sanità lecchese

Liste d’attesa, oltre 200 ricorsi nel Lecchese: «Ora serve cambiare il sistema»

Gli Sportelli Salute di Lecco e Osnago passano dalle battaglie individuali a un ricorso collettivo. Nel mirino agende chiuse, tempi non rispettati e una presa in carico giudicata troppo frammentata

Liste d’attesa, oltre 200 ricorsi nel Lecchese: «Ora serve cambiare il sistema»

«A Lecco sembra non esistono più dermatologi». È una frase che fotografa, secondo i volontari dello Sportello Salute di Lecco, una situazione diventata ormai difficile da gestire. E a confermarlo sono i numeri: in un anno sono stati oltre 200 i ricorsi individuali presentati attraverso gli Sportelli Salute di Lecco e del Meratese, con 92 pratiche gestite nel capoluogo e 114 a Osnago.

Liste d’attesa, oltre 200 ricorsi nel Lecchese: «Ora serve cambiare il sistema»

Ora, però, la battaglia fa un salto di livello. Il Coordinamento Lecco-Brianza per il diritto alla salute, che riunisce gli Sportelli Salute meratese e di Lecco e fa parte del Coordinamento degli Sportelli Salute della Lombardia, ha avviato un ricorso collettivo per chiedere un cambio di passo nella gestione delle liste d’attesa e, soprattutto, nella presa in carico dei pazienti.

Un percorso che nasce proprio dall’esperienza maturata sul campo attraverso centinaia di segnalazioni. «La stragrande maggioranza dei casi ne siamo usciti vincitori – spiega Milva Caglio – quello che non sono andati a buon fine riguardano principalmente persone che per paura hanno abbandonato il percorso e hanno deciso di rivolgersi al privato».

Le richieste hanno riguardato soprattutto prime visite ed esami, problemi legati alle priorità, agende chiuse e mancata disponibilità delle prestazioni, ma anche controlli, follow-up e ricoveri.

Quattro fronti di intervento

Sono quattro, in particolare, le tipologie di ricorso sulle quali intervengono gli Sportelli. «Il primo riguarda luoghi non adatti: abbiamo avuto casi di visite a ultraottantenni fissate in posti lontanissimi che non avrebbero potuto raggiungere. Poi ci sono i ricorsi relativi alle agende chiuse, che sono illegali».

È proprio il caso, tra gli altri, della Dermatologia di Lecco, dove la difficoltà a ottenere una prestazione viene indicata come uno dei problemi emersi dalle segnalazioni.

Il terzo fronte riguarda il mancato rispetto delle tempistiche previste dalla prescrizione medica. E qui gli esempi non mancano. È il caso di un lecchese che la scorsa settimana ha prenotato un polisonnogramma, l’esame che registra diversi parametri fisiologici durante il sonno per individuare disturbi come le apnee notturne. L’appuntamento è stato fissato al 6 dicembre 2028, a Vimercate.

Una situazione analoga, ma con un esito diverso, ha riguardato una giovane donna alla quale, nonostante una lunga trafila di solleciti e numerose mail, non era mai stato fissato il polisonnogramma.

«Abbiamo avvisto che in caso mancato appuntamento la paziente si sarebbe rivolta a un privato e avrebbe poi richiesto il rimborso, infatti abbiamo presentato una fattura da 170 euro».

L’ultimo ambito riguarda invece i ricoveri. «In un primo momento ci attiviamo per fare in modo di avere informazioni sulle tempistiche di ricoveri e rispetto dei tempo e in caso servisse ci mobilitiamo anche per fare in modi di ottenere operazioni urgenti».

Il problema della presa in carico

Ma il punto sul quale il Coordinamento vuole ora concentrare l’attenzione è più ampio del singolo appuntamento. La questione riguarda infatti il modo in cui il paziente viene seguito lungo il proprio percorso di cura.

Il caso emblematico è quello dei pazienti cronici: sono circa una quarantina le situazioni di questo tipo seguite dagli Sportelli nel Lecchese. Al termine di una visita specialistica, il paziente riceve l’indicazione di tornare dopo sei mesi per un controllo. Secondo il Coordinamento, troppo spesso, però, l’appuntamento non viene fissato direttamente dalla struttura.

Il paziente viene rimandato al medico di base, deve ottenere una nuova prescrizione e quindi rivolgersi al Cup. È a quel punto che può scoprire che l’agenda è chiusa oppure che la prima disponibilità è a distanza di molti mesi, anche di un anno. E così si trova costretto a cercare un’altra struttura.

È quello che gli Sportelli definiscono un sistema fatto di «silos assistenziali», nel quale ospedali, specialisti, medici di medicina generale e Cup lavorano senza un percorso sufficientemente integrato.

Da qui nasce la domanda al centro del nuovo ricorso collettivo: se attraverso un ricorso individuale è possibile ottenere il rispetto dei tempi previsti, perché il sistema ordinario continua a produrre attese molto più lunghe?

La disuguaglianza tra chi può pagare e chi no

C’è poi un altro aspetto che preoccupa il Coordinamento: la distanza tra chi può permettersi di pagare una prestazione e chi invece deve affidarsi esclusivamente al Servizio sanitario nazionale.

Prestazioni difficili da ottenere in tempi compatibili con le necessità cliniche nel sistema pubblico possono infatti essere disponibili in pochi giorni attraverso la libera professione. Una situazione che, secondo gli Sportelli, rischia di trasformare le liste d’attesa anche in una questione di disuguaglianza economica.

Per questo il nuovo ricorso non vuole limitarsi a risolvere singoli casi. L’obiettivo dichiarato è «riuscire a imporre un cambiamento, un miglioramento per chi ricorre al Servizio sanitario nazionale».

Le battaglie individuali diventano quindi il punto di partenza per una richiesta più ampia: cambiare l’organizzazione dell’assistenza e garantire ai cittadini un percorso di cura realmente integrato, nel rispetto dei tempi indicati dai medici.

Un’opera che, alla luce dei numeri, appare sempre più necessaria quella svolta dai volontari. Lo Sportello Salute Lecco riceve nella sede di Sinistra Italiana, in corso Martiri della Liberazione 152/C, ogni giovedì dalle 10 alle 12. È possibile contattarlo all’indirizzo sportellosalutelecco@gmail.com.

È attivo anche lo Sportello Salute Meratese, ospitato negli spazi di Arci La Lo.Co., all’interno della stazione ferroviaria di Osnago: lo sportello è aperto il lunedì dalle 10 alle 12 e il martedì dalle 18 alle 20. Per informazioni è disponibile l’indirizzo sportellosalutemarese@gmail.com.