La compagnia teatrale neuro-inclusiva va in scena: sabato 10 ottobre 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, sul palco lo spettacolo “È autistico? Gli regalo un dinosauro…”
Giornata mondiale della Salute Mentale: si va in scena
Prende vita sul palcoscenico il percorso della compagnia teatrale neuro-inclusiva, nata dal protocollo d’intesa sottoscritto da Comune di Lecco, Asst Lecco e Associazione Culturale Tramm nell’ambito del progetto INclusione AUTismo (IN AUT) promosso dal Nucleo Funzionale Autismo della Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Azienda Socio Sanitaria lecchese.
Lo spettacolo, in scena il prossimo 10 ottobre 2026 alle 21 presso il Centro Civico “Sandro Pertini” di Lecco, rappresenta il risultato concreto di un lavoro condiviso che, attraverso il linguaggio universale del teatro, ha creato opportunità di espressione, relazione e partecipazione per persone con neurodiversità, favorendo la costruzione di legami e la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno.
L’iniziativa testimonia l’impegno delle istituzioni nel promuovere percorsi innovativi di inclusione sociale e culturale, riconoscendo nell’arte uno strumento capace di abbattere barriere, generare consapevolezza e rafforzare il senso di comunità. La collaborazione tra Asst Lecco e Comune di Lecco conferma la volontà di investire in progetti che mettano al centro la persona e il suo diritto a una piena partecipazione alla vita sociale e culturale del territorio.
In scena gli attori della compagnia teatrale neuro-inclusiva
Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’Associazione Culturale Tramm che ha messo a disposizione competenze artistiche, esperienza educativa e una costante attenzione alle esigenze dei partecipanti, accompagnandoli in un percorso creativo capace di trasformare differenze e unicità in una vera ricchezza espressiva.
Protagonisti assoluti dello spettacolo sono gli attori della compagnia teatrale neuro-inclusiva che, con entusiasmo, impegno e determinazione, hanno affrontato mesi di lavoro. Attraverso il loro impegno hanno dimostrato come il teatro possa diventare uno spazio autentico di crescita personale, autonomia e condivisione, offrendo al pubblico un’esperienza che va oltre la rappresentazione scenica per diventare testimonianza concreta di inclusione.
Un ulteriore elemento di valore è il versamento dei contributi Enpals riconosciuto ai partecipanti: un gesto concreto che ribadisce il valore del loro impegno e il principio della dignità della persona. L’inclusione significa anche riconoscere competenze, responsabilità e professionalità, dando a ciascuno la possibilità di essere protagonista a parte attiva della comunità.
Peschi: “Un messaggio importante per tutta la comunità”
“Lo spettacolo della compagnia teatrale neuro-inclusiva rappresenta il risultato più significativo di un percorso che ha saputo trasformare un progetto di inclusione in un’esperienza concreta di partecipazione e crescita per tutti i suoi protagonisti. Attraverso il teatro, persone con neurodiversità hanno trovato uno spazio in cui esprimere capacità, emozioni e talenti, diventando parte attiva della vita culturale della nostra comunità – ha dichiarato Gianluca Peschi, Direttore Sociosanitario Asst Lecco – Questo spettacolo non è soltanto un appuntamento culturale, ma un messaggio importante per tutta la comunità: l’inclusione si realizza offrendo opportunità concrete di partecipazione e creando contesti capaci di riconoscere e valorizzare le potenzialità di ciascuno. Questa esperienza dimostra che la neurodiversità è una risorsa e che, insieme, possiamo costruire una società sempre più aperta, accogliente e consapevole”.
Martinelli: “Le differenze sono ricchezza da valorizzare”
Anche Ottaviano Martinelli, Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Asst Lecco, ha voluto sottolineare il senso dello spettacolo: Un viaggio oltre le apparenze è anche il senso di questo progetto. La compagnia teatrale neuro-inclusiva nasce ispirandosi all’esperienza dell’Accademia della Follia, all’interno delle azioni di IN AUT, contraddistinti dal valore della continuità: contribuire a fare del territorio un luogo costante di trasformazione sociale, partecipazione e relazione. Il teatro e l’arte più in generale hanno il potere di avvicinare le persone e creare occasioni reali di incontro e conoscenza reciproca, trasformando le differenze in ricchezza da valorizzare, come è accaduto anche con l’esperienza dell’Orchestra Invisibile. Sul palco trovano spazio il talento, l’impegno e l’autenticità di ragazze e ragazzi che diventano attori di storie capaci di far riflettere e di guardare oltre le apparenze”.
Un’iniziativa sostenuta anche dal Comune
Un plauso è arrivato anche da Cinzia Bettega, assessore alla Cultura Comune di Lecco. “Mettere in scena questo spettacolo significa anche riconoscere alla cultura il suo ruolo di spazio aperto, nel quale ciascuno può trovare il suo modo di esprimersi, attraverso una vera e propria esperienza artistica, inserita in un progetto significativo che mette in dialogo il mondo culturale con quello sanitario e associativo. È proprio da queste collaborazioni che possono nascere occasioni per ampliare il modo in cui guardiamo e promuoviamo arte e
partecipazione della cittadinanza” ha dichiarato l’assessore.
Polvara: “Nella compagnia teatrale nessuna differenza tra neurodivergenti e neurotipici”
Uno sguardo dall’interno è arrivato invece da Matteo Polvara, presidente di Tramm Aps. “Lo stupore che ho vissuto il primo giorno in cui tutta la compagnia si è riunita nei nostri spazi è stato
sorprendente, una ventina di persone che non si conoscevano tra di loro si sono subito legate da un’armonia non usuale. Mai, all’interno del percorso, è stata colta alcuna differenza tra esperti e meno esperti, neurodivergenti e neurotipici. Ogni caratteristica era una preziosa risorsa e ogni difficoltà un potenziale. Nel viaggio che abbiamo intrapreso siamo passati da momenti di grande entusiasmo, emozione e sorpresa a momenti di difficoltà e incertezza. Gli stessi che vive una vera e propria compagnia teatrale!”.
Ivil, autore del testo aggiunge: “Quella di Mattia è una storia sull’autismo, non LA storia. Sul palco non si tratta di andare a caccia della disabilità, chiedendosi chi è chi o chi interpreta cosa, ma di godersi lo spettacolo per quello che è: una commedia”.
