SICUREZZA

Militari a Lecco, la mozione «Strade sicure» slitta al 20 ottobre

La Lega chiede di inserire anche il capoluogo lecchese tra le città presidiate da «Strade Sicure». Dalla Camera arriva intanto il via libera a un atto di indirizzo per portare il contingente nazionale a 10mila militari

Militari a Lecco, la mozione «Strade sicure» slitta al 20 ottobre
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La mozione della Lega per inserire anche Lecco tra i capoluoghi lombardi interessati dall’Operazione «Strade sicure» non è stata discussa ieri, martedì 6 ottobre 2026, come inizialmente previsto. La trattazione in Consiglio regionale è stata infatti rinviata a martedì 20 ottobre.

Militari a Lecco, la mozione Strade sicure slitta al 20 ottobre

Il documento chiede di estendere la presenza dei militari anche nei territori oggi privi di un presidio stabile, tra cui quello lecchese. A sostenerne l’opportunità è Mauro Piazza, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia e consigliere regionale della Lega, che indica in particolare la stazione ferroviaria, i punti di interscambio e le aree più frequentate come possibili luoghi di presidio.

La mozione impegna inoltre la Regione a chiedere al Governo maggiori risorse per ampliare Strade Sicure e rafforzare i contingenti già presenti nelle altre province lombarde.

Intanto, sul fronte della sicurezza, arriva dalla Camera un’indicazione per ampliare ulteriormente la presenza dell’esercito sul territorio. La IV Commissione Difesa ha approvato giovedì scorso una risoluzione che chiede di portare a 10.000 i militari impegnati nell’operazione Strade Sicure, rispetto ai circa 6.800 attualmente impiegati: un incremento di almeno 3.200 unità.

La risoluzione non è però un provvedimento legislativo, ma un atto di indirizzo politico rivolto al Governo. Tra gli obiettivi indicati c’è il potenziamento dei punti di presidio e dei servizi di controllo mobili, soprattutto nelle aree ritenute più sensibili, comprese città, stazioni ferroviarie, zone di confine e aree vicine alle ambasciate.

Per sostenere l’ampliamento dell’operazione, il documento richiama anche la possibilità di reclutare nuovo personale, comprese figure «anche come ausiliari dell’Arma dei Carabinieri».