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Tragedie nei boschi, Pasquini: «È il momento di tornare al tesserino per i funghi»

Dopo la morte del cercatore di 70 anni e il nuovo soccorso a Giumello, il sindaco Antonio Pasquini chiede di riaprire il confronto: «Non per fare cassa, ma per creare risorse da reinvestire sul territorio»

Tragedie nei boschi, Pasquini: «È il momento di tornare al tesserino per i funghi»

La tragedia nei boschi di Casargo, con la morte di un cercatore di funghi di 70 anni residente in Brianza, e il nuovo intervento di soccorso a Giumello, dove domenica due cercatori si sono trovati in difficoltà in una zona impervia, riaccendono il dibattito sulla sicurezza in montagna. A intervenire è il sindaco di Casargo, Antonio Pasquini, che parte dal cordoglio per la vittima e dal ringraziamento a chi, nei giorni scorsi, è stato impegnato nelle operazioni di ricerca e soccorso.

Tragedie nei boschi, Pasquini: «È il momento di tornare al tesserino per i funghi»

«Quello che è accaduto nei boschi di Casargo nei giorni scorsi ci impone una riflessione. La morte di un cercatore di funghi di 70 anni, residente in Brianza, ritrovato senza vita dopo le ricerche, è una tragedia che ci rattrista. Ai suoi familiari va il mio personale cordoglio e quello di tutta la cittadinanza. E anche domenica scorsa un nuovo intervento si è reso necessario a Giumello per soccorrere due cercatori in difficoltà in una zona impervia».

Poi il primo cittadino mette in evidenza il lavoro della macchina dei soccorsi, moAnteprima (si apre in una nuova scheda)bilitata ancora una volta per raggiungere persone in difficoltà nei boschi.

 

«Di fronte a questi episodi, come Sindaco di Casargo, sento innanzitutto il dovere di ringraziare tutti coloro che sono intervenuti: i Carabinieri di Casargo, i Vigili del Fuoco della nostra provincia e quelli arrivati nella notte anche da fuori regione con Droni e strumentazione per la ricerca, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Stazione Valsassina e Valvarrone, straordinario per prontezza di intervento e operatività, le unità cinofile dei Carabinieri e tutti i volontari che, ancora una volta, hanno messo a disposizione tempo, professionalità e coraggio».

Il tema, secondo Pasquini, non riguarda però soltanto l’organizzazione dei soccorsi, ma anche la crescente frequentazione dei boschi da parte dei cercatori. «In questi settimane vediamo persone entrare nei boschi già alle cinque del mattino, con il frontalino, spesso in zone non semplici da affrontare. La ricerca dei funghi è una tradizione della nostra montagna e va certamente rispettata, ma non possiamo ignorare i rischi che comporta e il grande impegno che viene richiesto ogni volta alla macchina dei soccorsi».

Da qui la proposta destinata a riaprire una discussione già affrontata in passato: introdurre un tesserino per la raccolta dei funghi, accompagnato da un contributo annuale per i non residenti.

«Per questo credo sia arrivato il momento di tornare a ragionare seriamente sull’introduzione di un tesserino per la raccolta dei funghi, accompagnato da un piccolo contributo economico, nell’ordine di 15-20 euro all’anno per i non residenti. Non per fare cassa, ma per creare risorse da reinvestire sul territorio».

L’idea è infatti quella di utilizzare le risorse per sostenere concretamente la sicurezza in montagna, ma anche per prendersi cura del territorio. «Una parte potrebbe essere destinata a sostenere concretamente le attività dei volontari impegnati nel soccorso e nella sicurezza in montagna, anche attraverso l’acquisto e l’aggiornamento di strumentazioni sempre più moderne, come droni e altre tecnologie utili alle operazioni di ricerca e soccorso».

Non solo soccorso. Il tesserino potrebbe diventare, nelle intenzioni del sindaco, anche uno strumento per finanziare la manutenzione della rete sentieristica e le attività di sensibilizzazione.

«Un’altra parte delle risorse potrebbe inoltre essere destinata alla manutenzione dei vecchi sentieri, delle mulattiere e delle ciclopedonali realizzate, affinché gli investimenti fatti possano essere mantenuti nel tempo, e a campagne informative e di sensibilizzazione, fondamentali per far conoscere i rischi e promuovere comportamenti più consapevoli da parte di chi frequenta i nostri boschi».

La proposta guarda anche alla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera e al nuovo direttivo, chiamato secondo Pasquini ad aprire un confronto tra i Comuni.

«Credo che questa sia una tematica che il nuovo direttivo della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera debba affrontare con attenzione, avviando un confronto tra i Comuni e iniziando a valutare concretamente l’iter per l’introduzione del tesserino per la raccolta dei funghi, sul modello di quanto già avviene in altre Comunità Montane della Lombardia».

Una proposta che il sindaco lega quindi a un ragionamento più ampio sulla cura della montagna, soprattutto in un territorio dove l’abbandono progressivo delle attività agricole ha reso ancora più importante la manutenzione dei boschi e dei percorsi.

«È una scelta che dobbiamo avere il coraggio di affrontare insieme, mettendo al centro la sicurezza, la tutela del territorio e la manutenzione della nostra rete sentieristica e il sostegno a chi ogni giorno si impegna per la nostra montagna».

E proprio sulla necessità di non perdere di vista il patrimonio naturale insiste Pasquini: «I nostri boschi, anche a causa dell’abbandono progressivo delle attività agricole, hanno bisogno di una cura e di una manutenzione sempre maggiori. La rete sentieristica e la cura del bosco rappresentano una delle grandi ricchezze dei nostri territori, un patrimonio che dobbiamo preservare e mantenere nel tempo, non solo per i residenti, ma anche per i numerosi turisti che sempre più scelgono di frequentare e vivere la nostra montagna».

Il punto di equilibrio, nelle parole del sindaco, resta dunque quello tra la possibilità di continuare a vivere la montagna e la necessità di farlo con maggiore consapevolezza. «Perché la montagna deve continuare ad essere vissuta e frequentata, ma farlo significa anche avere consapevolezza dei rischi e contribuire, tutti insieme, alla sicurezza e manutenzione del nostro territorio».