tragedia

Turista inglese disperso nel Lago di Como, trovato il corpo a 280 metri di profondità

Dopo una settimana di ricerche, il tragico ritrovamento nelle acque di San Siro. Il corpo individuato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco con un robot subacqueo. Alle operazioni hanno partecipato anche i Vigili del fuoco di Lecco.

Turista inglese disperso nel Lago di Como, trovato il corpo a 280 metri di profondità

È finita nel modo più tragico la ricerca del turista inglese disperso dal 21 settembre 2026 nelle acque del Lario. Il suo corpo è stato individuato a circa 280 metri di profondità, nello specchio d’acqua antistante il Comune di San Siro, grazie all’intervento del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco della Lombardia.

Dopo giorni di ricerche senza sosta, il ritrovamento ha posto fine alla speranza di poterlo ancora trovare in vita. A individuare il corpo sono state le squadre dei Vigili del fuoco, che per l’esplorazione degli abissi hanno utilizzato un R.O.V. (Remotely Operated Vehicle), un robot subacqueo filoguidato dotato di telecamere ad alta definizione, sistemi di illuminazione e strumentazione specialistica, indispensabile per operare a profondità estreme come quella raggiunta in questo caso.

Turista inglese disperso nel Lago di Como, trovato il corpo a 280 metri di profondità

Nel corso della settimana alle operazioni hanno partecipato anche i Vigili del fuoco di Lecco, impegnati nell’imponente macchina delle ricerche scattata dopo l’allarme.

Il corpo è stato individuato e sono ora in corso le operazioni per riportarlo in superficie. A garantire la cornice di sicurezza durante le attività di recupero sono i mezzi della Guardia Costiera del 3° Nucleo di Menaggio. Saranno poi i militari a procedere con le attività di polizia giudiziaria delegate dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Como, chiamato a ricostruire la dinamica degli eventi che hanno portato all’annegamento del turista di nazionalità britannica.

Le ricerche erano scattate immediatamente dopo la ricezione dell’allarme lanciato attraverso il numero unico 112. A coordinare le operazioni è stata la Sala Operativa dell’L.R.S.C. (Lake Rescue Sub Center) del Reparto Operativo Laghi della Guardia Costiera di Milano.

Una mobilitazione imponente, con uomini e mezzi impegnati sia in superficie sia nelle profondità del lago. Per le ricerche in superficie sono intervenuti i mezzi navali del Terzo Nucleo della Guardia Costiera del Lago di Como, della Sezione Operativa Navale del RAN della Guardia di Finanza di Como e della Squadra Acque Interne della Polizia di Stato della Questura di Como.

In volo si è alzato anche un elicottero dei Vigili del fuoco, che ha consentito di trasportare rapidamente i sommozzatori sul luogo delle ricerche e di sorvolare dall’alto l’intero specchio d’acqua interessato dalle operazioni.

Ma è soprattutto nelle profondità del Lario che si è concentrato il lavoro più complesso e delicato. Il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco della Lombardia ha condotto le ricerche sul fondale, fino a individuare il corpo del turista a circa 280 metri di profondità.

Per tre giorni, nelle ricerche negli abissi, i sommozzatori dei Vigili del fuoco sono stati affiancati anche dai sommozzatori del 1° Nucleo Sub della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto. Gli operatori hanno impiegato i R.O.V. in dotazione per scandagliare le profondità del lago, lavorando su batimetriche comprese tra i 260 e i 280 metri.

Dopo una settimana di ricerche, l’individuazione del corpo chiude così la fase più drammatica delle operazioni e apre quella del recupero e degli accertamenti. Saranno ora gli investigatori e la Procura di Como a ricostruire con precisione quanto accaduto nelle acque antistanti San Siro e le circostanze che hanno portato alla morte del turista britannico.