Più della metà delle stazioni ferroviarie lecchesi non consente a una persona in carrozzina, o anche semplicemente con le stampelle, di salire autonomamente su un treno. È il dato, tutt’altro che rassicurante, portato all’attenzione da Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Partito Democratico, che ieri mattina, mercoledì 7 ottobre 2026, ha presentato a Milano, a Palazzo Pirelli, i primi risultati di una ricerca sull’accessibilità delle stazioni ferroviarie lombarde.
I numeri parlano chiaro. A livello regionale, il 35% delle stazioni gestite da RFI non garantisce, attraverso ascensori o servoscala, l’accesso a tutti i binari. Ancora più significativo il dato relativo alla possibilità di salire sul treno senza superare dislivelli tra banchina e ingresso del vagone: il 65% delle stazioni non garantisce questa possibilità.
In provincia di Lecco 15 stazioni su 28, pari al 54%, non consentono l’accesso autonomo al treno.
Lecco, stazioni ferroviarie ancora senza accesso per tutti: 15 su 28 bocciate
È su questi numeri che il Pd annuncia battaglia in Consiglio regionale, dove la prossima settimana sarà discusso il Piano regionale della Mobilità e dei trasporti, il documento decennale di programmazione delle infrastrutture approvato dalla giunta guidata da Attilio Fontana. A presentarlo, insieme a Fragomeli, sono stati il capogruppo dem Pierfrancesco Majorino e il consigliere Simone Negri.
«Noi daremo battaglia su molti fronti, perché il modello che questo piano ripropone non risolve i problemi dei trasporti e della mobilità in Lombardia – dichiara il consigliere regionale Pd – Ma il tema dell’accessibilità è fondamentale. Noi crediamo che il diritto alla mobilità debba essere garantito a tutti, e oggi così non è, se pensiamo che per le persone con disabilità, o a ridotta mobilità, prendere un treno nelle nostre stazioni è spesso proibitivo. Guardiamo alle stazioni gestite dal RFI, che sono la stragrande maggioranza: in una su tre non è possibile accedere ai binari successivi al primo, per mancanza di ascensori, ma attenzione, se consideriamo la possibilità di accedere autonomamente, quindi senza dislivello tra la banchina e il treno, nel 65% delle stazioni questo è impossibile perfino sul primo binario!».
Il problema riguarda da vicino anche il territorio lecchese.
«Anche a Lecco la situazione è complicata, visto che in 15 stazioni su 28 una persona in carrozzina o anche solo con le stampelle non può salire su un treno da sola, per lo scalino troppo alto».
Tra gli esempi citati dal consigliere regionale c’è quello di Calolziocorte. «Quella di Calolzio è una stazione classificata come plus, quindi media, che è uno snodo tra la Lecco-Milano e la Lecco-Bergamo, dove non è garantito l’accesso ai disabili a tutti i 4 binari e pertanto nemmeno ai treni!».
Da qui la critica al Piano regionale decennale della Mobilità e dei trasporti. «Io credo che sia davvero incredibile che il Piano regionale decennale della giunta Fontana non si occupi minimamente di questo, che il tema del diritto all’accesso alle stazioni ferroviarie non trovi uno straccio di riferimento!».
Per Fragomeli, l’abbattimento delle barriere architettoniche dovrebbe invece diventare una priorità della programmazione regionale dei prossimi dieci anni.
«Ciò significa che la destra non pensa, come invece pensiamo noi, che l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni debba diventare un impegno da risolvere almeno nei prossimi dieci anni. Il diritto all’accessibilità deve essere garantito a tutti, nelle stazioni grandi ma anche in quelle medie, fino a quelle piccole e per questo ci batteremo in Aula».
Una battaglia che, annuncia il consigliere dem, non riguarderà soltanto l’accessibilità. «Come ci batteremo su un altro tema che limita fortemente la disponibilità delle persone a scegliere il treno, che è la sicurezza».

