Una lite degenerata in un episodio di violenza, con spray al peperoncino, bottiglie e bicchieri utilizzati durante la colluttazione. È quanto accaduto nella serata di sabato 3 ottobre 2026 a Ballabio, nel parcheggio privato di un’azienda locale, dove sono rimasti coinvolti due ospiti del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) e una ragazza di Lecco, fidanzata di uno dei due.A ricostruire quanto accaduto è il sindaco di Ballabio Giovanni Bruno Bussola, che, una volta informato della situazione, si è recato sul posto e ha allertato i Carabinieri.
Spray al peperoncino e bottiglie, violenza a Ballabio: il sindaco «Il Cas deve dare risposte»
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la lite sarebbe scoppiata dopo che i due uomini avevano consumato un’intera bottiglia di gin e si trovavano in evidente stato di ubriachezza. La discussione, nata per futili motivi, sarebbe poi degenerata con l’utilizzo di spray al peperoncino, bottiglie e bicchieri, provocando ferite alle persone coinvolte.
«Appena informato di quanto stava accadendo, mi sono recato sul posto e ho chiamato i Carabinieri. Nell’attesa del loro arrivo, un cittadino, con grande senso civico, si è avvicinato e mi ha aiutato a tenere sotto controllo la situazione. Desidero ringraziarlo pubblicamente per la sua disponibilità e senso civico», racconta Bussola.
Poco dopo sono arrivati i Carabinieri e due ambulanze, con i rispettivi soccorritori. Un intervento che ha richiesto la mobilitazione di diverse persone e mezzi e che, sottolinea il sindaco, «dà la misura della gravità di quanto stava accadendo».
Spetterà ora alle autorità ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità. Ma per il sindaco l’episodio riporta al centro dell’attenzione anche la gestione del Cas di Ballabio e le modalità con cui vengono seguite le persone ospitate nella struttura.
«Saranno le autorità a ricostruire l’esatta dinamica e ad accertare le responsabilità. Ma quanto accaduto pone una domanda che non può essere elusa: come vengono seguite le persone ospitate nel CAS di Ballabio?»
Bussola non nasconde la propria contrarietà e chiede chiarimenti sulla gestione del centro. «Sono profondamente contrariato. L’accoglienza comporta responsabilità e richiede una gestione attenta, regole chiare e un controllo adeguato. La cooperativa Itaca deve spiegare quali misure di vigilanza e accompagnamento siano state adottate. Non è accettabile che un episodio di violenza così grave avvenga sul territorio di Ballabio senza che si apra una seria riflessione sulla gestione del centro».
Il sindaco ricorda inoltre che esattamente un anno fa un altro episodio che aveva coinvolto due ospiti dello stesso Cas aveva avuto una risonanza nazionale. Un precedente che, alla luce di quanto avvenuto sabato sera, rende ancora più forte la richiesta di interventi.
«Esattamente un anno fa, un altro episodio che aveva coinvolto due ospiti dello stesso CAS aveva avuto rilevanza nazionale. Oggi ci troviamo di nuovo a fare i conti con un fatto grave. Non intendo ignorarlo né accettare che tutto prosegua come se nulla fosse».
Bussola annuncia quindi che si rivolgerà formalmente alla Prefettura per chiedere verifiche sulla gestione del centro e valutazioni rispetto alla permanenza a Ballabio dei due ospiti coinvolti.
«Chiederò formalmente alla Prefettura di verificare la gestione del centro e di valutare l’allontanamento da Ballabio dei due ospiti coinvolti, nel rispetto degli accertamenti e delle procedure previste».
Una richiesta che il primo cittadino lega direttamente al tema della sicurezza della comunità e al rispetto delle regole.
«La sicurezza della comunità e il rispetto delle regole devono essere garantiti. Su quanto accaduto sabato sera servono risposte».