polemica

Lecco, corteo in nero di CasaPound e Remigrazione: «La città è nostra». AVS insorge

Una decina di persone ha attraversato il centro martedì sera. Nel mirino la sicurezza e il degrado, ma la protesta di Alleanza Verdi e Sinistra: «Ronda intimidatoria»

Lecco, corteo in nero di CasaPound e Remigrazione: «La città è nostra». AVS insorge

Una fila di persone vestite prevalentemente di nero ha attraversato il centro di Lecco nella serata di martedì 15 settembre 2026. Una presenza organizzata, accompagnata da slogan e ripresa in un video poi pubblicato sui social, che ha riportato in primo piano il tema della sicurezza urbana ma anche la presenza di gruppi dell’area neofascista in città. A promuovere il corteo sono stati esponenti di CasaPound Italia insieme al comitato Remigrazione e Riconquista. Tra i volti dell’iniziativa Salvatore Ferrara, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista e referente della Rete dei Patrioti, e Giorgio Rizzitano di CasaPound.

Lecco, corteo in nero di CasaPound e Remigrazione: «La città è nostra». AVS insorge

Il gruppo, composto da poco più di una decina di persone, ha percorso alcune strade del centro, soffermandosi in particolare sulle zone che gli organizzatori indicano come maggiormente interessate da episodi di degrado. Nel racconto diffuso successivamente online vengono citate la stazione e i portici cittadini, insieme a segnalazioni di risse e aggressioni. Nel filmato compaiono anche immagini degli episodi di violenza avvenuti nelle scorse settimane in via Cavour, utilizzate per accompagnare la denuncia degli organizzatori sullo stato della sicurezza in città. Il messaggio politico è affidato anche a una frase destinata a far discutere: «Anche Lecco è nostra, ci appartiene e la riconquisteremo».

È su questo terreno che si apre lo scontro con Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, che prende nettamente le distanze dall’iniziativa e ne contesta natura e finalità.

«L’iniziativa ha nei fatti rappresentato una vera e propria ronda intimidatoria, volta unicamente a soffiare sul fuoco dell’odio sociale e della divisione».

«A queste persone rispondiamo che Lecco non è loro. Lecco è di chi l’ha resa un luogo solidale, è delle persone che la abitano, che ci lavorano e ne ravvivano il senso di comunità e appartenenza, è delle reti di volontariato, delle forze democratiche politiche e sociali».

«Non possiamo accettare che gruppi che si rifanno a ideologie neofasciste e xenofobe tentino di appropriarsi del tema della sicurezza urbana per far passare messaggi d’odio, discriminazione e marginalizzazione. La vera sicurezza delle nostre città non si costruisce con le passeggiate intimidatorie o la caccia al diverso, ma con il rafforzamento dei servizi sociali, il presidio culturale dei quartieri, la valorizzazione dello spazio pubblico e la vicinanza alle reali necessità delle persone.»

Alleanza Verdi e Sinistra chiede a Prefettura e Questura, uniche istituzioni delegate alla gestione dell’ordine pubblico, di vigilare con rigore e di non concedere alcuno spazio ad iniziative che richiamino principi esplicitamente contrari alla Costituzione italiana.

AVS Lecco chiama a raccolta tutte le forze democratiche, le associazioni e i cittadini della città per fare rete e riaffermare, in ogni sede e in ogni quartiere, che Lecco non cede al ricatto della propaganda neofascista. Ci auguriamo che tutte le istituzioni cittadine e provinciali, a partire dal Sindaco del capoluogo, respingano con fermezza questi comportamenti incompatibili con la nostra democrazia.

La vicenda potrebbe avere un seguito anche sul piano istituzionale. Il capogruppo di AVS in Consiglio comunale Emanuele Manzoni ha infatti annunciato l’intenzione di portare la questione in aula e di attivare, attraverso il senatore lecchese Tino Magni, anche un’interrogazione parlamentare.