» (NN Editore).

Saranno i lettori della Giuria popolare a determinare il vincitore tra i tre finalisti. Lo spoglio delle schede si svolgerà direttamente durante la cerimonia e sarà curato dal notaio Federica Croce. L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata sul sito di Leggermente.

Due appuntamenti diversi, dunque, ma uniti dalla stessa idea: fare della letteratura un punto d’incontro tra il patrimonio culturale di Lecco e una platea sempre più ampia. E quest’anno, con Robert Harris, il Premio Manzoni porta questa vocazione internazionale direttamente in città.

Foto di copertina Claudio Sforza