In giro c’è chi intona cori per Matteo (Salvini, s’intende). Davanti allo stand della Regione Lombardia, tra bandiere della vecchia Lega Lombarda e fazzoletti col sole delle Alpi distribuiti dai militanti, la rima vien da sé: “Romeo! Romeo!”.

Quel che emerge dal pratone di Pontida 2026, ulteriormente ridotto da stand, area ristoro e area stampa che avanzano sempre più verso il centro, è un sentimento di riflessione, se non di divisione tra chi resta fedele al leader sempre e comunque e chi invece rivendica un ritorno alle origini. Come i lombardi, per l’appunto.
“Non ci sono dissidenti – precisa il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, principale rappresentante insieme al governatore Attilio Fontana della fronda nordista e il più ambito dalle telecamere – Siamo qui tutti insieme per rilanciare le proposte alle quali stiamo lavorando. Noi continuiamo a credere in un federalismo che non divide ma unisce”.

Raduno della Lega a Pontida 2026, le voci dal pratone
Negli anni d’oro del passato, ma anche in quelli recentissimi, arrivare alle transenne sotto il palco era pressoché impossibile. Fino all’inizio dei comizi, anticipati dal ricordo di Umberto Bossi e dal Va’ Pensiero, avvenuto poco dopo le 10.30, le presenze risultavano decisamente inferiori.

In buon numero i militanti lecchesi, brianzoli e bergamaschi. Tra loro, immancabile, il duo di Viganò composto da Livio Ghidelli ed Enzo Sala, con maglietta “Lega Nord fino alla morte”. “Quello di oggi è il de profundis di Salvini – annuncia, tranchant, Ghidelli – La Lega è nata per il nord, l’Italia non è mai stata una sola, ci sono tante Italie diverse e noi dobbiamo pensare alla gente del nord. Dobbiamo riprendere in mano il partito e cacciare gli yes man che circondano il segretario”.

Diverso il tenore delle parole del segretario provinciale Daniele Butti, presente sul pratone con la nutrita delegazione lecchese che conta il vicesindaco di Lecco Carlo Piazza, il consigliere provinciale di Valgreghentino Stefano Simonetti e molti altri. “Le discussioni estive lasciamole all’estate, oggi ci aspettiamo da Salvini la linea politica dei prossimi cinque anni. Rimane centrale il tema della remigrazione, ma non c’è solo quello, ci aspettiamo uno sguardo anche ai territori”.

Sguardo che secondo il sottosegretario regionale lecchese Mauro Piazza già c’è. “Il taglio del bollo auto, già caldeggiato da Maroni in passato, è una risposta alla gente che anche in Lombardia va a lavorare o si sposta per studiare o curarsi. E’ il segno evidente dell’attenzione ai territori. A breve arriveranno anche buone notizie sul fronte dell’Euro 5”.

Molti gli amministratori e i militanti brianzoli presenti: dalla sindaca di Nibionno Laura Di Terlizzi ai meratesi Massimo Panzeri (con la maglia “Lombardia”), Paola Panzeri e il segretario Alessandro Vanotti, da Felice Sesana e Alfonso D’Orsi di Missaglia all’ex consigliera di Barzanò e responsabile del dipartimento protezione animali Debora Piazza.
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