taglio del nastro

Lecco, l’asilo nido Archimede riparte a Santo Stefano: oggi l’avvio ufficiale

Il servizio, trasferito dopo l'incendio della precedente sede di via Timavo a Bonacina, entra così in un contesto educativo condiviso con la scuola dell'infanzia, dando forma a un polo rivolto ai bambini da 0 a 6 anni

Lecco, l’asilo nido Archimede riparte a Santo Stefano: oggi l’avvio ufficiale

È stata una mattinata di festa quella di oggi, giovedì 1 ottobre 2026, a Santo Stefano, dove il nido Archimede è stato ufficialmente inaugurato nei locali del plesso di via Aldo Moro 4. A condividere questo momento con amministratori, personale educativo e scolastico c’erano anche i bambini e le loro famiglie, che frequenteranno la nuova sede del servizio comunale.

Lecco, l’asilo nido Archimede riparte a Santo Stefano: oggi l’avvio ufficiale

Una ripartenza che, nelle parole dell’Amministrazione e della coordinatrice del nido, va però oltre la semplice ricerca di una nuova sede. Il trasferimento a Santo Stefano apre infatti una nuova prospettiva per il servizio, inserito nello stesso plesso della scuola dell’infanzia.

L’incendio del 18 giugno, divampato durante i lavori di ristrutturazione della sede di Bonacina proprio nei giorni dell’insediamento della nuova Amministrazione, aveva costretto il Comune a cercare rapidamente una nuova sistemazione, individuata infine nella struttura di Santo Stefano. Una scelta dettata dalla volontà di garantire continuità ai bambini e alle loro famiglie. “Volevamo mantenere unito il gruppo classe fin dalla sua nascita, così che i piccoli potessero rimanere insieme anche negli anni successivi”, ha spiegato il sindaco di Lecco, Filippo Boscagli.

La nuova sede, però, non è rimasta soltanto una soluzione alternativa. Gli spazi del plesso hanno permesso di ampliare la prospettiva del progetto: “È stato possibile riadattare con pochi interventi una struttura a servizio anche degli 0-3 anni e questo ha creato volutamente un polo educativo da 0 a 6 anni”, ha spiegato Boscagli.

Il punto centrale resta la qualità dell’offerta educativa. “Il tema non è solo l’estetica dei posti, la struttura dei posti: è dare un’offerta educativa”, ha sottolineato Boscagli. Una proposta che, nelle parole del primo cittadino, trova spazio in una struttura facilmente accessibile e capace di rispondere alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.

A soffermarsi sulla prospettiva più ampia del nuovo servizio è stato l’assessore al Welfare sussidiario Emilio Minuzzo, che ha definito l’apertura il risultato di un “lavoro corale” tra Amministrazione, struttura comunale, personale educativo e scuola. Ma il nuovo nido non rappresenta soltanto la soluzione individuata per garantire la continuità del servizio. A Santo Stefano prende forma un’esperienza che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, punta ad avere anche un ruolo importante per il quartiere. “Questo nido avrà una funzione sociale”, ha sottolineato Minuzzo, spiegando che il progetto punta a “creare in maniera pionieristica una struttura educativa 0-6 anni”.

Secondo Minuzzo, l’obiettivo è far crescere nel tempo la collaborazione tra i diversi servizi educativi, favorendo ricadute positive anche sugli altri nidi della città e sui servizi rivolti alle fasce d’età successive. L’assessore ha quindi sottolineato il risultato più immediato dell’operazione: “Siamo riusciti in tempi record a garantire i posti che erano stati preventivati per i nostri bambini”. Sono 13, per ora, i bambini inseriti nel nuovo nido, ma gli iscritti saliranno a 24 entro la fine di novembre.

Il trasferimento a Santo Stefano non cambia invece l’impostazione educativa dell’Archimede. A spiegarlo è stata la coordinatrice Erika Arrigoni, che ha parlato dell’emozione del personale e del lavoro di squadra alla base dell’apertura. “Il nido Archimede non è un’isola ma fa parte del servizio della cura per l’infanzia”, ha spiegato, evidenziando la volontà di continuare a portare anche a Santo Stefano “la cultura degli orientamenti dei nidi del Comune”.

Al centro del lavoro ci sarà soprattutto il concetto di cura, rivolto ai bambini e alle famiglie ma anche agli spazi e al territorio. “Per noi un aspetto fondamentale è proprio la cura: nell’incontro con le famiglie, nel rispetto dell’individualità di ognuno, nella relazione, nella cura degli spazi, nella scelta dei materiali, nella cura del lavoro di gruppo e nella cura del territorio”.

Proprio il rapporto con il quartiere rappresenta uno degli aspetti sui quali la coordinatrice ha posto maggiore attenzione. La presenza del nido accanto alla scuola dell’infanzia offre infatti l’opportunità di sviluppare una progettualità comune. “Altrettanto importante è il radicamento nel quartiere”, ha evidenziato Arrigoni. La presenza del nido e della scuola dell’infanzia nello stesso plesso permetterà di lavorare “insieme”, con l’obiettivo di costruire un progetto capace di aggiungere qualità ai servizi.

La mattinata si è conclusa con la benedizione del nuovo nido da parte del parroco della parrocchia San Francesco d’Assisi, padre Vitale Maninetti, seguita dal simbolico taglio del nastro.

Martina Brambilla 

Tutte le foto: