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Pendolari, il conto del treno si fa più salato

Dal primo settembre sono scattate le nuove tariffe Trenord: biglietti e abbonamenti, ecco quanto spendono i pendolari del Lecchese per raggiungere ogni giorno il luogo di lavoro

Pendolari, il conto del treno si fa più salato

Prendere il treno ogni mattina per raggiungere il posto di lavoro o l’università a Milano è una necessità per migliaia di lecchesi. Una voce fissa nel bilancio familiare che, con le tariffe Trenord entrate in vigore l’1  settembre 2026, torna inevitabilmente sotto i riflettori. Il nuovo tariffario (con un aumento approvato dalla Regione Lombardia pari al 3,88%) fotografa con chiarezza quanto può pesare la mobilità quotidiana.

Per i viaggi in seconda classe si parte da 1,60 euro per le distanze fino a cinque chilometri e si sale progressivamente: 2 euro tra 6 e 10 chilometri, 2,50 tra 11 e 15, 2,90 tra 16 e 20, 3,30 tra 21 e 25 e 3,80 tra 26 e 30 chilometri. Superati i 30 chilometri il biglietto arriva a 4,10 euro nella fascia 31-35, 4,60 tra 36 e 40 e 5,40 euro tra 41 e 50 chilometri.

Pendolari, il conto del treno si fa più salato

È proprio quest’ultima fascia quella che offre la misura più immediata del costo di un collegamento lungo come quello tra Lecco e Milano. Per un lavoratore che debba acquistare due corse singole al giorno significa superare i dieci euro quotidiani. Naturalmente per chi viaggia cinque giorni alla settimana la soluzione logica resta l’abbonamento.

E qui i numeri diventano ancora più significativi. Nella fascia 41-50 chilometri il nuovo tariffario fissa il mensile di seconda classe a 91 euro e l’annuale a 877 euro. Dodici mensili acquistati separatamente comporterebbero una spesa teorica di 1.092 euro: scegliendo l’annuale il risparmio arriva quindi a 215 euro.

Scendendo lungo la direttrice verso Milano diminuisce naturalmente anche il costo. Il tariffario stabilisce per la seconda classe un mensile da 80 euro nella fascia 36-40 chilometri, 75 euro tra 31 e 35, 68 euro tra 26 e 30 e 61 euro tra 21 e 25 chilometri. Gli annuali corrispondenti sono rispettivamente di 773, 715, 649 e 585 euro.

Sono cifre che interessano da vicino l’asse ferroviario che dal capoluogo scende verso Calolziocorte, Airuno, Olgiate-Calco-Brivio, Cernusco-Merate e Osnago, una delle direttrici fondamentali per la mobilità dei pendolari lecchesi.

A disposizione di chi si muove molto sul territorio c’è anche un’altra possibilità. L’Io Viaggio Ovunque in Lombardia costa ora 118 euro al mese, 341 euro per tre mesi e 1.137 euro l’anno. La versione giornaliera costa 18 euro, quella per due giorni 30, per tre 35,50 e per sette giorni 47,50 euro.

Per chi rimane invece all’interno dei confini provinciali, l’Io Viaggio Ovunque in Provincia di Lecco costa 83 euro al mese. Una cifra da confrontare con il normale abbonamento ferroviario a seconda della distanza e soprattutto del tipo di spostamenti effettuati. Lo stesso prezzo provinciale viene applicato a Como, Lodi, Sondrio e Varese.

Il tariffario contiene anche agevolazioni rivolte alle famiglie. I bambini fino a quattro anni viaggiano gratuitamente; per i ragazzi tra 4 e 14 anni è previsto uno sconto del 50% sulla tariffa ordinaria. Inoltre gli under 14 possono viaggiare gratuitamente se accompagnati da un familiare adulto – genitore, nonno, zio, fratello o sorella – munito di un titolo valido. Per le famiglie che acquistano più abbonamenti per figli minorenni, il secondo è scontato del 20% e dal terzo in poi la gratuità è totale.

Piccoli correttivi all’interno di una spesa che, soprattutto per chi ogni giorno deve raggiungere Milano, resta tutt’altro che marginale. Per un pendolare il treno non è un acquisto occasionale: è una sorta di bolletta della mobilità. E quando il costo mensile si avvicina ai cento euro, a fine anno il conto diventa inevitabilmente una delle voci da mettere a bilancio.