Mentre oggi, giovedì 17 settembre 2026, in Regione Lombardia si teneva l’audizione di Anas Lombardia sullo stato della SS36, la stessa Statale tornava sott’acqua a causa del nubifragio che ha colpito il Lecchese. A Suello l’acqua ha invaso la carreggiata, con automobili rimaste intrappolate, provocando pesanti ripercussioni sulla circolazione. Una coincidenza che ha reso ancora più attuale il confronto nella Commissione Territorio, presieduta da Jonathan Lobati (Forza Italia), alla presenza di Matteo Giuseppe Castiglioni di Anas Lombardia.
SS36, Anas in Regione nel giorno del nubifragio: «Servono date certe e interventi rapidi»
Sul tavolo gli interventi sulla S.S.36 del Lago di Como e dello Spluga, sulla S.S.639 dei Laghi Pusiano e Garlate, il dissesto idrogeologico e le opere necessarie per la sicurezza della viabilità.
La rete gestita da Anas in Lombardia comprende 2.026 chilometri di strade, 182 gallerie e 1.212 tra ponti, viadotti e cavalcavia. Castiglioni ha illustrato opere finanziate per oltre 130 milioni di euro, comprese quelle legate alle Olimpiadi Milano-Cortina.
Tra gli interventi figura la messa in sicurezza della tratta Giussano-Civate, un’opera da 74,39 milioni di euro, con lavori al 13% e ultimazione prevista entro il 2027. Anas ha indicato tra le cause dei ritardi la bonifica di terreni inquinati, le interferenze con i sottoservizi e le difficoltà finanziarie dell’impresa esecutrice.
«L’audizione di oggi con ANAS Lombardia ha restituito un quadro fatto di opere che procedono, cantieri che hanno accumulato ritardi e interventi sui quali adesso è necessario accelerare. La SS36 rappresenta un’infrastruttura vitale per Lecco, per la Valtellina e per l’intera Lombardia: non possiamo fermarci qua: occorre pensare in grande con visione e strategia, senza rincorrere le emergenze. Dobbiamo garantire a famiglie ed imprese collegamenti sicuri, affidabili e performanti», ha dichiarato Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
Il consigliere regionale del Pd Gian Mario Fragomeli ha ricordato le richieste di confronto avanzate nei mesi scorsi e ha sottolineato la coincidenza con l’allagamento della notte.
«Dopo molti mesi in cui abbiamo chiesto di incontrare Anas per fare il punto sui lavori in provincia di Lecco, oggi la nostra richiesta è stata esaudita con un incontro in Commissione Infrastrutture. Oltre tutto proprio nel giorno in cui un allagamento seguito alla forte pioggia ha messo in difficoltà i cittadini che vivono e percorrono il tratto di innesto tra la provinciale e la statale 36 a Civate. Quindi, di nuovo è stato tutto bloccato da un evento per il quale non si può certo colpevolizzare nessuno, ma le risposte di Anas erano necessarie», ha detto Fragomeli.
Sul cronoprogramma il dem ha chiesto maggiore precisione. «Ho chiesto che Anas dia priorità assoluta agli interventi sulla 36 perché è l’asse che collega Milano, Monza, Lecco e la Valtellina. Abbiamo apprezzato che ci sia stato dato un quadro esaustivo delle date, ma senza un cronoprogramma concreto non è possibile capire se l’impresa appaltatrice, nella situazione di difficoltà in cui si trova, può andare avanti oppure è meglio di no. Quindi, ho ribadito all’ingegner Matteo Castiglioni, che è responsabile della struttura territoriale della Lombardia, che non basta parlare di seconda metà del 2027, ma serve una data certa», ha proseguito Fragomeli.
La vasca di laminazione
Il nubifragio ha riportato al centro anche la vasca di laminazione prevista tra Civate e Suello. «Proprio questa notte la SS36 è finita nuovamente sott’acqua nella zona tra Annone, Suello e Civate, con pesantissime ripercussioni sulla circolazione. In quell’area ANAS sta progettando una vasca di laminazione ma l’avvio dei lavori è previsto solo nei primi mesi del 2027. Non possiamo sapere con certezza se un’opera già realizzata avrebbe potuto evitare quanto accaduto questa notte, ma è evidente che si debba fare tutto il possibile per accelerarne la realizzazione», ha sottolineato Zamperini.
Fragomeli ha riferito che Anas ha assicurato l’avvio entro gennaio 2027, chiedendo comunque di accelerare. «Come abbiamo visto anche stanotte, con gli altri colleghi ci siamo fatti portavoce dell’urgenza di realizzare una vasca di laminazione sull’innesto tra la provinciale e la statale tra Civate e Suello. Ci è stato assicurato che partirà entro gennaio 2027, ma è urgente accelerare per una questione di sicurezza», ha detto il consigliere Pd.
Monte Piazzo
L’altro nodo è la galleria Monte Piazzo, tra Dorio e Colico. Gli interventi in corso valgono 77 milioni di euro. Anas ha confermato anche lo studio di fattibilità per due alternative di tracciato alla SS36, mentre ha evidenziato la necessità di un quadro complessivo della situazione del versante.
Zamperini ha chiesto di guardare oltre gli interventi di manutenzione. «ANAS oggi ha chiarito correttamente che il riferimento ai 15 anni di vita utile dell’opera non siano perentori e l’opera continuerà a essere monitorata e manutenuta. Ma proprio perché conosciamo dagli anni ottanta le problematiche della galleria la complessità geologica di quel versante dobbiamo guardare più lontano. Non possiamo limitarci, generazione dopo generazione, ad aggiungere interventi tappabuchi di manutenzione: dobbiamo cominciare a chiederci sin d’ora quale dovrà essere il collegamento tra Lecco e la Valtellina nei prossimi decenni. La frana non si fermerà».
Fragomeli ha richiamato invece la necessità di accelerare sulle due varianti. «Abbiamo fatto chiarezza anche sulle due ipotesi in campo per il Monte Piazzo, perché ci è stato ribadito una volta di più che, seppure la vita utile non sia un termine stringente in ingegneria, cioè non ci sono ‘scadenze’ a breve, gli 80 milioni di euro per mettere in sicurezza la galleria non rappresentano un intervento definitivo. Perciò, nonostante la prossima primavera i lavori, con la parte di impianti, vengano completati e per qualche anno, secondo Anas, si potrà stare tranquilli, ho invitato a percorrere velocemente la strada delle due varianti», ha aggiunto Fragomeli.
Nel corso dell’audizione sono state affrontate anche le opere della SS36 legate a Milano-Cortina, dal Ponte Manzoni agli svincoli di Piona e Dervio, fino al percorso ciclopedonale di Abbadia Lariana.
Zamperini ha chiesto di estendere il confronto anche agli interventi non legati direttamente alle Olimpiadi: «Le Olimpiadi sono state un acceleratore fondamentale per gli investimenti, ma adesso il tempo dei sopralluoghi, delle fotografie e delle dichiarazioni festanti deve lasciare spazio alla conclusione dei cantieri e alla restituzione delle opere ai cittadini. Ho chiesto un incontro all’ingegner Castiglioni (ANAS), che ringrazio, per affrontare anche gli interventi che vanno oltre il dossier olimpico: penso ad il ponte in uscita da Lecco che completi la corsia in entrata ed agli svincoli della SS36 sul lago, come quello di Perledo, che sarebbero capaci di migliorare e fluidificare il traffico, soprattutto nel periodo turistico».