Gli allagamenti sulla Ss36 nel tratto Suello-Civate costituiscono solo il pretesto di una lunga serie di interrogativi riguardanti una strada tanto trafficata quanto strategica per la viabilità del territorio, che il senatore di AVS Tino Magni ha posto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti all’interno di una Interrogazione parlamentare. Tra questi, oltre al tratto già citato, sono stati chiesti chiarimenti riguardo alla soluzione progettuale definitiva sulla galleria Monte Piazzo, alla previsione della terza corsia in uscita da Lecco sul ponte Manzoni e al punto della situazione sulle infrastrutture ciclabili lungo l’asse della SS 36.
Intanto, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Lecco, ribadisce con forza la ferma presa di posizione politica del partito al fianco dell’iniziativa parlamentare promossa dal senatore Magni, sottolineando che “non è più tempo di interventi emergenziali, pezze a colori o ritardi ingiustificati”.
Ss36, il senatore Tino Magni presenta un’interrogazione parlamentare
Di seguito riportiamo il testo completo dell’interrogazione parlamentare
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Premesso che:la strada statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga” rappresenta una delle infrastrutture viarie più strategiche della Lombardia, asse fondamentale di collegamento tra la Brianza, Lecco e la Valtellina, gravata quotidianamente da flussi intensi di traffico civile, commerciale e turistico;
data la sua funzione di arteria vitale, ogni rallentamento, interruzione o criticità lungo il suo tracciato si ripercuote immediatamente sull’intero sistema di mobilità lecchese e valtellinese, danneggiando pendolari, imprese e il tessuto economico locale;
l’episodio verificatosi nella giornata del 17 settembre 2026, quando intense precipitazioni hanno provocato l’allagamento degli svincoli nel tratto tra Suello e Civate (Isella), ha paralizzato la SS 36 e la viabilità dell’intera area lecchese, dimostrando come l’infrastruttura non sia attualmente resiliente ai sempre più frequenti eventi meteorologici estremi legati alla crisi climatica;
l’allagamento di Isella non è un caso isolato, ma si inserisce purtroppo in un quadro strutturale di gravi criticità, che interessano diversi punti dell’arteria, a partire dal tratto Giussano-Civate, dove è in corso un intervento di manutenzione e messa in sicurezza del valore di 74,39 milioni di euro connesso ai Giochi olimpici Milano-Cortina 2026; tuttavia, l’avanzamento dei lavori risulta fermo ad appena il 13 per cento;
desta forte preoccupazione lo stato della galleria Monte Piazzo, minacciata da un corpo franoso che impone continui interventi-tampone di assestamento e consolidamento, sollevando seri dubbi sulla sostenibilità nel lungo periodo di tali manutenzioni rispetto alla necessità di una variante o soluzione progettuale definitiva che aggiri la frana;
si riscontra, inoltre, una pesante discontinuità sul ponte Manzoni di Lecco, dove la terza corsia è stata realizzata solo in ingresso al capoluogo, lasciando irrisolto il nodo in uscita e creando un sistematico imbuto per il traffico;
infine, appare ormai improcrastinabile il completamento dei percorsi dedicati alla mobilità ciclabile per separare i flussi della mobilità dolce dal traffico pesante della statale, a tutela della sicurezza degli utenti più vulnerabili;
un approccio emergenziale e frammentario non è più tollerabile: la gestione della SS36 necessita di una programmazione certa, unitaria e strutturale in termini di tempi, risorse e responsabilità,
si chiede di sapere:
quali siano le cause specifiche dei gravi ritardi nei lavori del lotto Giussano-Civate e quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, per quanto di competenza e nei confronti di ANAS, per garantire un cronoprogramma certo e l’immediata accelerazione dei cantieri;
se ANAS e le autorità competenti abbiano avviato o intendano avviare uno studio di fattibilità per una soluzione progettuale definitiva sulla galleria Monte Piazzo, tesa ad aggirare l’area franosa e a garantire la sicurezza strutturale a lungo termine del collegamento con la Valtellina;
quali interventi urgenti di adeguamento idraulico e di manutenzione dei sistemi di drenaggio si intendano attuare nel tratto Suello-Civate per scongiurare nuovi blocchi della circolazione in caso di forte maltempo;
se sia prevista la programmazione e il finanziamento della terza corsia in uscita da Lecco sul ponte Manzoni per risolvere l’attuale imbuto infrastrutturale;
quali risorse si intendano sbloccare per il celere completamento delle infrastrutture ciclabili lungo l’asse della SS 36, nell’ottica di una transizione verso una mobilità sostenibile e sicura.
L’intervento di AVS
Come anticipato, a fianco del senatore Magni sono intervenuti anche Alleanza Verdi e Sinistra – Federazione Provinciale di Lecco e Francesco Falsetto, responsabile Infrastrutture e Trasporti AVS Lecco; di seguito riportiamo il comunicato inviato alla redazione:
Non è più tempo di interventi emergenziali, pezze a colori o ritardi ingiustificati. La Statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga” versa in uno stato di criticità strutturale non più tollerabile per i cittadini, i pendolari e le imprese del territorio lecchese e valtellinese. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Lecco, ribadisce con forza la ferma presa di posizione politica del partito al fianco dell’iniziativa parlamentare promossa dal Senatore di AVS Tino Magni.
L’interrogazione a risposta scritta depositata in Senato da Tino Magni ed indirizzata ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica punta il dito su una serie di nodi irrisolti che attanagliano l’arteria stradale simbolo della provincia.
I punti chiave della denuncia:
Lavori olimpici fermi al palo: nel tratto Giussano-Civate, a fronte di uno stanziamento di ben 74,39 milioni di euro connesso ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, l’avanzamento dei lavori risulta bloccato ad un preoccupante 13%. Una lentezza inaccettabile a pochi mesi dagli eventi olimpici.
Fragilità idrogeologica e crisi climatica: i recenti eventi meteorologici estremi, come l’allagamento degli svincoli tra Suello e Civate (Isella) del 17 settembre, hanno dimostrato quanto l’infrastruttura sia vulnerabile di fronte al cambiamento climatico, paralizzando l’intera rete viaria del capoluogo e dei comuni limitrofi.
Galleria Monte Piazzo: la persistente minaccia del corpo franoso impone continui e costosi interventi di assestamento. Per AVS serve subito uno studio di fattibilità per una soluzione progettuale definitiva che aggiri la frana, abbandonando la logica delle manutenzioni-tampone.
Il nodo Ponte Manzoni: la realizzazione azzoppata della terza corsia — presente solo in ingresso a Lecco — continua a creare un imbuto sistematico in uscita dal capoluogo.
Mobilità dolce e sicurezza: mancano ancora risorse certe e tempi rapidi per il completamento delle ciclabili lungo l’asse della SS36, indispensabili per separare il traffico pesante dagli utenti della strada più vulnerabili.
La SS36 è la spina dorsale della mobilità lecchese, ma oggi si presenta come una catena di criticità mai risolte. Non possiamo accettare che ad ogni pioggia più intensa il nostro territorio rimanga paralizzato e isolato, né che opere finanziate con decine di milioni di euro per le Olimpiadi restino incagliate nella burocrazia con percentuali di avanzamento ridicole.
Come Alleanza Verdi e Sinistra ribadiamo con chiarezza: la gestione della SS36 deve uscire dalla perenne logica dell’emergenza. Servono responsabilità, cronoprogrammi certi da parte di Anas e del Governo e, soprattutto, una visione d’insieme che metta al centro la sicurezza idraulica, la transizione ecologica e una mobilità davvero sostenibile.
Sosteniamo con convinzione l’atto ispettivo del nostro Senatore Tino Magni. Pretendiamo risposte immediate dai Ministri competenti: il territorio lecchese, i lavoratori, gli studenti e le aziende locali non possono più pagare il conto dell’inefficienza e della mancanza di programmazione.