buone notizie

Il “miracolo di Varigione”: raccolti i fondi per restaurare tre opere secentesche

Raggiunta in tempi record la quota necessaria per completare il finanziamento del progetto. Saranno restaurati i ritratti dei primi curati e la tela della Madonna Nera di Loreto

Il “miracolo di Varigione”: raccolti i fondi per restaurare tre opere secentesche

Un obiettivo raggiunto in meno di due mesi, grazie alla generosità dei lecchesi. È arrivata a conclusione la raccolta fondi promossa per sostenere il progetto di restauro di tre importanti opere secentesche della parrocchia di San Giovanni alla Castagna di Lecco, iniziativa presentata ufficialmente lo scorso 4 luglio  2026 durante la festa della Madonna di Varigione.

Il “miracolo di Varigione”: raccolti i fondi per restaurare tre opere secentesche

Il progetto è promosso dalla Comunità Pastorale di San Giovanni alla Castagna con l’affiancamento dell’Associazione Giuseppe Bovara e il sostegno dell’Ordine dei Cavalieri di Parte Guelfa. Al centro dell’intervento ci sono due ritratti dei primi curati del luogo, Giovanni Battista Cattaneo Torriani e Bernardo Tartari, e la tela raffigurante la Madonna Nera di Loreto, conservata nella chiesa di Varigione e da sempre particolarmente cara alla popolazione.

L’iniziativa era stata presentata anche nell’ambito delle celebrazioni per i duecento anni dalla nascita del Beato Giovanni Mazzucconi, che da bambino frequentava i luoghi della parrocchia di San Giovanni alla Castagna, all’epoca retta dallo zio materno Carlo Scuri.

Il progetto ha ottenuto il contributo della Fondazione Comunitaria del Lecchese, che coprirà metà dell’importo complessivo preventivato, pari a 14.800 euro. Restava quindi da raccogliere una quota di 7.400 euro. L’obiettivo sembrava impegnativo, ma la risposta non si è fatta attendere.

«Nessuno poteva immaginare quanto grande fosse la generosità dei lecchesi», sottolineano i promotori. In meno di due mesi, infatti, attraverso diverse donazioni private, sono stati raccolti 7.280 euro. I 120 euro mancanti sono stati poi ampiamente recuperati grazie alle offerte raccolte sabato scorso durante la passeggiata nei luoghi familiari del Beato Mazzucconi, organizzata dalla stessa Associazione Giuseppe Bovara.

La cifra necessaria, dunque, è stata raggiunta e superata. Un risultato che i promotori definiscono «un piccolo ma significativo “miracolo”», capace di dimostrare ancora una volta quanto la collaborazione possa fare la differenza.

«Lavorando tutti assieme in sinergia, è possibile raggiungere risultati apparentemente difficili», è il messaggio lanciato dall’associazione, che vede nella raccolta non soltanto un intervento a tutela del patrimonio artistico e storico, ma anche un segnale importante per la comunità.

«Il piccolo paese di provincia», spesso considerato una realtà con risorse limitate, ha dimostrato invece di essere «pronto sempre a dare, quando richiesto e senza troppi clamori, una grande mano a favore del bene della comunità».

Un ringraziamento viene quindi rivolto a tutti coloro che hanno contribuito al progetto e che hanno permesso di raggiungere rapidamente la cifra necessaria. Il restauro, spiegano i promotori, rappresenta infatti molto più della semplice conservazione di alcune opere d’arte: significa custodire una parte della storia locale e «il secolare e faticoso lavoro che ha generato il benessere attuale e di cui tutti siamo debitori».

Ora la parola passa ai restauratori. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni da parte della Curia e della Soprintendenza, le tre opere potranno lasciare la parrocchia per essere sottoposte agli interventi previsti e autorizzati.

E quando torneranno a San Giovanni alla Castagna, promettono dall’Associazione Giuseppe Bovara, «sarà sicuramente, per tutti, una grande festa».