passo in avanti

Una sola porta per servizi sociali e sanitari: a Lecco nasce il PUA

Comune e ASST firmano un protocollo di cinque anni: dal 5 ottobre il Segretariato Sociale entra nella Casa di Comunità di via Ghislanzoni. L’obiettivo è unire risposte sanitarie e sociali, con particolare attenzione alle persone fragili.

Una sola porta per servizi sociali e sanitari: a Lecco nasce il PUA

Quando salute e problemi sociali si intrecciano, capire a chi rivolgersi può diventare una matassa difficile da sbrogliare.  Ora a Lecco, Comune e ASST provano a farlo insieme. Nella Casa di Comunità di via Ghislanzoni nasce il Punto Unico di Accesso (PUA), uno spazio dove servizi sociali e sanitari lavoreranno fianco a fianco per ascoltare i cittadini, orientarli e accompagnarli nel percorso più adatto alle loro necessità.

Il protocollo d’intesa tra Comune di Lecco e ASST di Lecco, della durata di cinque anni, firmato oggi, venerdì 2 ottobre 2026, segna così un passaggio concreto verso una presa in carico che non separi più la dimensione sanitaria da quella sociale. Dal 5 ottobre, infatti, il Segretariato Sociale comunale sarà operativo all’interno della Casa di Comunità di via Ghislanzoni 9, a poca distanza dall’attuale sede di via Marco d’Oggiono 15, che verrà destinata ad altri servizi.

Non si tratta soltanto di spostare un ufficio. L’obiettivo è mettere in comunicazione diretta professionisti e competenze diverse, così che il cittadino non debba muoversi da solo tra servizi differenti.

Una sola porta per servizi sociali e sanitari: a Lecco nasce il PUA

«L’obiettivo è costruire una relazione continuativa tra i nostri servizi sociali e quelli del Comune all’interno del punto di accesso, uno spazio che permette di ascoltare qualsiasi tipo di bisogno espresso da un cittadino e di aiutarlo a sbrogliare la matassa di problemi che può trovarsi ad affrontare quando è malato o incontra difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari – spiega Marco Trivelli, direttore generale dell’ASST di Lecco  – L’accesso alle cure, infatti, non è legato soltanto alla presenza di uno specialista o alla possibilità di ricevere un’assistenza infermieristica. Per potersi curare serve anche non essere soli, poter contare su uno spazio in cui essere assistiti e ricevere aiuto quando non si dispone dell’autonomia fisica necessaria. Stiamo quindi comprendendo, poco alla volta, che curarsi significa molto più che ricevere una prestazione sanitaria. Questa interazione con il Comune permetterà di fare passi in avanti per aiutare pazienti e familiari nella gestione dei problemi di salute».

Il PUA sarà infatti la porta di ingresso alla rete dei servizi territoriali: qui gli operatori dell’ASST e quelli del Segretariato Sociale potranno accogliere il cittadino, ascoltarne le necessità, individuare le risorse disponibili e, quando necessario, attivare percorsi di approfondimento e valutazione multidimensionale.

Il punto di partenza, spiega Gianluca Peschi, direttore sociosanitario dell’ASST di Lecco, è il legame stretto tra condizioni sociali e salute.

«Credo che sia importante questo passaggio perché sappiamo quanto siano fondamentali i determinanti sociali della salute. Molto spesso le cause di problemi di tipo sanitario nascono infatti da difficoltà di tipo sociale e, purtroppo, vale anche il contrario: una persona con problemi sanitari è più facilmente esposta a problemi di carattere sociale. A fronte di un’insorgenza spesso comune di queste due problematiche, è quindi corretto che le istituzioni rispondano in maniera altrettanto comune, condivisa e coordinata. Questo, nelle nostre intenzioni, è il primo passo, reso possibile dalla collaborazione con il Comune di Lecco. Il fatto che si parta dal capoluogo è significativo, ma l’obiettivo deve essere quello di trasformare questa esperienza in un modello da estendere a tutta la provincia, facendo sì che all’interno di ogni Casa di comunità ci sia una compresenza dei servizi sociali erogati dagli enti locali e di quelli sanitari dell’ASST. Le Case di comunità hanno un grande significato nella risposta locale ai bisogni delle persone. Questa Casa di comunità deve diventare il luogo in cui i cittadini di Lecco trovano una risposta integrata ai propri bisogni: dalla medicina di base alle prestazioni specialistiche, dalle prestazioni psicologiche a quelle infermieristiche, fino ai servizi rivolti alle famiglie e alle comunità. A questa gamma di prestazioni si aggiunge oggi anche quella del Comune, in un’ottica di sempre maggiore integrazione. L’obiettivo è avvicinare i servizi sociali e sanitari al luogo di residenza del cittadino che ha bisogno di noi. In questo senso è importante anche il ruolo delle infermiere di famiglia e comunità, che quotidianamente escono dalla Casa di comunità e si recano al domicilio dei pazienti che necessitano di assistenza. Entrare nelle case dei cittadini permette infatti di intercettare bisogni che non sono soltanto di origine sanitaria, ma anche sociale. E questo rafforza ulteriormente la collaborazione tra i diversi servizi e tra le istituzioni che sono chiamate a dare una risposta alle persone».

È proprio questa integrazione il cuore del nuovo servizio: intercettare il bisogno prima che il cittadino sia costretto a orientarsi da solo tra prestazioni, uffici e competenze diverse. Particolare attenzione sarà riservata alle persone fragili, agli anziani, ai cittadini con patologie croniche, alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Per Emilio Minuzzo, assessore al Welfare sussidiario del Comune di Lecco, il passaggio compiuto a Lecco va letto all’interno di un percorso destinato a crescere. «C’è stata un’accelerazione finale per rendere pienamente operativo questo nuovo servizio, che va nella direzione di una presa in carico complessiva del cittadino: non soltanto una risposta parziale a determinati bisogni, ma la costruzione di un sistema capace di offrire una risposta a 360 gradi. Spesso, infatti, una fragilità sanitaria è accompagnata da una fragilità sociale, o viceversa, e le due dimensioni finiscono per intrecciarsi. Per questo considero questo passaggio positivo e importante, perché rappresenta una risposta concreta e va nella direzione che ci è stata indicata. Nei prossimi mesi e nei prossimi anni questi passaggi saranno sempre più numerosi, perché l’integrazione sociosanitaria non è una scelta occasionale, ma un indirizzo preciso sul quale si sta lavorando. Anche attraverso il confronto e la collaborazione con le istituzioni sanitarie e con gli altri soggetti coinvolti, si procederà in questa direzione. Anche oggi, quindi, è una giornata positiva, perché finalmente si parte con un’operatività completa degli uffici, a beneficio delle persone più fragili, ma anche di tutti i cittadini che nel loro percorso possono incontrare necessità di carattere sociale o sanitario».

Per il sindaco Filippo Boscagli, la firma del protocollo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento dei servizi rivolti alla città. «Oggi scriviamo un piccolo pezzo di storia. Dopo che ieri abbiamo avuto la gioia di aprire  il nuovo nido Archimede, oggi questa città si apre a un nuovo livello di servizi alla persona. Ringrazio davvero ASST Lecco per l’attenzione che dedica alle persone di questa città. Noi siamo ben lieti, con i servizi della nostra città, qui rappresentati dall’assessore Minuzzo, di poter collaborare a una nuova modalità di integrazione dei servizi, per essere ancora più vicini ai cittadini e per aiutarli a sbrogliare la matassa nell’accesso a quelli che sono i servizi alla persona e i servizi sanitari. Diamo alla città un luogo molto bello, perché oggettivamente bisogna dire che questo spazio è tanto accogliente quanto ben fatto, completamente aggiornato ed estremamente efficiente, e lo offriamo alla nostra città. Ringrazio tutti coloro che hanno costruito questa possibilità e ribadisco che stiamo facendo un piccolo passo avanti: è un piccolo pezzetto di storia nei servizi ai cittadini di questa città ».

Il nuovo PUA si inserisce nel percorso di sviluppo delle Case di Comunità previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalla riforma regionale della rete dei servizi di prossimità. L’obiettivo è portare sempre più vicino al luogo di vita delle persone una risposta capace di tenere insieme salute, assistenza e bisogni sociali.

E Lecco, nelle intenzioni dell’ASST, può essere il punto di partenza di un modello da estendere progressivamente anche al resto della provincia.