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Pescarenico diventa un atelier a cielo aperto: 18 artisti per il primo Premio Lucia

Riccardo Galimberti conquista il primo posto davanti a Domenico Di Genni e Paola Trussoni

Pescarenico diventa un atelier a cielo aperto: 18 artisti per il primo Premio Lucia

Piazza Era, il lungofiume e gli scorci dell’antico borgo di pescatori si sono trasformati, domenica 20 settembre, in un atelier a cielo aperto. È qui che si è svolta la prima edizione del Premio di Pittura Estemporanea “Lucia”, iniziativa dedicata al paesaggio di Lecco e alla tradizione del Naturalismo lombardo.

Diciotto professionisti del mondo dell’arte, selezionati nei mesi scorsi tra maggio e la fine di luglio, si sono messi all’opera direttamente sul posto, confrontandosi con i luoghi e con la luce del rione. Un omaggio alla grande scuola lombarda e, in particolare, alla tradizione pittorica di Emilio Gola e Donato Frisia, reinterpretata attraverso sensibilità e tecniche differenti.

Pescarenico diventa un atelier a cielo aperto: 18 artisti per il primo Premio Lucia

Acquarello, pittura classica, tecniche miste, lavori su tavola, inserti in gesso e persino opere realizzate sulla plastica: un ventaglio di linguaggi diversi che ha avuto come soggetto comune il paesaggio. Al centro delle tele sono finiti soprattutto l’Adda, piazza Era e piazza del Pesce, luoghi che assumono un significato particolare anche per il loro legame con Alessandro Manzoni.

Sono infatti gli unici luoghi lecchesi citati per esteso nei Promessi sposi. Ed è proprio da qui che, nella narrazione manzoniana, Lucia, la madre Agnese e Renzo partono per allontanarsi dalle vicende e dalle minacce di don Rodrigo. Da questo legame nasce anche il nome del premio, pensato per rileggere oggi quei paesaggi attraverso lo sguardo degli artisti.

Il Premio è promosso dal gruppo di lavoro costituito da LTM – Lecchese Turismo Manifestazioni ODV, insieme a Bellati Editore, con il patrocinio di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto sostenuto nell’ambito del Bando Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo, realizzato con il cofinanziamento di Regione Lombardia. Un percorso pensato per sostenere interventi di particolare valore per il territorio e rafforzare la collaborazione tra realtà e istituzioni locali.

A ideare e curare artisticamente il Premio è stata la direttrice artistica di LTM Anna Caterina Bellati, che ha portato sulle rive dell’Adda 18 artisti: Massimo Bollani, Alberto Bortoluzzi, Francesca Brivio, Alessandra Carloni, Bruno Cogliati, Irene Coppo, Derbio, Domenico Di Genni, Riccardo Galimberti, Fernando Andrea Massironi, Peggy Milleville, Filippo Negroni, Luana Segato, Celina Spelta, Artemio Tagliapietra, Paola Trussoni, Elisabetta Zanutto e Susi Zucchi.

A giudicare i lavori è stata una commissione composta da Salvatore Cappello, presidente di LTM, Daniele Minussi e Giuseppe Fusi, consiglieri di LTM, Nicolò Donati, conservatore di Si.M.U.L., e Rubens Tola, curatore. Presente anche Alfredo Polvara, organizzatore e responsabile delle manifestazioni di LTM, mentre alla giornata ha partecipato il sindaco di Lecco Filippo Boscagli.

Il verdetto ha premiato Riccardo Galimberti, primo classificato. Secondo posto per Domenico Di Genni, mentre sul terzo gradino del podio è salita Paola Trussoni. A consegnare i riconoscimenti è stata l’assessore alla Cultura Cinzia Bettega.

Ma la giornata di pittura non rappresenta la conclusione del progetto. Il Premio avrà infatti un secondo momento a ottobre, quando le opere realizzate durante l’estemporanea saranno esposte a Palazzo delle Paure.

La mostra, intitolata “Lucia”, sarà inaugurata venerdì 16 ottobre alle 18 e sarà visitabile dal 17 al 25 ottobre. Accanto ai dipinti realizzati durante la giornata del 20 settembre, ciascun artista porterà anche una seconda opera significativa del proprio percorso, dedicata alla rappresentazione dell’Adda visto dalla riva di piazza Era.

Il progetto si completa così con un nuovo confronto tra arte, paesaggio e letteratura, riportando al centro quei luoghi che, quasi due secoli dopo il racconto manzoniano, continuano a offrire nuovi scorci e nuove interpretazioni.

Mario Stojanovic