Dieci anni accanto agli anziani fragili e alle loro famiglie, con un modello di assistenza che mette insieme accoglienza, cura e comunità. Il Polo Frassoni di via Gorizia, nel quartiere di Castello a Lecco, ha festeggiato sabato 26 settembre 2026 il suo primo decennio con una mattinata di incontri, testimonianze e ricordi, culminata nel pomeriggio con il concerto dei Sol Quair, aperto alla città.
Polo Frassoni, dieci anni al fianco degli anziani fragili
Inaugurato il 9 aprile 2016, il Polo è nato dalla collaborazione tra la Fondazione Fratelli Frassoni e la Fondazione Comunitaria del Lecchese, che hanno sostenuto in parti uguali un investimento complessivo di circa 4,4 milioni di euro, reso possibile anche dal Fondo Housing di Fondazione Cariplo. La gestione è affidata a L’Arcobaleno Società Cooperativa Sociale Onlus.
Il progetto è stato pensato come una realtà capace di integrare servizi residenziali, semiresidenziali e territoriali. La struttura comprende un Centro Diurno Integrato con una capienza fino a 40 posti e 24 alloggi protetti destinati ad anziani autosufficienti. In dieci anni sono state 257 le persone accolte negli alloggi e 201 quelle che hanno frequentato il Centro Diurno Integrato. Il Polo è inoltre diventato un punto di riferimento per l’informazione e l’orientamento di familiari e caregiver.
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Le celebrazioni sono iniziate alle 10.30 con «Festeggiamo insieme!», una mattinata dedicata a ripercorrere il cammino compiuto dal Polo e le tante esperienze costruite in questi dieci anni.
L’incontro è stato introdotto da Fabio Crimella, vicepresidente della Cooperativa L’Arcobaleno, e ha visto gli interventi del sindaco di Lecco Filippo Boscagli, del presidente della Fondazione Fratelli Frassoni Stefano Motta, del segretario generale della Fondazione Comunitaria del Lecchese Paolo Dell’Oro e di Fabio Muscionico, direttore del Dipartimento Programmazione per l’Integrazione delle Prestazioni Sociosanitarie con quelle Sociali di ATS Brianza.
A raccontare il percorso del Polo sono state quindi Erica Colombo, responsabile dell’Area Anziani, e Francesca Bonacina, direttrice della Cooperativa. Un momento di preghiera e ringraziamento è stato guidato da don Antonio Bonacina, parroco di Castello.
«Il cuore di Lecco e la sua identità sono l’assistenza e l’accoglienza, e il Polo Frassoni è esattamente questo», ha sottolineato il sindaco Filippo Boscagli, evidenziando la forza del tessuto sociale cittadino e l’impegno dell’Amministrazione al fianco delle realtà che si occupano delle persone più fragili.
Stefano Motta ha ricordato invece la figura di Manetto Fabroni, membro e poi presidente della Fondazione Fratelli Frassoni, sotto la cui presidenza il progetto prese forma. «L’obiettivo era lasciare alla città di Lecco, in memoria dei fratelli Frassoni, un’opera di alto valore – ha ricordato –. Si scelse di fare qualcosa di diverso: appartamenti con una finalità nuova. Si è creata una vera sinergia tra istituzioni, e la liberalità di un privato è diventata una pratica amministrativa che si può replicare per il territorio e per la città».
Per Fabio Muscionico, il carattere innovativo dell’iniziativa ha rappresentato anche uno stimolo per il livello regionale nell’individuazione di nuove soluzioni e procedure per l’attivazione dei servizi.
«In dieci anni il Polo Frassoni ha accolto oltre 300 persone, ciascuna con la sua storia e con un progetto costruito su misura», ha spiegato Erica Colombo. Una rete che comprende servizi residenziali e diurni, sostegno alla domiciliarità e la collaborazione tra Comune di Lecco, ATS, ospedali, RSA, parrocchie, scuole e volontariato.
«Oggi accogliamo persone sempre più anziane e fragili, e accanto a loro persone un po’ più giovani, con fragilità di natura diversa, sociale e psicologica – ha aggiunto Colombo –. Una complessità che ci chiede di continuare a innovare, restando un luogo aperto e familiare per chi vi entra e per le loro famiglie».
Un ruolo che, secondo la direttrice Francesca Bonacina, va oltre l’assistenza. «Servizi come il Polo Frassoni servono a tenere unita la comunità: favoriscono la nascita di relazioni e quella coesione sociale che altrimenti non si creerebbe, e di cui oggi c’è tanto bisogno».
A rendere ancora più personale la mattinata sono state le testimonianze di un familiare, di un ospite e di una volontaria del Polo, che hanno raccontato le proprie esperienze con semplicità e commozione. Al termine, Simonetta Chiappa, coordinatrice del Servizio, ha accompagnato i presenti nella visita alla mostra fotografica allestita negli spazi della struttura e dedicata ai dieci anni di attività, prima del brindisi.
Il decennale è proseguito nel pomeriggio con un appuntamento aperto a tutta la città. Alle 15.15, nella Chiesa dei Santi Martiri Gervasio e Protasio di via Antonio Fogazzaro, il concerto gratuito dei Sol Quair ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe.
Una scelta particolarmente significativa per una realtà che ogni giorno si confronta anche con la demenza. La musica, infatti, può continuare a essere un ponte anche quando la memoria si indebolisce: una canzone ascoltata decenni prima può riaffiorare, insieme alle parole, alle emozioni e ai ricordi.
Ed è anche questo il senso dei dieci anni del Polo Frassoni: non soltanto offrire servizi, ma costruire attorno alle persone una rete di relazioni capace di accompagnarle nel tempo.