La Protezione civile degli alpini lecchesi continua a mettere alla prova sul campo preparazione, capacità operative e coordinamento. Sono state settimane di intenso lavoro per l’Unità di Protezione civile «Alessandro Merlini» della Sezione di Lecco dell’Associazione Nazionale Alpini, impegnata prima nella maxi esercitazione «Unitas 2026» tra Dolzago e Sirone e, nello scorso fine settimana, nell’attività organizzata dal Secondo Raggruppamento dell’ANA a Bergamo.
A Bergamo una decina di volontari lecchesi ha preso parte alle operazioni, con otto componenti della squadra Sar, Soccorso e ricerca, affiancati da cinque volontari dell’Unità di Protezione civile della Sezione Alto Lario. I gruppi sono stati organizzati in squadre miste, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra volontari provenienti da realtà diverse.
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Alpini lecchesi, Protezione civile in campo tra Bergamo e Brianza
La ricerca di persone scomparse ha interessato un territorio particolarmente articolato, dalla Città Alta, all’interno della storica cinta muraria, fino alle aree boschive e prative esterne alle mura. A coordinare le operazioni è stato il mezzo posto comando dell’Unità «A. Merlini», gestito da tre volontari lecchesi.
«Queste attività – spiega Cristian Mornico, responsabile dell’Unità di Protezione civile degli alpini lecchesi – sono necessarie per mantenere alto il livello di operatività della squadra. Lavorando anche su scenari diversi dai nostri, ad esempio in ambito cittadino, viene rafforzata la nostra capacità di intervento e cooperazione con altre organizzazioni, così da scambiare informazioni ed esperienze ma soprattutto per approfondire i vari modi di operare».
L’appuntamento di Bergamo è arrivato a pochi giorni dalla grande esercitazione «Unitas 2026», che dal 25 al 27 settembre ha mobilitato oltre 450 volontari della Protezione civile alpina lecchese tra Dolzago e Sirone.
Lo scenario simulato era quello di una maxi-emergenza provocata da una «bomba d’acqua» sul Monte di Brianza, con pesanti ripercussioni sul territorio. L’esercitazione ha previsto allagamenti, frane, incendi, interruzioni della viabilità e delle comunicazioni e una serie di interventi straordinari: dall’evacuazione di due scuole alla ricerca di persone scomparse, fino al ripristino dei collegamenti radio, alla ricognizione con droni, al supporto sanitario e al contenimento degli allagamenti.
In campo sono scese le squadre territoriali di Sirone e Dolzago e i diversi nuclei specialistici della «Merlini»: il Nucleo cinofilo Grigna, l’Antincendio boschivo, le squadre Sar e Droni, la squadra Idrogeologica, quella delle Telecomunicazioni e la Sanitaria sezionale alpina. A queste si sono aggiunti i volontari del Pronto intervento logistico e delle strutture di supporto, tra cucina, coordinamento, segreteria e informatica.
Uno dei momenti più significativi dell’esercitazione ha riguardato il coinvolgimento di circa un centinaio di alunni delle scuole primarie di Dolzago e Sirone. I bambini sono stati evacuati e hanno trascorso la notte sotto le tende del Campo scuola alpino, vivendo direttamente l’esperienza della tendopoli.
Per loro è stata anche un’occasione per conoscere più da vicino il mondo della Protezione civile, attraverso attività didattiche e momenti dedicati alla scoperta delle diverse specializzazioni, senza rinunciare al gioco e al divertimento.
Nella giornata di sabato le squadre territoriali e specialistiche hanno quindi affrontato i diversi scenari della maxi-emergenza, mettendo alla prova capacità operative, preparazione e coordinamento.
Domenica 27 settembre 2026 «Unitas 2026» si è conclusa con la Santa Messa e con il momento istituzionale, alla presenza della presidente della Provincia Alessandra Hofmann, dei sindaci di Dolzago e Sirone Paolo Lanfranchi ed Emanuele De Capitani, dei consiglieri regionali Giacomo Zamperini e Gian Mario Fragomeli, del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Nicola Melidonis, e del coordinatore di Protezione civile del Secondo Raggruppamento ANA Felice Longoni.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose penne nere della Sezione di Lecco, con i rispettivi gagliardetti, insieme ai rappresentanti delle altre Sezioni.
«Le attività svolte a Bergamo, così come quelle di Dolzago e Sirone davvero impressionanti per qualità e quantità – sottolinea Emiliano Invernizzi, presidente degli alpini lecchesi –, non fanno che confermare l’importanza assunta dalla Protezione civile alpina e la positività del serrato impegno formativo affrontato in questi ultimi anni da tutti i nostri volontari. Così come ribadiscono la necessità di una sempre maggior collaborazione in particolare con le istituzioni pubbliche. Intanto a Sirone e Dolzago i cittadini hanno potuto toccare con mano la specializzazione raggiunta dai diversi assetti della nostra Unità. E ci fa piacere aver visto la straordinaria partecipazione e immedesimazione degli alunni delle scuole primarie, dei loro accompagnatori e delle loro famiglie, coinvolti nell’esercitazione ma soprattutto nello spirito e nei valori alpini che abbiamo loro proposto con il Campo scuola protrattosi un giorno e una notte. Anche questo è un risultato davvero importante, che ripaga lo sforzo del tutto gratuito di tanti volontari».