Le giubbe gialle del Piedibus, le Penne nere, i volontari e le volontarie della parrocchia e del Mato Grosso, i cantori del coro. C’era tutta Garlate nel pomeriggio di oggi, mercoledì 7 ottobre 2026, stretta attorno a Gabriella Rosa. Una comunità intera si è fermata per accompagnare nel suo ultimo viaggio una donna che se n’è andata troppo presto, in modo assurdo e violento, a pochi passi da casa.
Straziante addio a Gabriella Rosa, travolta sulla Provinciale
La chiesa parrocchiale non è riuscita a contenere tutto il dolore di un paese che ha voluto esserci, che ha sentito il bisogno di stringersi attorno alla famiglia della 74enne, morta in seguito al gravissimo incidente stradale avvenuto mercoledì 30 settembre a Garlate. Una morte improvvisa e incomprensibile, arrivata mentre Gabriella stava semplicemente facendo quella che per lei era una consueta passeggiata con un’amica. Entrambe sono state investite e Gabriella, dopo quattro giorni di agonia, si è spenta all’ospedale Manzoni di Lecco. È successo sulla Provinciale. «Una strada asfaltata con il sangue per i tanti morti che ci sono stati». È la frase pronunciata da un parrocchiano e ricordata durante l’omelia dal parroco, don Matteo Gignoli. Parole dure, che restituiscono tutta la drammaticità di una tragedia che ha spezzato una vita e lasciato una ferita profonda nella comunità.
Proprio pensando alle circostanze tragiche, assurde e difficili da accettare in cui Gabriella è morta, il sacerdote ha rivolto un invito che è stato anche un monito: «Alla prudenza, al rispetto, all’attenzione, perché il pericolo è dietro l’angolo, anche dove non ce lo aspettiamo». E nessuno, quel giorno, si aspettava che proprio una passeggiata così semplice potesse trasformarsi in tragedia. Gabriella è stata investita mentre camminava insieme all’amica Viola, rimasta a sua volta ferita. «Preghiamo anche per lei, perché si riprenda il prima possibile dalle ferite e dal dolore per la perdita di Gabriella, che per lei era una sorella» ha detto ancora don Gignoli. «Se oggi siamo qui così in tanti è per dare il nostro senso della partecipazione, per far sentire la nostra vicinanza, la nostra solidarietà, il nostro amore ai cari di Gabriella. Perché era una donna che ha dato tanto nella vita. Vi siamo vicini davanti a una morte così violenta, così drammatica, che lascia davvero senza parole».
Parole pronunciate davanti a una chiesa gremita, mentre il dolore per una perdita tanto improvvisa si mescolava al ricordo della vita di Gabriella e di tutto ciò che aveva saputo donare agli altri. «Noi cristiani abbiamo però la certezza che nella Risurrezione di Gesù c’è una promessa per ogni uomo. La Risurrezione è la primizia della vita che ci attende, è la speranza che ci viene consegnata anche oggi. Di fronte alla morte, soprattutto quando arriva in maniera così violenta e improvvisa, tutto questo diventa ancora più difficile da comprendere. Ma proprio in questi momenti la fede ci invita a non fermarci soltanto al dolore, bensì ad affidarci alla speranza della Risurrezione».
Poi il ricordo di tutto ciò che Gabriella era stata per gli altri: una presenza discreta ma preziosa, capace di spendersi per la comunità in tanti modi. «Gabriella ha dato tanto. Si è prodigata per gli Alpini accanto al marito Guido. Si è impegnata in favore dei bambini della scuola come volontaria del servizio Piedibus, accompagnandoli e proteggendoli. Si è spesa in parrocchia, nel coro». Un impegno quotidiano, fatto di gesti semplici e di presenza, che mercoledì è tornato tutto insieme davanti alla bara di Gabriella, attraverso quelle stesse persone che aveva incontrato, aiutato e accompagnato negli anni. «La pienezza di una vita non si misura dal numero degli anni, ma dalla rettitudine dell’anima. Noi avremmo voluto trascorrere più tempo con Gabriella, ma anche se è morta prematuramente lei ora è nella luce del Signore».
Prima della fine della celebrazione, sull’altare hanno preso brevemente la parola gli Alpini, che hanno ringraziato Gabriella per la sua costante, allegra e preziosa presenza a tutti gli eventi. A nome della famiglia è stato poi letto un messaggio di ringraziamento a tutto il paese per la vicinanza dimostrata.
Un paese che non è riuscito a trattenere le lacrime quando un’amica si è rivolta direttamente a Gabriella. «Grazie per come hai vissuto per questa comunità, una comunità che per te era una famiglia e tu te ne sei presa cura con gesti concreti, quotidiani. La tua è stata una cura di chi si sporca le mani e non si perde in chiacchiere. Eri presente, sempre, e coltivavi le relazioni con costanza. Cara Gabriella, in paradiso ti accompagnino gli angeli e ti accolgano i poveri. Sì, i tuoi poveri. Quelli ai quali non hai mai fatto mancare la tua vicinanza, il tuo sostegno. Sentiremo la tua mancanza, ma oggi ancor di più sentiamo forte il compito di raccogliere il tuo testimone».
E forse è proprio questo il senso dell’ultimo saluto di Garlate a Gabriella: il dolore di una comunità che perde una delle sue presenze più preziose, ma anche la promessa di non disperdere tutto ciò che lei ha seminato negli anni. Perché il suo ricordo resterà nei bambini accompagnati a scuola, negli Alpini, nel coro, nella parrocchia e, soprattutto, nelle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarla.